Martedì 23 Luglio 2024 - Anno XXII

Venezia gli ebrei e l’Europa

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Nell’appartamento del Doge a Palazzo Ducale a Venezia fino al 13 Novembre si può visitare la mostra “Venezia gli ebrei e l’Europa, 1516 – 2016”. Cinquecento anni dalla nascita del Ghetto di Venezia che hanno visto gli ebrei protagonisti in terra veneziana

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In occasione dei cinquecento anni della nascita del Ghetto di Venezia, la splendida città lagunare ha organizzato una Mostra inedita scegliendo una location senz’altro unica: le stanze riservate al Doge a Palazzo Ducale. L’esposizione “Venezia gli ebrei e l’Europa, 1516 – 2016” intende ripercorrere cinque secoli di storia, di alterne vicende che hanno visto per protagonisti gli ebrei in terra veneziana.
Venezia, la “Serenissima”, la città marinara e commerciale per eccellenza che aveva saputo intrecciare rapporti con l’Oriente, a governare  territori lungo i Balcani, alcune delle isole greche fino all’isola di Cipro, la città dei dogi immortalati in tanti dipinti di illustri artisti, la Repubblica che aveva saputo amministrare i suoi tesori e i suoi abitanti attraverso i valori di giustizia, libertà e benessere, ebbene nel marzo del 1516 il Senato della “Serenissima” dovette esaminare il problema della minoranza ebraica e adottare delle misure restrittive.
Il 29 Marzo 1516 sarà, quindi,  una data storica, il giorno in cui venne costituito il primo Ghetto della storia, quel  luogo protetto da alti muri vissuto come difesa oppure come emarginazione dove una minoranza etnica cerca di sopravvivere, penalizzata nei rapporti con il resto del mondo.

Gli ebrei e l’etimologia del ghetto

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Palazzo Ducale, appartemento del Doge; Sala dello scudo

Ghetto, è un termine che evoca tristi ricordi dell’epoca nazifascista, ma la sua origine è alquanto curiosa.
La parola potrebbe derivare dall’ebraico get (divorzio), oppure dal tedesco gitter (inferriata) o addirittura dal verbo getar (fondere) associato al fatto che il Ghetto sorgeva in un’area isolata della città lagunare nella quale esisteva una fonderia per la produzione del rame. Resta il fatto che in questa zona ristretta, il Ghetto Vecchio, furono obbligati a dimorare  tutti gli ebrei residenti a Venezia, a cui venne vietato di uscire la notte in quanto il “recinto” era sorvegliato da quattro custodi cristiani pagati dai giudei con il vincolo di abitare nel sito stesso per esercitare un maggior controllo.
Col passare degli anni, la popolazione ebraica crebbe e il Ghetto Vecchio si rivelò insufficiente a dare ospitalità ai nuovi arrivati , per cui il governo della “Serenissima”, nel 1541 decise di ampliare l’intera area costruendo il Ghetto Nuovo, e nel 1633 diede vita ad un ulteriore ampliamento col Ghetto Nuovissimo.
Nei Ghetti la comunità ebraica ha fondato ben cinque Sinagoghe ognuna delle quali appartenente all’etnia d’origine: la Scola Grande Tedesca,la Scola Canton, la Scola Spagnola,la Scola Italiana,la Scola Levantina, luoghi in cui gli ebrei si riunivano per esprimere le loro tradizioni negli usi, nei costumi e nell’osservanza del culto religioso.
Sarà Napoleone Bonaparte, entrato a Venezia nel 1797 ad abolire il Ghetto veneziano e per pochi mesi gli ebrei che vi risiedevano poterono godere della libertà fino al 1798 anno in  cui, sotto la dominazione asburgica, ritornarono nel ghetto.

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Un viaggio nella storia

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Stampa che riproduce il Ghetto di Venezia

L’esposizione intende accompagnare il visitatore lungo un percorso che è un viaggio nella storia, nell’arte, nella religione, nella conoscenza delle più remote vicissitudini di un popolo altrettanto multietnico e cosmopolita, per quel suo intreccio di differenti lingue parlate,abitudini alimentari, riti religiosi che hanno formato un tessuto sociale ancora oggi straordinario.
La mostra è distribuita in 10 sezioni tematiche e cronologiche e potremmo comprendere l’evoluzione storica dei primi insediamenti ebraici in Europa dopo la scoperta dell’America (1492); la nascita del Ghetto Vecchio e la nuova urbanizzazione; le relazioni sociali con la cittadinanza veneziana; i rapporti commerciali e il prestito di denaro, il banco dei pegni; le capacità artigianali che la comunità ebraica ha condiviso con i veneziani; le Sinagoghe;la cultura ebraica; i collezionisti; i commerci nei secoli XVII e XVIII; l’epoca Napoleonica ed ancora racconti di viaggio,letteratura, teatro e musica.
Un’occasione per visitare o ri-vedere il magnifico Palazzo Ducale, rimasto immutato nelle sue architetture e nelle sue pregevoli sale affrescate nelle quali sembra di sentire risuonare l’eco delle lunghe discussioni tra i “Saggi”del Maggior Consiglio capitanati dal Doge.

Info:
www.palazzoducale.visitmuve.it
www.veniceghetto500.org

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