Lunedì 3 Ottobre 2022 - Anno XX
Kenya paradiso del kitesurf

Kenya paradiso del kitesurf

Il Kenya, cuore dell’Africa, sta cambiando. La testimonianza di Gaia, kiter italiana, che si è trasferita con la famiglia vicino a Malindi. Mambrui, a circa 10 chilometri a Nord di Malindi, tra baie protette e barriere coralline è una delle spiagge adatte al kitesurf. I venti migliori da dicembre ad aprile

Al sole della “spiaggia dorata” o a spasso tra le antiche moschee

kenia-cammelloPer il resto la fascia costiera intorno all’antico villaggio islamico di Mambrui, caratterizzato da casette in muratura, è una delle zone più affascinanti della costa Swahili: oltre alle meraviglie naturali della costa e delle spiagge si possono ammirare fortini e moschee che testimoniano le origini islamiche di questo villaggio del XV sec. La spiaggia più famosa è Che Chale, detta anche “spiaggia dorata” per la presenza di minerali che risplendono al sole.

Dolce Watamu, la perla della costa Swahili

Altro spot rinomato a 20 chilometro da Malindi è Watamu, che in swahili significa “gente dolce”, una cittadina di circa mille abitanti sulla costa meridionale del Kenya. Siamo nella contea di Kilifi, dove si vive di pesca, ma soprattutto di turismo, grazie alle spiagge bianchissime, alla ricchezza della fauna e della flora nella riserva marina della costa.
I venti principali sono identici a Mambrui e soffiano side/side on da sinistra, rinforzano col termico quindi dali 8-10 nodi della mattina si passa nel pomeriggio ai 15-20, con spesso anche un ottimo calasole. Il fondale è formato da reef già a riva, per cui con la bassa marea è sconsigliato ai rider non esperti; l’acqua è piatta e fuori dal reef c’è onda formata e liscia. Le vele consigliate vanno dalla 9 alla 12.

Safari tra rettili ed elefanti, gite in dhow e diving con gli squali

kenya-elefantiOltre alle sessioni in acqua per chi decide di soggiornare in questa parte del Kenia ci sono naturalmente i safari. Tra i parchi più famosi nelle vicinanze c’è il parco marino di Watamu, il più vecchio del Kenya, che si estende per 213 chilometri quadrati e ospita più di seicento specie di pesci e di rettili, e centinaia di tipi di coralli; il Parco Nazionale dello Tsavo East che offre una vasta area incontaminata e arida alternata con palmeti che crescono alle rive del fiume Galana, il quale, con le sue acque color smeraldo, scorre placido verso l’oceano; il Parco Nazionale dell’Amboseli, famoso per essere uno dei migliori posti in Africa per entrare in contatto con gli elefanti e con la tribù Masai che lo popola.
In alternativa ci si può concedere escursioni subacquee per vedere delfini e squali balena, oppure una visita al Turtle Watch, unico centro di cura e recupero delle tartarughe marine dell’Africa orientale, o ancora una suggestiva passeggiata a bordo dei dhow, le tipiche imbarcazioni arabe lungo le acque cristalline del Mida Creek circondati dalla fitta vegetazione di mangrovie fino a un’insenatura dell’oceano Indiano. Da vedere anche il Canyon di Marafa, meglio conosciuto come Cucine del Diavolo, che è un monumento naturale che mostra le mille sfumature dal bianco ai colori caldi del terreno kenyota oppure ancora e rovine di Gede, un tempo uno dei più importanti villaggi di mercanti e scalo commerciale sulla costa del Kenya.
Insomma questo Paese ha ancora moltissimo da offrire agli amanti del kitesurf, del mare e della natura e per chi decide di visitare questi luoghi l’impatto emotivo è forte, impetuoso, intenso, come solo l’Africa può essere.

Leggi anche la prima parte: Il Kenya riparte dal turismo

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