
Lasciamo Tivoli, l’antica Tibur, e i suoi meravigliosi monumenti per esplorare altre aree della Sabina romana. Dirigiamo verso nord e, dopo pochi chilometri, la prima visita in programma ci conduce a Montecelio, centro storico del comune Guidonia-Montecelio.
Nella parte più alta del paese è posto il settecentesco convento di San Michele Arcangelo; qui è ospitato il Museo Civico Archeologico dedicato a Rodolfo Lanciani, insigne studioso della Roma Antica. All’ingresso ci accoglie il grande Mosaico del Ratto di Europa: una tassellatura bianca e nera raffigurante Giove, trasformato in toro, che rapisce la principessa Europa.
Opere ritrovate

Si deve alle Forze dell’Ordine, Carabinieri e Finanza, il recupero di molte opere esposte nelle sale museali. Tra queste, il busto marmoreo dell’imperatore Settimio Severo e il reperto più famoso: la Triade Capitolina, un gruppo scultoreo in marmo con Giove seduto tra Giunone, a sinistra, e Minerva, sul lato destro.
Non mancano ritrovamenti connessi ai riti funerari di età romana come un grande sarcofago ornato da figure di uomini e animali, rappresentati in cruenti combattimenti. A completare il patrimonio museale sono esposti, tra corridoi e sale, reperti provenienti dal territorio comunale che, dalla preistoria, arrivano fino al XVII secolo.
L’oliva Carboncella di Moricone

Salendo ancora più a nord raggiungiamo Moricone, cittadina inserita in un territorio noto per la presenza di un particolare e antico cultivar: l’oliva carboncella, nome derivato dal colore verde scuro dell’olio che si ricava.
Risulta essere una pianta resistente alla siccità, mentre la tardiva maturazione dei frutti, e successiva raccolta a mano effettuata tra novembre e dicembre, incide sui costi di produzione e vendita dell’olio.

Nuove tecniche, però, oggi permettono l’uso di attrezzi elettro-meccanici che, agitando i rami, lasciano cadere i frutti maturi sulle reti posizionate ai piedi dell’albero.
Non è mancata la possibilità di testare la bontà di questo prezioso extra vergine presso il Ristorante Amici della Locanda.
La struttura collocata all’interno del medievale Palazzo Savelli Castello di Moricone, dispone di ampia ricettività con camere, SPA e possibilità di consumare i pasti sia nelle sale interne che nel cortile.
A sud di Tivoli

L’area dei Monti Prenestini che ci accingiamo a visitare è un territorio di particolare interesse geologico, storico e naturalistico.
La natura calcarea di questa catena montuosa ha conservato fossili di 100 milioni di anni e, in questa stessa area, ha lasciato traccia della presenza di dinosauri: reperti visti in una precedente visita a Rocca di Cava.

Nostra prima tappa è San Gregorio da Sassola, sede del Castello Brancaccio. Durante l’avvicinamento notiamo la turrita costruzione sovrastare la parte più antica del borgo.
Il maniero, edificato nel X secolo come struttura difensiva, nel corso dei secoli fu continuamente ristrutturato fino al 1989 quando gli ultimi proprietari, i principi Brancaccio, cedettero l’immobile al Comune.

Oggi il castello è divenuto una location di lusso, gestita da privati, dedicata a matrimoni ed esclusivi eventi privati. Un lungo ponte in pietra conduce all’interno dove salottini e sale da pranzo sono contornati da pareti affrescate dai fratelli Zuccari, famosi pittori del Cinquecento.
Alcuni angoli suggestivi di questo castello sono offerti dall’elegante giardino, inquadrato da un ingresso colonnato, e da un piccolo terrazzo che permette uno sguardo panoramico sulle montagne che circondano l’abitato.
Il Torrino dei Gelsi

Ci spostiamo nella vicina località di Colle Faustiniano per visitare la struttura agrituristica immersa nel verde.
Il suo nome si riferisce alla Torre di avvistamento che costituiva l’impianto primitivo; l’aggiunta successiva di un corpo di fabbrica servì a creare un allevamento di bachi da seta, vista la presenza di molte piante di gelso nella proprietà.
Solo alcuni alberi restano ancora testimoni di quest’ultima attività ricordata anche da alcuni attrezzi all’interno dei locali.
Attualmente l’azienda agricola produce esclusivamente olio extra vergine di oliva, di “altissima qualità”, come recita la brochure della struttura.
Come ogni agriturismo che si rispetti, anche qui è possibile ricevere ospitalità in quattro comodi appartamenti e degustare prodotti dell’enogastronomia locale.
Il borgo di Poli

Poli, piccola cittadina collinare immersa tra folti boschi, è posta a 435 metri s.l.m. e, con poco più di 2000 abitanti, potrebbe rappresentare la meta ideale per gli amanti dell’aria buona e della tranquillità.
L’antica Rocca fu rimodernata nel ‘500 divenendo il Palazzo Conti, oggi sede comunale. Questo palazzo nobiliare è famoso poiché qui, il 13 maggio 1655, nacque Michelangelo Conti divenuto Papa col nome di Innocenzo XIII.
Ma la sua notorietà è dovuta anche agli affreschi che abbelliscono la cinquecentesca residenza. Già a partire dall’ingresso, con l’androne coperto da dipinti che proseguono sulla volta delle scale e sul ballatoio, abbiamo la certezza di trovarci dinanzi ad un importante patrimonio artistico.

All’interno del piano nobile, infatti, l’ampio Salone degli Affreschi non smentisce la nostra previsione. Pareti e soffitto sono coperti da dipinti che celebrano la grandezza della famiglia Conti e, nonostante abbiano perduto la lucentezza originale, sono ancora facilmente leggibili.
Il percorso pittorico continua nella vicina Cappella privata con l’affresco di San Francesco e prosegue nelle altre stanze come quella dell’alcova, oggi divenuta Sala dei Matrimoni.
L’antica Praeneste

Ci spostiamo ancora verso sud per raggiungere Palestrina, per visitare i suoi celebri monumenti: Palazzo Colonna-Barberini e il Santuario della Dea Primigenia. Al Museo Archeologico Nazionale Prenestino, ospitato nel Palazzo Barberini, dedicheremo un veloce riesame dei molteplici reperti esposti rivenienti dalla città antica e dalla necropoli.
Da quest’ultima proviene un originale ritrovamento che, ancora una volta, mostra la grande capacità tecnica degli orefici del tempo. Si tratta dell’Anello di Carvilio, un prezioso gioiello in oro (I sec. d.C.) sul quale è racchiusa un gemma in cristallo di rocca. La trasparenza del minerale permette di intravedere il busto di un uomo, probabile immagine del figlio della defunta.
Mosaico Nilotico: inondazione del Nilo

Non possiamo mancare di raggiungere l’ultimo piano del museo per osservare, con più calma, il grande Mosaico Nilotico. Esso era parte di una pavimentazione sulla quale erano illustrati momenti di vita durante l’inondazione del Nilo.
Le piccole e colorate tessere che compongono il mosaico ci ricordano la precedente dimostrazione avvenuta, in quel di Tivoli, dalla giovane artista Silvia Salvati.

Lasciata la sede museale possiamo ammirare, ancora una volta, la monumentale gradinata d’ingresso che segue il profilo semicircolare del palazzo.
Da quest’altezza abbiamo una panoramica completa sul Santuario della Dea Primigenia, che si apre al disotto del livello stradale. L’esistenza di tali antiche vestigia, risalenti al II secolo a.C., vennero alla luce dopo i bombardamenti della II Guerra Mondiale.
Profumi d’Autunno

Concludiamo il nostro tour a Capranica Prenestina, da dove parte il Sentiero del Ciuccio per raggiungere il Castagneto Prenestino.
Essendo un’area protetta, la visita è sottoposta ad autorizzazioni che si possono ottenere tramite l’Associazione Terre di Otium (vedi info).
È una piacevole passeggiata, un facile percorso da trekking, adatto anche ai meno esperti, che inizia con un ripido tratto per immergersi subito dopo tra i plurisecolari castagni.
Il periodo in cui abbiamo visitato questi luoghi è coinciso con la spettacolarità dei cangianti colori autunnali delle foglie e anche dell’intero ecosistema nel quale sono presenti anche querce e frassini.
Le castagne mosciarelle

Le nostre pedule, scricchiolando, percorrono il folto tappeto marrone formato nel sottobosco dagli involucri delle castagne cadute. Sono le mosciarelle, una varietà locale della quale il signor Gino, della Società Agricola Agromnia, ci illustra il ciclo di lavorazione e utilizzo.
Tra ottobre e dicembre si svolge la raccolta manuale delle castagne che, pulite dall’involucro spinoso, sono portate nel vicino essiccatoio e lasciate per quaranta giorni per farle disidratare. Le mosciarelle potranno, così, essere macinate per ottenere farina, pasta o crema di castagne. Un loro recente utilizzo le ha viste come componente dell’ottima birra artigianale Oro Fumo.
Questo viaggio non può che concludersi dinanzi ad una gustosa pietanza locale: i ravioli che sporcano! Per scoprire la ragione del loro nome bisognerà prenotare presso il ristorante Da Gaetano!
Informazioni utili
Montecelio: Museo Civico Archeologico Rodolfo Lanciani – Via XXV Aprile – 0774 616107 www.museoarcheologicolanciani.it/
Moricone: Ristorante Amici della Locanda – Via Vittorio Veneto 41 – 393 9484372 – martedì chiuso – https://lamoraexclusive.com – lamoraexclusive@gmail.com
San Gregorio da Sassola:
– Castello Brancaccio – Piazza Castello Brancaccio 1 – 328 3130250 – https://castellobrancaccio.it – visite su prenotazione
– Agriturismo Il Torrino dei Gelsi – Località Colle Faustiniano – Via S. Filippo snc – 335 5483766 – www.torrinodeigelsi.com – info@torrinodeigelsi.com
Poli: Comune – Piazza Conti 2 – 06 9551002 – www.comune.poli.rm.it – info@comune.poli.rm.it – Palazzo Conti è visitabile su prenotazione
Palestrina: Museo Archeologico Nazionale Prenestino e Santuario della Fortuna Primigenia – Piazza della Cortina – 06 9538100 – gabiipraeneste.cultura.gov.it – mupa-prae-gabi@cultura.gov.it
Guadagnolo: Società Agricola Agromnia – acquisto castagne e birra Oro Fumo – via Guadagnolo – strada Capranica – 324 8437089 – agromniagricola.it – societaagricolaagrominia@gmail.com –
Capranica Prenestina: Ristorante da Gaetano – Piazza Pietro Baccelli 2 – 06 9584002
Photo Gallery Tivoli 2


















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