Venerdì 12 Aprile 2024 - Anno XXII

Perugino il meglio maestro d’Italia nel suo tempo

Perugia celebra il suo artista più rappresentativo nel quinto centenario della morta. Pietro Vannucci, detto il Perugino sarà celebrato alla Galleria Nazionale dell’Umbria con la mostra “Il meglio del maestro d’Italia” dal 4 marzo all’11 giugno.

Perugino nel suo tempo, Adorazione dei Magi. 1475 circa
Perugino, “Adorazione dei Magi”, 1475 circa

Il Rinascimento torna sempre alla ribalta con le menti geniali, gli scienziati, i letterati, gli artisti che hanno animato questo fulgido periodo denso di creatività senza precedenti nella storia. Non siamo nuovi a commemorazioni dei centenari della nascita o della morte di illustri personaggi. Lo si fa attraverso esposizioni celebrative allestite nei luoghi che furono testimoni dell’attività di famosi Maestri. Nel 2023 sarà il turno di Perugia che ricorderà l’opera ineguagliabile di Pietro Vannucci, detto il Perugino, in occasione del V centenario della morte, considerato uno degli artisti più rappresentativi tra il 1400 e il 1500.

La mostra intitolata “Il meglio maestro d’Italia”. Perugino nel suo tempo, sarà allestita presso la Galleria Nazionale dell’Umbria a Perugia visitabile dal 4 Marzo all’11 Giugno 2023. L’esposizione è stata curata da Marco Pierini e Veruska Picchiarelli, entrambi responsabili del museo perugino. La mostra, coordinata dal Comitato Nazionale del Ministero della Cultura presieduto da Ilaria Borletti Buitoni, coinvolgerà musei nazionali e internazionali. Tra questi le Gallerie degli Uffizi a Firenze, la National Gallery di Washington e partner scientifici.

Perugino nel suo tempo con 70 opere

Perugino nel suo tempo Francesco Botticini, Sant'Egidio in trono tra i santi
Francesco Botticini, “Sant’Egidio in trono tra i santi”

L’esposizione cercherà di esplorare, con oltre settanta opere, la prolifica attività del Perugino negli anni antecedenti il 1504; anni in cui l’artista si trovava all’apice della sua straordinaria carriera. Nel titolo si evince l’idea dei curatori di recuperare le parole scritte in una lettera dal mecenate Agostino Chigi. “Volendo fare di sua mano Lui è il meglio maestro d’Italia”, così Chigi definiva il Perugino. Attraverso le opere esposte si riflette sia sulla cifra stilistica e sia sugli spostamenti dell’illustre Maestro. Perugino infatti era riuscito a fondare due attivissime botteghe a Perugia e a Firenze.

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Nato nel 1448 a Città della Pieve e morto a Fontignano nel 1523, studiò presso la bottega del Verrocchio dove incontrò Leonardo e Sandro Botticelli. Due eccellenti compagni di scuola, quindi, con cui condividere idee, progetti, emozioni e collaborazioni anche col grande Verrocchio e forse contaminazioni artistiche. Di questo suo apprendistato fiorentino ne sono testimonianza le tre tavole in San Giusto alle Mura, il Compianto delle monache di Santa Chiara, conservato oggi alle Gallerie degli Uffizi, e la Pala di San Domenico a Fiesole.

Perugino nel suo tempo: maestro per i maestri

Perugino nel suo tempo Andrea del Verrocchio, Madonna col Bambino, 1472
Andrea del Verrocchio, “Madonna col Bambino”, 1472

La sua incessante vena creativa gli conferì un grande successo. Egli ricevette numerose commissioni provenienti dalle corti dell’epoca. Questi suoi spostamenti tra Perugia, Firenze, Roma, saranno il focus della mostra per conoscere le opere che riuscì a produrre in tutta Italia e dare vita ad una pittura dal disegno ben definito, dal colore ricco di luce, dalle composizioni misurate.

La sua arte, ha senz’altro influenzato artisti quali Antoniazzo Romano e Antonio da Viterbo per la decorazione delle pareti laterali della Cappella Sistina. Si riscontrano tracce della sua arte nella produzione di Gaudenzio Ferrari per opere in Piemonte. Altra influenza è alla base della pittura di Francesco Francia e di Lorenzo Costa in Romagna e in Emilia. Ed ancora nel filone lombardo-veneto con le opere di Tommaso Aleni e Francesco Verla nella “Madonna col Bambino tra i santi Agostino e Giovanni evangelista” nella chiesa di Sant’Agostino a Cremona.

Nel percorso anche ritratti dove immortalò la moglie come modella

Perugino nel suo tempo Trittico Galitzin, 1482-1485,
Perugino, “Trittico Galitzin (1482 – 1485) Crocifissione: la vergine, i santi Giovanni, Gerolamo e Maria Maddalena”

Non manca il filone napoletano con la grande “Assunzione” nel Duomo di San Gennaro con l’attività di Stefano Sparano e Cristoforo Faffeo. Nel percorso saranno presenti la giovanile “Madonna col Bambino” del Musée Jaquemart-André di Parigi, le tre tavole di San Giusto, il Trittico Galitzin, la Pala Scarani della Pinacoteca Nazionale di Bologna, il Polittico della Certosa di Pavia, conservato alla National Gallery di Londra, eccezionalmente ricomposto per l’evento e gli splendidi ritratti dove spesso immortalò la moglie come modella.

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I curatori sottolineano l’importanza di considerare Pietro Vannucci il maestro umbro, primo dopo Giotto, ad imporre in Italia un vero linguaggio nazionale contraddistinto da caratteri originali ed innovativi. La mostra sarà accompagnata da un catalogo con i contributi dei maggiori specialisti del pittore e ne racconterà tutte le tappe della sua carriera, dalla formazione, ai suoi spostamenti fino al ritorno in Umbria.

Info: www.gallerianazionaledellumbria.it

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