Mercoledì 19 Giugno 2024 - Anno XXII

Croazia addio (o meglio: arrivederci!)

Makarska Foto di Ivo Biocina

Ritorno, da sud verso nord, lungo la costa Adriatica. Dalle zone del delta della Neretva alla località balneare di Makarska, non escludendo i laghi dell’entroterra. Per finire tra le bellezze storiche e architettoniche di due città figlie di Roma e della Serenissima: Sebenico e Zara

Croazia Tramonto sul mare davanti a Makarska
Tramonto sul mare davanti a Makarska

Per concludere il mio Grand Tour della Croazia mi restano solo poche località della costa, città e luoghi la cui visita era stata prevista (dai miei amici della Fijet Croata) da Dubrovnik, ultima città della Dalmazia prima che il sud est dell’Adriatico diventi montenegrino, albanese e infine greco. Nota Bene: una forse eccessiva pignoleria mi spinge a precisare che per una completa conoscenza del Paese occorrerebbe anche un giretto nel nord della Croazia, parlo della capitale, Zagabria, e della interessante territorio, capoluogo Varadino che profuma di Ungheria. Ma, non senza precisare che – stante la conformazione della geografia croata, una farfalla con due lunghe ali, in mezzo i Balcani – se mi spingessi fino alle citate località continentali il Tour sarebbe divenuto troppo Grand, commento che, come noto, il grande appeal, il massimo dell’attrazione turistica della Croazia è concentrato sulla costa adriatica a cui si aggiungono, chicca a facile portata d’auto, i fantastici laghi di Plitvice.

Croazia: chilometri a gogò

Croazia NerentaEccomi dunque intraprendere il viaggio di ritorno, un galop finale per certo non meno bello dell’andata in quanto prevedente piacevoli soste nella zona della Neretva/Narenta, nella balneare Makarska (da Dubrovnik 150 km pochi di più se si devia per ammirare i laghi di Imotski al confine con la Bosnia), a Sibenik/Sebenico e, ciliegina finale, ultima notte a Zadar/Zara (Makarska–Zara 160 chilometri,  dopodiché, segnalando che Zara dista da Milano, ovviamente via Trieste, 775 chilometri, informo gli eventuali amanti dei viaggi in auto che la mia gita in Croazia, complici alcune, curiose deviazioni e sopralluoghi, è stata lunga almeno 2972 chilometri, datosi che, già che c’ero, ho fatto pure un salto a Lubiana).

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Nel delta della Neretva e nei laghi ‘colorati’ di Imotski

Un tifoso di calcio particolarmente appassionato...
Un tifoso di calcio particolarmente appassionato…

Poche decine di chilometri (alcuni attraversando il già descritto corridoio che permette alla Bosnia Erzegovina l’accesso al mare) intercorrono tra Dubrovnik e i 4800 ettari dell’ecologico delta della Neretva/Narenta (poco distante da Metkovic, terra di confine con il nuovo Stato sorto dalle ceneri dell’ex Jugoslavia, mezz’ora d’auto e si arriva a Medjugorie e più a nord si visita la martoriata Mostar e il suo storico ponte).

Per farmi conoscere le tante e belle manifestazioni della natura (da non perdere) laddove lo storico fiume entra nell’Adriatico, Marijana Rabic, già lodata musa ispiratrice di questa mia gita croata, non poteva assegnarmi miglior esperto di Pavo Jerkovic, una sorta di genius loci del delta. È il dominus del Vila Neretva, albergo, ristorante e bar al centro del delta, possiede le barche solcanti le tante vie d’acque dai bei panorami in una navigazione che ti conduce all’approdo di un’appartata casa (ça va sans dire, sua) da Pavo destinata a suo buenretiro nonché ristorante per turisti e gitanti.

Eccellenti rane del delta

Croazia Uno dei laghi di Imotski
Uno dei laghi di Imotski

E mentre degusto eccellenti rane (pochi le conoscono, un peccato, la loro carne è davvero prelibata) apprendo da Pavo che gran parte di quelle nei menu dei ristoranti della Lomellina & dintorni provengono dalle basse acque di questo delta (e il mio anfitrione ha ragione: dalle nostre risaie i ranat notturnamente pescanti con le luci ad acetilene sono scomparsi da quel tempo).

Prima del pernottamento a Makarska (popolare resort balneare, per famiglie necessitanti di sistemare figliolanza tra spiaggia e giochi, all’hotel Meteor bella vista da camera con terrazza  su isole e isolotti antistanti, interessanti ristoranti, in zona la lingua di sabbia più fotografata della Croazia) mi reco nell’interno ad ammirare i due laghi di Imotski, il Rosso e il Blu, bel fenomeno della natura per le alte pareti che li circondano (quanti scherzi fa la morfologia carsica) e la zona è interessante anche storicamente (Imotski fu avamposto di confine della Serenissima Venezia, di fronte l’islamico Impero ottomano).

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Un arrivederci con le meraviglie di Sebenico e Zara

La cattedrale di Sebenico
La cattedrale di Sebenico

Torno sull’Adriatico e mi godo la bellissima Sebenico, forse non giustamente apprezzata dal viaggiatore italiano (sempre che non sia il turismo locale a farle poca rèclame, che meriterebbe davvero). Peccato, perché la città di Niccolò Tommaseo merita davvero un attento sopralluogo, impresa oltretutto facilitata dagli spazi contenuti, in una passeggiata godi la cattedrale di San Giacomo, la fortezza di San Michele con sosta-relax nella pace del  curato mediterranean garden del monastero di San Lorenzo. Sbaglierò, ma per chi visita la Croazia, Sebenico è un must, meglio non perderla (una chicca le case nobiliari della città vecchia, che bella quella barocca).

A Zadar-Zara si conclude il mio Grand Tour (vecchio, se non antico, come ormai appaio, sfigurerei tra la miriade di giovani europei affollanti la snella isola di Pag, vita vita, locali notturni à gogò, chapeau a chi promuove l’incoming in Croazia).

Ante Galic, capo dell’ufficio turismo, mi coccola accogliendomi con il Maraschino (gloria e vanto liquoroso di Zara, roba da cult la bella la bottiglia impagliata di Vlahov) ma le tante bellezze da ammirare mi costringono a finire in fretta il nettare creato da queste ciliegine dall’aspro sapore. Tremila anni di storia, chiese, palazzi, un Foro romano, da una porta (quella di terra) dominata dal Leon di San Marco all’avveniristico Saluto al Sole si percorre una passeggiata marittima che separa la magnifica città vecchia da un mare che propone multiformi isole in gran parte divenute parco nazionale. Viva Zara, viva la gloriosa storia dell’Adriatico.

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