Lunedì 9 Marzo 2026 - Anno XXIV

Etruschi e Veneti si ritrovano a Palazzo Ducale

Etruschi e Veneti Palazzo Ducale Venezia

La mostra “Etruschi e Veneti. Acque, culti e santuari” è un racconto delle pratiche religiose antiche, in cui l’acqua assume un valore generativo, terapeutico e identitario. Visitabile fino al 29 settembre

Etruschi e Veneti mostra Palazzo Ducale Venezia
Allestimenti (Ph. © 2026 Luca Chiandoni)

Nell’Appartamento del Doge di Palazzo Ducale a Venezia è allestita la mostra “Etruschi e Veneti. Acque, culti e santuari”, visitabile dal 6 marzo al 29 settembre 2026.
Il titolo della mostra suggerisce il filo conduttore che unisce due popoli geograficamente distanti ma accomunati da un elemento fondativo: l’acqua.
L’acqua dei mari, dei fiumi e dei laghi diventa un tratto di unione tra le comunità e il loro ambiente.

L’esposizione propone un confronto articolato tra Etruschi e Veneti, indagando il valore dell’acqua non solo come risorsa naturale, ma anche come principio simbolico e fondativo del mondo religioso e della vita collettiva nel I millennio a.C.
Mari, fiumi, sorgenti e bacini termali emergono come spazi privilegiati di culto, guarigione e scambio, luoghi nei quali si definiscono identità e si consolidano relazioni tra comunità diverse.

Reperti archeologici e oggetti rituali
Etruschi e Veneti mostra Palazzo Ducale Venezia
Etruschi e Veneti (Ph. © 2026 Luca Chiandoni)

Nella mostra “Etruschi e Veneti. Acque, culti e santuari”, si trovano reperti archeologici di grande rilievo, molti dei quali provenienti da scoperte recenti e concessi in prestito da importanti istituzioni museali italiane.
Il percorso accompagna il visitatore dai grandi santuari etruschi, costieri e interni: dal porto di Pyrgi al complesso termale di San Casciano dei Bagni, fino ai centri adriatici di Adria e Spina. 
La seconda parte dell’esposizione si concentra sui principali luoghi sacri del Veneto antico: dai santuari termali di Montegrotto Terme e Lagole di Calalzo, al santuario fluviale di Este, fino al porto-santuario di Altino.

Etruschi e Veneti mostra Palazzo Ducale Venezia
Bronzetti votivi (Ph. © 2026 Luca Chiandoni)

Attraverso bronzetti votivi, iscrizioni, oggetti rituali e testimonianze legate ai culti salutari, la mostra documenta una fitta rete di pratiche religiose e di dinamiche di integrazione culturale sviluppatesi nell’area compresa tra il basso corso dell’Adige e l’antico delta del Po. 
Ne emerge il quadro di un Adriatico antico tutt’altro che periferico: uno spazio di connessioni, scambi commerciali e contaminazioni culturali in cui l’acqua non è soltanto una via di comunicazione, ma anche un elemento identitario e sacro.

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Etruschi e Veneti: gli approdi sacri dell’Etruria
Etruschi e Veneti Palazzo Ducale Venezia
Etruschi e Veneti (Ph. © 2026 Luca Chiandoni)

Il progetto si presenta come una sintesi aggiornata delle più recenti ricerche archeologiche, capace di coniugare rigore scientifico e chiarezza divulgativa.

Il percorso espositivo si apre con una sezione dedicata alla dimensione religiosa degli Etruschi, nella quale è esposta la Testa di Leucotea proveniente da Pyrgi (Lazio), divinità considerata protettrice dei naviganti.

Etruschi e Veneti Palazzo Ducale Venezia
(Ph. © 2026 Luca Chiandoni)

Segue la sezione dedicata ai Sacri approdi dell’Etruria (IX–VI sec. a.C.), organizzata in due sale con un approfondimento sui siti di Vulci e Pyrgi.
Qui sono presentati numerosi vasi miniaturistici, utilizzati per la conservazione e il trasporto di liquidi.

Nella stessa area si trovano anche diversi oggetti di ornamento personale realizzati in osso, bronzo e pasta vitrea, che sembrano rimandare a pratiche di culto legate alla fertilità della terra e alla sfera femminile.

Culto religioso, navigazione e potere politico

Il profondo legame tra culto religioso, navigazione e potere politico emerge con particolare evidenza nei santuari di Pyrgi, documentati attraverso la riproduzione dei due templi – Monumentale e Meridionale – e tramite l’esposizione di vari oggetti votivi, tra cui la riproduzione delle lamine d’oro con iscrizioni in etrusco e in fenicio.

Etruschi e Veneti Palazzo Ducale Venezia
Ricostruzione dei due templi, affiancati e paralleli, dell’area urbana dedicati a Tinia e a Uni nella città etrusca di Marzabotto.

Le sezioni successive sono dedicate alle Acque miracolose dei principali santuari dell’Etruria interna. In questo contesto vengono presentati siti come Chianciano, Chiusi e San Casciano dei Bagni (in provincia di Siena). L’esposizione comprende bronzetti votivi, ex voto anatomici e sculture, testimonianze materiali di pratiche religiose protrattesi per circa un millennio e che documentano anche il progressivo passaggio dalla civiltà etrusca a quella romana.

Il percorso prosegue con il sito di Marzabotto, dove sono esposte ceramiche di importazione greca, testimonianza dei rapporti culturali e commerciali tra il mondo etrusco e le altre civiltà del Mediterraneo.
La sezione dedicata agli Etruschi si conclude con i centri di Adria e Spina, importanti porti dell’Adriatico settentrionale.

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I Veneti il sacro e le acque salutri
Etruschi e Veneti Palazzo Ducale Venezia
Etruschi e Veneti (Ph. © 2026 Luca Chiandoni)

Le ultime sezioni sono dedicate ai Veneti e il sacro, mettendo in evidenza le peculiarità delle loro pratiche religiose, il rapporto privilegiato con l’acqua e la presenza di un articolato sistema di luoghi di culto. Tra i siti più significativi emerge Montebelluna, dove sono esposti la cosiddetta dea clavigera e numerosi oggetti votivi che testimoniano il rapporto diretto con le divinità. Secondo alcune interpretazioni, la principale divinità dei Veneti sarebbe stata una Signora della Natura, rappresentata dall’effigie applicata al Disco di Montebelluna.

Etruschi e Veneti Palazzo Ducale Venezia
(Ph. © 2026 Luca Chiandoni)

Il ruolo delle acque salutari è documentato anche dal santuario termale di Montegrotto, caratterizzato dal ritrovamento di numerose coppe e tazze miniaturistiche, oltre a bronzetti raffiguranti cavalieri e cavalli, probabilmente legati a pratiche votive. 
Nel santuario di Lagole di Calalzo, invece, sono stati rinvenuti diversi simpula, piccoli attingitoi utilizzati per raccogliere l’acqua, spesso accompagnati da iscrizioni votive.

Le sezioni successive sono dedicate ai reperti provenienti da Este e Altino. Quest’ultima, importante porto dei Veneti, era aperta alle rotte adriatiche, mediterranee e lagunari e rappresentava anche un significativo centro di culto.
Il santuario sembra aver svolto una funzione di accoglienza e integrazione di comunità diverse, come dimostrano i numerosi bronzetti di provenienza etrusca, italica e celtica, insieme a lamine figurate e ad altre offerte votive di particolare rilievo.

Messaggio: la fragilità dell’ecosistema lagunare
Etruschi e Veneti Palazzo Ducale Arazzo
Arazzo installazione “We Are Bodies of Water”

A chiudere il percorso espositivo è l’installazione contemporanea “We Are Bodies of Water”, realizzata dalla Fondazione Bonotto in collaborazione con il Museo di Storia Naturale di Venezia Giancarlo Ligabue. 
L’opera consiste in un grande arazzo (6,5 × 1,9 m) realizzato con filati ottenuti da materie plastiche riciclate provenienti da rifiuti industriali, con l’obiettivo di valorizzare l’ambiente lagunare veneziano e la sua trasformazione nel corso dei secoli. Si tratta di un intervento artistico dedicato alla fragilità dell’ecosistema lagunare, che crea un ponte tra l’antico rapporto dell’uomo con l’acqua e le attuali urgenze ambientali.

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La mostra “Etruschi e Veneti. Acque, culti e santuari”, curata da Chiara Squarcina e Margherita Tirelli,  è organizzata dalla Fondazione Musei Civici di Venezia con il patrocinio del Ministero della Cultura e dell’Istituto Nazionale di Studi Etruschi ed Italici, e realizzata in collaborazione con la Fondazione Luigi Rovati, che ospiterà una seconda tappa dell’esposizione nell’autunno 2026.
L’esposizione è accompagnata dal catalogo in italiano e inglese curato da Chiara Squarcina e Margherita Tirelli.

Informazioni: palazzoducalevenezia.com/

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