A Sud di Salisburgo: tra arte contemporanea, storia celtica e le antiche miniere di sale

Un itinerario on the road nei dintorni di Salisburgo: dal Sentiero delle Sculture Leube alla storica Hallein con il Museo Celtico e la memoria di Stille Nacht, fino all’avventura sotterranea nelle miniere di Bad Dürrnberg.

Il nostro itinerario a Sud di Salisburgo percorrerà ora gli immediati dintorni della città dove incontreremo i luoghi che le dettero lustro insieme ad antiche e moderne vicende umane.

Ora siamo automuniti e da Salisburgo imbocchiamo la statale 150 per raggiungere, dopo circa dieci chilometri, il parcheggio di Sankt Leonhard, frazione di Grödig (47°43’29.5″N 13°02’40.4″E).
Di fronte all’uscita da quest’area di sosta, sull’altro lato della strada, c’è un cancelletto che immette nell’ultimo percorso d’arte che ci attende: il Sentiero delle Sculture Leube. È una facile passeggiata del tutto pianeggiante che, sotto una coltre ombrosa, costeggia per oltre un chilometro le rive del fiume Königsseeache.

A Sud di Salisburgo, Sentiero Sculture Leube,

La prima installazione che ci viene incontro è la Baumspirale (la Spirale degli alberi) di Lechner & Lechner del 2008 voluta per celebrare l’attività del vicino cementificio fondato nel 1858 da Ernst Leube. Col passar del tempo quattrocento salici, piantati da dipendenti e familiari dell’azienda, racchiuderanno completamente lo stagno che circondano, occupato centralmente da una colonna col busto del fondatore.

A Sud di Salisburgo, Sentiero Sculture Leube,

Il viale che percorriamo sembra, intanto, particolarmente frequentato da persone che portano a passeggio i loro animali domestici ben tenuti al guinzaglio. Proseguendo troviamo l’opera che più abbiamo ammirato: il Tubo di pixel Leonhard 878 (Pixelröhre Leonhard 8/8) di Winter/Hörbel del 2013, un cilindro di cemento rivestito da una pellicola riflettente.
Il luccichio e i colori iridescenti col mutare della posizione del punto di ripresa lo trasformano in una entità evanescente simile all’effetto Fata Morgana: da lontano, infatti, si confonde facilmente con la vicina vegetazione.

A Sud di Salisburgo, Sentiero Sculture Leube,

Tralasciando altre due opere, l’ultima scultura presso la quale ci soffermiamo è Skandal im Paradies (Scandalo in Paradiso) di Ona B. del 2011. Un’erta scala in metallo conduce all’ingresso di una casa sull’albero: una sfera di color rosso, ricordo d’infanzia dell’autore.

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Altri dieci chilometri più a sud per arrivare ad Hallein, cittadina sorta, come Salisburgo, intorno al fiume Salzach. Ed è proprio su questo fiume che affaccia il Museo Celtico, appena ristrutturato, che occupa l’ex palazzo dei Principi-Arcivscovi di Salisburgo.
Nelle sale già allestite (altre sono in corso di allestimento) espongono cimeli degli antichi minatori di sale che estraevano dai vicini giacimenti.
Tra le vetrine abbiamo potuto ammirare la ricostruzione di una antica biga, alcuni gioielli in oro, armi, ceramiche e la famosa brocca in bronzo: tutti reperti provenienti da tombe risalenti ad oltre 2500 anni fa.

A Sud di Salisburgo, Hallein Museo celtico

In alcune sale i dipinti esposti raccontano l’iter lavorativo che subiva l’oro bianco per il trasporto. A questa operazione partecipavano due lavoratori: il portatore e il barcaiolo. Il primo caricava a spalla i pesanti sacchi per consegnarli al barcaiolo che li avrebbe trasportati su chiatte di legno lungo il Salzach fino in Germania.
L’importanza di tali figure è sottolineata dalla statua in bronzo in Schifferplatz, per il portatore, e da quella in legno posta su un pilastro del ponte Kühbrücke, per il trasportatore.

A Sud di Salisburgo, Hallein

Nell’area pedonale del centro storico si riversano tutte le attività cittadine tra bar, gelaterie italiane, artigiani, oltre alle immancabili fontane e al palazzo municipale. Risalendo la piazza del Mercato inferiore (Untermarkt) incontriamo Oedl, il negozio di giocattoli più antico d’Austria e il Crazy Lifestyle, negozio di colorati vestiti e copricapo per donne e bambini realizzati da una cordiale e giovane imprenditrice.
Intanto, vagando tra gli antichi vicoli abbiamo l’occasione fortuita di trovare la gogna medievale, una colonna in pietra inglobata nella facciata di un palazzo in Pfarrgasse 4.

A Sud di Salisburgo, Hallein

Raggiunta la chiesa parrocchiale dedicata a Sant’Antonio, dominata dall’imponente campanile, ci troviamo di fronte alla sede del museo. In questo antico palazzetto di proprietà del sacrestano dell’epoca, abitò per ventotto anni Franz Xaver Gruber, autore della musica di Astro del Ciel.
All’interno sono esposti gli spartiti originali, alcuni mobili d’epoca, un pianoforte e soprattutto la chitarra di Joseph Mohr, autore del testo, che eseguì il brano per la prima volta nella notte di Natale del 1818.
Sulla piazza all’esterno del museo (un tempo giardino dell’abitazione) si trova la tomba di Franz Xaver Gruber, puntualmente onorata da una coltre di fiori.

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Ed eccoci finalmente nel luogo da cui ebbero inizio tutte le fortune dei Principi-Arcivescovi di Salisburgo: Bad Dürrnberg. Visto che le miniere hanno lavorato fino al 1989, ci aspettavamo di trovare le classiche torri nelle quali scorrevano gli ascensori per l’andirivieni dei minatori moderni. Ci siamo trovati, invece, dinanzi ad un piccolo borgo con le case dai caratteristici tetti spioventi, come lo stesso ingresso delle miniere.
La visita è stata preceduta dalla vestizione con giacca e pantaloni in pesante tela bianca, indossati sopra i nostri vestiti, quale evidente protezione dalla costante temperatura di 7-10 gradi che ci aspetta nelle gallerie.

A Sud di Salisburgo, Salzwelten

La partenza avviene a cavalcioni di un lungo e levigato tronco di legno trainato su rotaie: è il trenino elettrico che ci introdurrà nel cuore della montagna. Al termine di questa breve corsa la visita continua a piedi seguendo le indicazioni e le spiegazioni della guida (info da ascoltare anche con audioguida). Passiamo in rassegna diverse gallerie nelle quali, tra macchine da perforazione e installazioni video, sono esposti cumuli di sale nel loro candore ottenuto dopo l’eliminazione dell’argilla nella quale era racchiuso l’oro bianco.

A Sud di Salisburgo, Salzwelten

Durante il percorso non sono mancate attrattive come il giro in zattera sul lago salato circondati da uno spettacolo multimediale, il trovarci improvvisamente in Germania, data la profondità delle gallerie, e infine osservare la riproduzione di un teschio scoperto nel 1577.
Probabilmente, però, il momento più atteso da tutti noi visitatori arriva quando affrontiamo gli scivoli in legno per passare da un livello all’altro. In coppia o da soli, come ci spiega la guida, è necessario non frenare con i piedi che, invece, vanno tenuti ben alzati.

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A Sud di Salisburgo, Salzwelten

È il nostro turno! Cavalchiamo il lungo binario di legno e scivoliamo silenziosamente verso il fondo: abbiamo percepito solo il vento più fresco che colpiva i nostri volti. Nonostante l’attrito del pesante tessuto che indossiamo, la nostra velocità ha raggiunto i 30 km/h documentati dalla foto ricordo ripresa dal locale autovelox!
È stata un’esperienza piacevole e del tutto sicura in quanto la dolce frenata a fine corsa è causata dalla leggera inclinazione in alto dell’ultimo tratto dello scivolo. All’uscita, ringraziamo la cordiale guida anche per la piccola boccetta di sale che ci regala.

Una volta tornati col solito trenino al punto di partenza, visitiamo il Villaggio celtico, ricostruito nelle immediate vicinanze dell’ingresso alla miniera, laddove campagne di scavo hanno portato alla luce numerose tombe risalenti all’Età del Ferro.

A Sud di Salisburgo, Salzwelten - Museo celtico

Diverse tipologie di abitazioni mostrano capanne in legno e paglia dove vivevano i minatori che scavavano la montagna per ricavare i preziosi blocchi di salgemma.

Informazioni utili e contatti

Hallein

  • Museo Celtico (Kelten Museum) – Pflegerplatz 5 – (0043) 6245 80783 – apertura giornaliera 09.00/17.00 – keltenmuseum@keltenmuseum.at
  • Stille Nacht Museum – Gruberplatz 1 – apertura giornaliera 09.00/17.00 – mercoledì e giovedì chiuso

Bad Dürrnberg

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