Lunedì 24 Giugno 2024 - Anno XXII

Museo Diocesano di Mantova “Francesco Gonzaga”

Museo Diocesano di Mantova

Il Museo Diocesano di Mantova “Francesco Gonzaga”, inaugurato nel 1983, è stato riallestito nuovamente nel 2008. Tra le opere esposte, sculture e dipinti che documentano le vicende mantovane degli ultimi due millenni

Museo Diocesano di Mantova
Interno del Museo Diocesano Francesco Gonzaga di Mantova

Nell’anno 1974 si tenne, nel Palazzo Ducale di Mantova, una mostra dal titolo “Tesori d’arte nella terra dei Gonzaga“, che presentò una serie di capolavori sino allora pressoché sconosciuti, in larga misura provenienti dalle chiese della diocesi. Il successo della mostra indusse il suo ideatore, monsignor Luigi Bosio, a progettare un’esposizione permanente di tali opere, riunite in un apposito museo.

Il “Museo Diocesano d’arte sacra”, come allora fu chiamato, fu inaugurato nel 1983, raccogliendo manufatti di varia natura (dipinti, sculture, oreficerie, tessuti, libri miniati, ceramiche, avori e persino strumenti guerreschi) non più in uso dopo la riforma liturgica seguita al Concilio Vaticano II, o posti in siti non in grado di assicurarne la corretta conservazione. Dopo l’apertura, il primo nucleo degli oggetti esposti è andato rapidamente crescendo, anche per cospicue donazioni di privati, e in parallelo si è ampliato lo spazio ad essi destinato, sino a costituire un museo tra i maggiori non soltanto della città: a detta di numerosi esperti, la bellezza e la preziosità dei suoi tesori, alcuni dei quali senza pari al mondo, gli conferiscono una rilevanza internazionale.

Il museo Diocesano di Mantova, dopo aver ottenuto il riconoscimento da parte della Regione Lombardia, ha inaugurato il 7 giugno 2008 il nuovo allestimento ed il ricupero della fronte neoclassica. Sorto negli ampi spazi di un edificio storico, il chiostro già del monastero agostiniano di Sant’Agnese che ospitò Carlo V, il Museo espone: sculture e dipinti che documentano le vicende mantovane degli ultimi due millenni, smalti dipinti Limoges. Raffinatissime opere appartenute ai Gonzaga, prodigiosamente sfuggite a saccheggi e dispersioni: il quattrocentesco Messale miniato di Barbara di Brandeburgo, i busti dell’Antico, arazzi francesi del Cinquecento e tutta la superstite oreficeria di famiglia, comprendente smalti bizantini, una Madonna col Bambino del Trecento francese, gioielli rinascimentali di fattura parigina, bavarese, veneziana e mantovana. Opere di Mantegna, Correggio, Cellini, Fetti; la più nutrita raccolta di Bazzani, con i suoi capolavori. La celebre, prestigiosa serie di armature italiane quattro-cinquecentesche.

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