Lunedì 15 Luglio 2024 - Anno XXII

Villa Carlotta, un pigmento blu svela un capolavoro del XVI sec

“La Madonna con Bambino e San Giovannino” ritrovata nelle collezioni di Villa Carlotta, Museo e Giardino Botanico sul Lago di Como, è un capolavoro della Scuola del Perugino del XVI sec. L’opera, che farà parte delle collezioni permanenti della Villa, rimarrà in mostra fino all’8 novembre

'La Madonna con Bambino e San Giovannino', Scuola del Perugino, XVI sec
‘La Madonna con Bambino e San Giovannino’, Scuola del Perugino, XVI sec

La Madonna con Bambino e San Giovannino” ritrovata nelle collezioni di Villa Carlotta, Museo e Giardino Botanico sul Lago di Como, è un capolavoro della Scuola del Perugino del XVI sec. L’opera, che farà parte delle collezioni permanenti della Villa,  è stata presentata al pubblico mercoledì  20 maggio per rimanere in mostra fino all’8 novembre.
Un’esposizione che mixa l’antico con la tecnologia. Infatti a compendio dell’antica tavola esposta saranno messi a disposizione del pubblico dei tablet  che permetteranno di “esplorare” virtualmente il dipinto. Un morphing permetterà di comprendere le somiglianze tra l’opera recuperata dalla dimora tremezzina e le altre Madonne del maestro fiorentino mentre i più piccoli potranno interagire con il quadro eseguendo un restauro virtuale, passando il dito sull’immagine riprodotta e pulendo la zona toccata.
In particolare, l’allestimento sarà arricchito da una riproduzione 3D dell’opera che permetterà anche alle persone non vendenti di apprezzarne la bellezza.

Villa Carlotta non è solo protagonista della scoperta ma anche deus ex machina della complessa operazione di recupero. Il dipinto su tavola, a lungo stimato come una copia di fine Ottocento della Scuola del Perugino, si avvale oggi della  nuova datazione grazie a un accurato lavoro di pulitura a cura di Paolo Aquilini, restauratore interno della dimora tremezzina, e dello studio milanese di Barbara Ferriani e alla successiva analisi dei pigmenti color blu del quadro. Il lavoro è stato affidato dall’antica Dimora al Laboratorio di Ricerca di Chimica Analitica dell’Università degli Studi dell’Insurbia. Un team di professionisti, grazie all’utilizzo dell’innovativa tecnica della Spettroscopia Infrarossa in Riflessione Esterna (procedimento che permette l’analisi senza prelievi di campioni dall’opera) ha confermato la veridicità della datazione per la parte inerente al mantello della Madonna.
Oltre alle prove scientifiche, accreditano la scoperta anche lo stile e la  tavolozza dell’opera. Sono molte, infatti, le “assonanze visive” tra la Madonna con Bambino e San Giovannino e le tele cinquecentesche, a partire dal classico schema compositivo a tre dove la raffigurazione della Madonna, Gesù e San Giovannino ripropone un canovaccio progettuale tipico della pittura tra il XV e XVI secolo e creano un link immediato a quella del Perugino.

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