Viaggio nella Marsica: tra l’ingegneria dei Cunicoli di Claudio, i borghi d’arte e i sapori del Gran Sasso

Il nostro itinerario alla scoperta dell’Abruzzo prosegue nell’antico territorio dei Marsi: un’esperienza immersiva tra titaniche opere romane, cammini di frontiera, murales astronomici e leggendari sapori ad alto quota.

Il viaggio nel cuore dell’Abruzzo si addentra oggi nella Marsica, una terra d’ombra e di luce, modellata dal carattere fiero delle sue genti, da un’opera d’ingegneria idraulica senza precedenti e da una natura che sa farsi subito casa. Qui la memoria del Novecento dialoga costantemente con i fasti dell’epoca romana, offrendo al viaggiatore contemporaneo un’esperienza autentica e sfaccettata, perfettamente connessa da una fitta rete di sentieri e itinerari naturalistici.

Prima tappa del nostro percorso è Avezzano. La città di oggi si presenta con un volto prevalentemente moderno, frutto della tenace ricostruzione seguita al devastante terremoto del 1915. Eppure, le sue radici affondano saldamente nel tempo antico, legate all’antico popolo dei Marsi e ai fasti dell’Impero Romano.

Marsica itinerario d'Abruzzo, piana del Fucino, Avezzano

Per secoli, il destino di questa piana è stato dominato dal Lago Fucino. Privo di un emissario naturale, il bacino subiva continue ed imprevedibili oscillazioni che allagavano i campi vicini. Se Giulio Cesare fu il primo a intuire la necessità di imbrigliarne le acque, fu l’imperatore Claudio, nel I secolo d.C., a firmare una delle più grandiose imprese d’ingegneria idraulica dell’antichità.

Marsica itinerario Abruzzo - Avezzano Cunicoli di Claudio

I Cunicoli di Claudio sono la testimonianza tangibile di questo gigante della storia: un’opera titanica realizzata tra il 41 e il 52 d.C. con il lavoro ininterrotto di oltre 30.000 uomini. Attraverso una complessa galleria e una rete di cunicoli, le acque del Fucino vennero incanalate oltre la montagna verso il bacino del Liri. Un’impresa che secoli dopo aprì la strada al definitivo prosciugamento del bacino, trasformando l’antico specchio d’acqua in una sterminata e fertile pianura agricola, oggi vero e proprio motore produttivo della Marsica.

Lasciata Avezzano, il viaggio prosegue verso Sante Marie, una piccola gemma rurale di poco più di mille abitanti diviso in sei frazioni, protetto da fitti boschi di castagni e querce. Qui incontriamo il sindaco, Lorenzo Berardinetti, che da anni porta avanti una scommessa vincente: trasformare la mobilità dolce e la memoria storica nei principali motori dello sviluppo locale.

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Marsica, itinerario Abruzzo,  Sante Marie

L’emblema di questa visione è il Cammino dei Briganti, un itinerario ad anello di circa 100 chilometri che valica i confini tra Abruzzo e Lazio. Un tempo terra di nessuno, questa fascia di confine tra lo Stato Pontificio e il Regno delle Due Sicilie era il rifugio perfetto per fuorilegge e contrabbandieri, pronti a scavallare la frontiera per sfuggire ai propri inseguitori.

Marsica, itinerario Abruzzo, Sante Marie, murales

«Oggi centinaia di camminatori e appassionati percorrono questo anello partendo e ritornando proprio qui a Sante Marie,» ci spiega Berardinetti. «La crescita esponenziale del Cammino ha dato linfa nuova alla comunità, favorendo la nascita di B&B, rifugi, piccole strutture ricettive ed e-bike rent, creando una micro-economia circolare vitale per i nostri giovani».

Ma la rete non si ferma qui. Sante Marie sta lanciando nuovi cammini dedicati alla tradizione mariana e alla figura del beato Tommaso da Celano, primo biografo di San Francesco d’Assisi, inserendo questi borghi nei grandi circuiti di pellegrinaggio verso la vicina Umbria.

Per chi cerca un contatto ancora più diretto con l’ambiente, la Riserva Naturale Regionale Grotte di Luppa rappresenta un piccolo paradiso. Tra ingressi ipogei, inghiottitoi e pareti rocciose, l’area protetta è un punto di riferimento per gli amanti del trekking, della speleologia e dell’arrampicata sportiva.

Marsica - itinerario Abruzzo - Sante Marie - Riserva Naturale Regionale Grotte di Luppa

Il territorio sta investendo con decisione anche nel cicloturismo, dotandosi di punti di ricarica per e-bike, stazioni di riparazione, servizi igienici e docce pubbliche dedicati agli escursionisti. Il messaggio che si respira a Sante Marie è chiaro e profondo: dimostrare che un piccolo paese di montagna non deve per forza essere destinato allo spopolamento, ma può diventare un luogo in cui tornare, respirare e riscoprire il valore del tempo.

Continuando a salire verso il Parco Regionale Sirente-Velino si incontra Aielli, arrampicato a oltre mille metri d’altezza. Il borgo si divide in due anime: Aielli Stazione, moderna e adagiata a valle, e Aielli Alto, l’antico nucleo medievale dominato da una possente torre di avvistamento.

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Marsica, itinerario Abruzzo, Aielli, Borgo Universo

Aielli è oggi un modello nazionale di rigenerazione urbana grazie a Borgo Universo, un festival e un progetto permanente capace di unire due mondi apparentemente distanti: la street art e la passione per l’astronomia.
Muraglie di mattoni e facciate anonime sono state messe a disposizione di artisti di fama internazionale che hanno ricoperto l’abitato di opere d’arte straordinarie, trasformando il borgo in un museo di arte contemporanea a cielo aperto.

Marsica, itinerario Abruzzo, Aielli Borgo Universo

Al contempo, la trecentesca torre medievale è stata riconvertita in osservatorio astronomico e pianeta, rispolverando l’antica vocazione scientifica del borgo. Così, dal 2017 a oggi, un paese che rischiava l’oblio è tornato a popolarsi di giovani, turisti e visitatori da tutto il mondo, dimostrando che l’arte può riaccendere la vita nei luoghi più remoti.

Il nostro itinerario punta ora verso nord-est, spalancando le porte sul titanico Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. Si tratta di uno dei complessi naturali più vasti d’Europa, abbraccia 44 comuni, tre regioni (Abruzzo, Lazio e Marche) e ben cinque province.

Marsica, itinerari Abruzzo, Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga

La varietà geologica qui crea scenari nettamente contrastanti: da un lato la morbida imponenza dell’arenaria dei Monti della Laga, rigogliosa di boschi secolari e ruscelli scroscianti; dall’altro le severe pareti calcaree del massiccio del Gran Sasso, con le sue vette rocciose e i suoi altipiani sconfinati. È il regno dell’aquila reale, del lupo appenninico e del timido orso bruno marsicano, che trova in queste vallate corridoi ecologici fondamentali per la sopravvivenza.

Tuttavia, il Parco non è una riserva cristallizzata: è un paesaggio plasmato dal lavoro secolare dell’uomo. Allevatori e agricoltori locali sono i veri custodi del territorio. Da questo equilibrio millenario nascono eccellenze gastronomiche celebri in tutto il mondo: dal formaggio Pecorino di Farindola (unico per l’impiego del caglio di suino) alla celebre Lenticchia di Santo Stefano di Sessanio, prestigioso Presidio Slow Food, passando per i pecorini a latte crudo.

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Superate le ultime curve, il paesaggio si apre all’improvviso sull’immenso altopiano di Campo Imperatore, giustamente soprannominato “il Piccolo Tibet d’Italia”. In questa distesa sconfinata, dove il cielo sembra toccare la terra, le greggi pascolano ancora in totale libertà.

Marsica, itinerario Abruzzo, Gran Sasso, Campo Imperatore

Campo Imperatore è la massima espressione di un turismo lento e consapevole: qui si pratica il trekking d’alta quota, il cicloturismo d’avventura e il viaggiare in camper in una dimensione di totale decongestione e silenzio. In pochissimi chilometri lo sguardo passa dalle vaste piane rocciose ai borghi fortificati, fino ad intravedere all’orizzonte il blu del mare Adriatico.

Ma questo altopiano ha anche un’anima pop e cinematografica. I suoi paesaggi selvaggi hanno fatto da sfondo a decine di produzioni cinematografiche memorabili. È proprio qui che sono state girate alcune delle scene più iconiche del celebre cult cinematografico “…continuavano a chiamarlo Trinità” con Bud Spencer e Terence Hill.

Marsica, itinerario Abruzzo, Gran Sasso ristoro Mucciante

Una tappa fondamentale per chiunque attraversi l’altopiano è il Ristoro Mucciante, uno storico punto di ritrovo immerso quasi nel nulla, data la vastità della piana. La tradizione qui è un rito collettivo irrinunciabile: si acquistano i veri arrosticini abruzzesi di pecora direttamente al banco, li si cuoce autonomamente sulle lunghe canaline ardenti posizionate all’esterno e li si gusta caldi, accompagnati da un buon bicchiere di vino Montepulciano d’Abruzzo. Il sapore della carne arrostita, il vento dell’altopiano e la vista delle cime rendono questo momento un’esperienza sensoriale indimenticabile, perfetta sintesi dell’anima autentica e generosa di questa terra.

Abruzzo, Marsica, Gran Sasso, Campo Imperatore, preparazione degli arrosticini

(2 – continua)

L’ultimo servizio che chiude il reportage sull’Abruzzo sarà dai Monti al Mare: il Parco Nazionale della Maiella e la costa dei Trabocchi.

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