Martedì 16 Luglio 2024 - Anno XXII

Italia: un tesoro inestimabile allo sbando

Abbiamo il patrimonio culturale più cospicuo esistente ma, secondo la classifica stilata da The Art Newspaper e Il Giornale dell’arte, nessun museo italiano rientra tra i primi 20 più visitati al mondo

La sala tribuna all'interno degli Uffizi di Firenze
La sala tribuna all’interno degli Uffizi di Firenze

Secondo la classifica dei musei più visitati al mondo stilata da The Art Newspaper e Il Giornale dell’arte, al primo posto si colloca il Louvre parigino. Nelle prime dieci posizioni della classifica figurano ben quattro musei londinesi: il British Museum, la National Gallery, la Tate Modern e il Natural History Museum. Ci sono persino il National Palace di Taipei a Taiwan e il National Museum di Seul. Escludendo i Musei Vaticani, che non fanno parte del patrimonio culturale italiano, il primo museo italiano in classifica sono gli Uffizi fiorentini in 26esima posizione! Il Palazzo Ducale di Venezia è al 45esimo posto, l’Accademia di Firenze è al 46esimo e Castel Sant’Angelo è al 59esimo.

Strategia culturale inefficiente

Il Louvre di Parigi è il primo museo in classifica
Il Louvre di Parigi è il primo museo in classifica

È l’insieme della strategia culturale italiana che è strutturalmente insana. In tutto, i 202 musei e 221 tra monumenti e aree archeologiche gestiti dallo Stato sono stati visitati nel 2012 da 36,4 milioni di persone, per un incasso di 113,3 milioni di euro. A questi vanno aggiunti gli introiti per i servizi ausiliari, come audioguide, visite guidate, bookshop, bar e ristorante, pari a 6,1 milioni di euro. Ebbene soltanto il Louvre nello stesso anno ha accolto 9,7 milioni di visitatori, di cui 6 milioni i paganti. E l’incasso in biglietteria è stato di 58 milioni di euro, a cui si aggiungono 15 milioni in servizi ausiliari, 16 in donazioni di privati e alcune altre voci, per un totale di entrate proprie pari a 100 milioni. In definitiva il Louvre da solo, guadagna quasi quanto tutti i musei, i monumenti e le aree archeologiche d’Italia!

Tutto questo non è sfuggito a Cristiano Magdi Allam, che ha dichiarato: “Il nostro Paese ha un patrimonio artistico ineguagliabile nel mondo: 5 mila tra musei, monumenti e aree archeologiche, di cui 50 siti censiti dall’Unesco come patrimonio culturale dell’umanità. Eppure nessun museo italiano figura tra i primi 20 musei più visitati al mondo. Il nostro Paese potrebbe vivere tranquillamente di turismo culturale. Abbiamo un tesoro inestimabile chiuso in una cassaforte. Ciò che ci manca è una classe politica che si decida a valorizzarlo. Nel frattempo dobbiamo fare le barricate affinché questa classe politica inetta e traditrice, che ha trasformato l’Italia ricca in italiani poveri, non svenda il nostro patrimonio culturale”.

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Italia: la Patria dell’immobilismo

Interni Palazzo Ducale di Venezia
Interni Palazzo Ducale di Venezia

Quando si ascoltano o si leggono simili parole ci si rende conto che  è inutile e sterile la propaganda demagogica del ministro, di alcune amministrazioni statali o parastatali o di associazioni culturali preposte alla fruibilità dei beni storici della nostra Italia, da Mondovì a Canicattì, sull’enorme flusso di visitatori ai siti di interesse storico, artistico, culturale, archeologico, paesaggistico, quando, poi, i dati smentiscono categoricamente ed inequivocabilmente la realtà, come dimostra la classifica diffusa . Non serve blaterare, non serve far primeggiare connotazioni che non corrispondono al vero. A parte questo aspetto, il dato da cogliere, purtroppo, allarmante sta nella consapevolezza, nella presa di coscienza che la cultura, in questa Italia di faccendieri del protagonismo, è sempre stata la fotocopia, il clone del personaggio fiabesco chiamato Cenerentola, per cui certi dati ne sono la reale conseguenza, lo specchio di un inattivismo, di un immobilismo, di una straordinaria forza di essere insensibili. I dati sopra riportati sono solo una parte di quello che è il declino culturale del Bel Paese, perché se vogliamo essere ancora più spietati e cinici nei confronti di determinati soggetti, dovremmo aprire il triste capitolo degli abbandoni, delle incurie perpetrate, giornalmente, su una infinità di monumenti, musei, opere d’arte, affreschi lasciati marcire e deperire; di musei lasciati letteralmente chiusi, se non dimenticati, per restauri, soprattutto dopo i tanti e frequenti terremoti e mai più riaperti. Queste ferite bisogna sanare. Questi scempi bisogna evitare, piuttosto che conquistare le passerelle dove fare solo bella mostra di se e dimenticare quanto sta andando in rovina e in malora.

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