Lunedì 17 Giugno 2024 - Anno XXII

Al Mediamuseum di Pescara scene e costumi in 53 opere

Una delle opere in mostraUn’interpretazione dell’aspetto scenografico del teatro di D’Annunzio: è la mostra di scene e costumi “Le Martyre de Saint-Sébastien“, 53 opere di Gabriella Albertini esposte al Mediamuseum di Pescara. La mostra, promossa dalla Fondazione Edoardo Tiboni per la cultura, si può visitare al Mediamuseum di Pescara (ex Tribunale, piazza Alessandrini), dal lunedì al sabato dalle ore 10:30 alle 12:30 e dalle 17 alle 19. Scrive Dante Marianacci, presidente del Centro nazionale di Studi dannunziani: “La particolare attenzione che la Albertini ha riservato al Martirio – anche nella sua produzione critica, opportunamente antologizzata nel recente volume ‘Scene e … Leggi tutto

Una delle opere in mostra
Una delle opere in mostra

Un’interpretazione dell’aspetto scenografico del teatro di D’Annunzio: è la mostra di scene e costumi “Le Martyre de Saint-Sébastien“, 53 opere di Gabriella Albertini esposte al Mediamuseum di Pescara. La mostra, promossa dalla Fondazione Edoardo Tiboni per la cultura, si può visitare al Mediamuseum di Pescara (ex Tribunale, piazza Alessandrini), dal lunedì al sabato dalle ore 10:30 alle 12:30 e dalle 17 alle 19. Scrive Dante Marianacci, presidente del Centro nazionale di Studi dannunziani: “La particolare attenzione che la Albertini ha riservato al Martirio – anche nella sua produzione critica, opportunamente antologizzata nel recente volume ‘Scene e immagini nell’opera dannunziana’, risente assai positivamente del fervore e dell’entusiasmo giovanili dell’artista che fece proprio di quest’opera l’argomento del suo saggio di diploma all’Accademia di Belle Arti di Roma, accompagnato da una serie innumerevole di bozzetti, che ora costituiscono le 53 opere, tra scene e costumi, della bella mostra che si inaugura al Mediamuseum”.

La stessa artista ricorda: “‘Le Martyre de Saint-Sébastien’, mistero teatrale di Gabriele d’Annunzio con musica di Claude Debussy, è un’opera che ho preparato come tesi nel 1961 per conseguire il diploma in Scenografia presso l’Accademia di Belle Arti di Roma. Ora, trascorsi molti anni, espongo le tavole delle scenografie e dei costumi con il significato e il valore dell’inedito. Questo lavoro, conservato in un cassetto, è stato la base di tutto il mio impegno operativo”. “Nel processo creativo della mia produzione, uno spazio importante è stato occupato dall’incisione (acquaforte), che mi ha portato a una determinata composizione la cui origine si può rintracciare nei bozzetti per Le Martyre, realizzati in misure ridotte con la tecnica del monotipo”.

LEGGI ANCHE  A Sàrmede risuonano i tamtam d’Africa

(27/10/2014)

Condividi sui social: