Lunedì 23 Marzo 2026 - Anno XXIV

Ciociaria cuore antico del Lazio: Anagni, Alatri, Ferentino, Veroli

Lazio Ciociaria Hernica Saxa Anagni, Alatri, Ferentino, Veroli

Il sistema culturale “Hernica Saxa” che raccoglie i comuni di Anagni, Alatri, Ferentino, Veroli ha concorso per diventare Capitale della Cultura 2028. Le cittadine sono arrivate tra le dieci finaliste. Quattro città che rappresentano l’anima del territorio. Vi raccontiamo perché visitare questo pezzo di Ciociaria.

Lazio Ciociaria Hernica Saxa Anagni, Alatri, Ferentino, Veroli
Anagni monastero di San Pietro (ph. vgiannella © mondointasca.it)

Hernica Saxa non sarà la Capitale della Cultura 2028, (titolo assegnato alla città di Ancona) ma resta l’orgoglio di un percorso condiviso.
Le cittadine di Anagni, Alatri, Ferentino e Veroli, entrate tra le dieci finaliste, portano con sé la forza della propria storia e la consapevolezza di aver acceso una luce nuova su un territorio che custodisce alcune delle pagine più affascinanti della storia italiana, ancora in parte fuori dai circuiti più battuti.
Un punto di partenza, più che un traguardo, una unione che certifica la qualità del progetto al di là dell’esito finale.

Lazio Ciociaria Hernica Saxa Anagni, Alatri, Ferentino, Veroli
Veroli Abbazia di Casamari (ph. vgiannella © mondointasca.it)

È stato scritto che visitare la Ciociaria significa conoscere e rivivere il passato per capire il presente.
Dovunque si guardi e si sosti, infatti, si notano le tracce incancellabili della storia dei Ciociari e dei loro antenati. Una storia sofferta, ma ricca di avvenimenti.

Una terra che ha dato i natali a illustri personaggi come Marco Tullio Cicerone, scrittore e oratore latino, e il filosofo Antonio Labriola. In questo angolo di Lazio, la storia sembra affiorare direttamente dalla pietra.

La Ciociaria incontro di popoli
Lazio Ciociaria Hernica Saxa Anagni, Alatri, Ferentino, Veroli
Vicoli del centro storico di Veroli (ph. vgiannella © mondointasca.it)

Molto prima che Roma diventasse il centro del mondo, sulle colline della Ciociaria uomini antichi sollevavano massi giganteschi per costruire mura leggendarie. Quando all’alba il sole si alza sulle colline le pietre dei borghi arroccati, che custodiscono tracce di civiltà antichissime, si tingono di luce dorata.
Questa è la Ciociaria. Un territorio che non si visita soltanto, si attraversa come un racconto scritto dalla notte dei tempi.

Qui lungo antiche vie che collegavano il Tirreno agli Appennini, si sono incontrati popoli italici, legionari romani, papi medievali e pellegrini diretti verso la città Eterna.
Le loro storie sono rimaste incise nelle mura ciclopiche, nelle basiliche e nelle piazze che ancora oggi scandiscono la vita dei paesi.

Hernica Saxa: Anagni, Alatri, Ferentino e Veroli
Lazio Ciociaria Hernica Saxa Anagni, Alatri, Ferentino, Veroli
Anagni Cattedrale di S. Maria Annunziata (ph. vgiannella © mondointasca.it)

Quattro città in particolare – Anagni, Alatri, Ferentino e Veroli – rappresentano l’anima di questo territorio. Antichi municipi romani, capitali religiose, custodi di monumenti straordinari: insieme formano un sistema culturale unico, “Hernica Saxa” cosi si chiamavano quando si opposero all’espansione dell’antica Roma.
Visitare questi borghi significa compiere un viaggio attraverso oltre duemila anni di storia concentrati in pochi chilometri.
La Ciociaria rivela un patrimonio che sorprende anche il viaggiatore più esperto. È un’Italia meno conosciuta, ma straordinariamente interessante.

Quando nel settembre del 1966 Papa Paolo VI visitò Ferentino, ricordò ai suoi abitanti: “Voi siete eredi di una grandissima tradizione… lo dice la bellezza stessa di questa terra ciociara, lo dicono tutte le pagine di storia che precedono queste comunità”. Parole che sembrano scritte per descrivere l’anima di un territorio dove ogni borgo racconta secoli di civiltà.
Al di là del responso che non le ha premiate come Capitale della Cultura 2028, possono essere orgogliose in ogni caso, perché sono entrate a far parte delle prime dieci, e come dicono i quattro sindaci “non è il tramonto di Hernica Saxa ma l’inizio di una nuova alba”.

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Lazio Ciociaria Hernica Saxa Anagni, Alatri, Ferentino, Veroli
Anagni chiesa di San Pietro in Vineis

È il riconoscimento di una storia millenaria che attraversa il potere dai romani al papato medievale.
Visitare questi borghi, dove il tempo sembra essersi cristallizzato, significa intraprendere un viaggio attraverso il tempo: dalle mura megalitiche di Alatri, tra le più imponenti d’Europa, alla maestosa cattedrale di Anagni, teatro di eventi cruciali della storia della chiesa; dalle eleganti architetture di Ferentino, che raccontano il passaggio di civiltà diverse, fino alla raffinata spiritualità e ai palazzi nobiliari di Veroli.

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Alatri chiesa di san Paolo – Pietà di Girolamo Troppa XVII sec. (ph. vgiannella © mondointasca.it)

Un itinerario che unisce arte, fede, archeologia e paesaggio, ma soprattutto l’identità profonda di una terra che ha saputo custodire nei secoli la propria anima.

Come ricordava Paolo VI, non è soltanto eredità del passato: è una responsabilità viva, tramandata di generazione in generazione.
Ed è proprio questa continuità tra storia e vita quotidiana che rende un viaggio in questo angolo del Lazio, non solo interessante, ma autenticamente emozionante.

Alatri e l’enigma delle mura ciclopiche
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Parte delle mura ciclopiche di Alatri (ph. vgiannella © mondointasca.it)

Arrivando ad Alatri, la prima sensazione è quella di trovarsi davanti a qualcosa che sfida il tempo. Non si può non restare come Ferdinand Gregorovius, storico tedesco, famoso per i suoi studi sulla Roma medievale, che fu colpito da tanta ammirazione. Le sue celebri mura megalitiche, si innalzano possenti a racchiudere, come in un abbraccio, l’antica acropoli, come un enigma scolpito nella pietra. I blocchi sono enormi, alcuni pesano diverse tonnellate eppure sono incastrati l’uno nell’altro con una precisione sorprendente, senza utilizzare malta. Le superfici irregolari combaciano perfettamente, come un gigantesco puzzle di pietra.

Da secoli i viaggiatori si chiedono come sia stato possibile costruire un’opera del genere. È facile immaginare ciclopi intenti a sollevare e incastrare quei massi colossali, come racconta la leggenda, gli studiosi invece parlano di una straordinaria tecnica di “muratura poligonale” diffusa nell’Italia preromana, tra il IV e il VI secolo a.C, probabilmente realizzata dalla popolazione Hernica.

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Alatri, mura ciclopiche e Porta Maggiore (ph. vgiannella © mondointasca.it)

Qualunque sia la verità, il risultato è impressionante. L’acropoli di Alatri appare come una fortezza primordiale, dove le porte monumentali, come la Porta Maggiore, sembrano scolpite direttamente nella montagna. Camminando lungo queste mura si ha la sensazione di attraversare un paesaggio fuori dal tempo, dove l’ingegno umano si confonde col mito.
Non è solo un monumento archeologico: è uno dei complessi megalitici meglio conservati d’Europa, un luogo in cui la pietra racconta una storia che precede Roma e continua a suscitare stupore dopo oltre duemila anni. Ma anche la bellissima chiesa romanica-gotica di S. Maria Maggiore è un gioiello da ammirare, con la bella piazza abbellita dalla fontana Pia.

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Anagni, la città dei papi
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Cattedrale di Santa Maria Annunziata, attore nei panni di Bonifacio III (ph. vgiannella © mondointasca.it)

A pochi chilometri di distanza, Anagni racconta un’altra storia: quella del potere spirituale e politico della Chiesa nel Medioevo. Non a caso conosciuta come la “città dei papi”.
Tra le sue mura nacquero ben quattro pontefici: Papa Innocenzo III, Papa Gregorio IV, Papa Alessandro IV e Papa Bonifacio VIII che diede inizio all’Anno Santo.

Nel Medioevo Anagni fu una vera capitale del papato itinerante, teatro di concili, decisioni politiche e persino drammi come il celebre “oltraggio di Anagni” meglio conosciuto come “lo schiaffo di Anagni” del 7 settembre 1303, con l’umiliazione del papa Bonifacio VIII da parte delle truppe di Filippo IV di Francia, guidate da Guglielmo di Nogaret e Sciarra Colonna, che, con violenza, schiaffeggiò il papa con un guanto di ferro.

Filippo il bello voleva imporre tasse al clero francese, operazione non gradita da Bonifacio VIII. Dopo tre giorni di prigionia il Papa fu liberato da popolo di Anagni, ma morì poco dopo, segnando di fatto, l’inizio del declino del potere papale.

La cattedrale di Santa Maria Annunziata
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Anagni cripta di San Magno affreschi (ph. vgiannella © mondointasca.it)

Il cuore monumentale di Anagni è la maestosa cattedrale dedicata a Santa Maria Annunziata, tra le più belle del Lazio.
La sua architettura romanica, con elementi gotici, domina l’ampia piazza con severa eleganza.
In questa cattedrale il Papa Alessandro III lanciò la scomunica contro il Barbarossa, e fu eletto Papa Innocenzo IV; ma il vero tesoro, da visitare assolutamente, si trova sotto il pavimento della chiesa.

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Cripta di San Magno (ph. vgiannella © mondointasca.it)

Scendendo pochi gradini si entra nella straordinaria Cripta di San Magno, un ambiente interamente ricoperto da affreschi medievali.
Realizzati tra il XII e XIII secolo, questi dipinti narrano storie bibliche, simboli cosmologici, figure di santi e scene della storia della salvezza con una ricchezza iconografica straordinaria.
Per la densità e la qualità del ciclo pittorico, la cripta è definita la “cappella sistina del medioevo”.

Camminando tra le sue volte affrescate si ha l’impressione di entrare in un universo simbolico dove arte, fede e conoscenza medievale si intrecciano in un racconto visivo continuo. È uno di quei luoghi in cui il viaggio ti mette in diretto contatto con la spiritualità e l’immaginazione di un’epoca che ha lasciato in queste colline, uno dei suoi capolavori più sorprendenti.

Ferentino, tra Roma e il medioevo
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Mura interne (ph. vgiannella © mondointasca.it)

Passeggiando tra i vicoli stretti e acciottolati si ha la sensazione di attraversare epoche diverse nel giro di pochi passi. Ferentino conserva uno dei sistemi di mura più imponenti dell’Italia centrale: giganteschi blocchi di pietra poligonali, simili a quelli di Alatri, testimoniano l’antichissima origine preromana dell’insediamento.
Quando i Romani conquistarono la città, dopo sanguinose battaglie, Ferentino divenne un importante municipio lungo la Via latina, arteria strategica che collegava Roma al sud della Penisola.

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Mercato romano (ph. vgiannella © mondointasca.it)

Ancora oggi nel centro storico emergono tracce di quell’epoca: terrazzamenti e possenti strutture, mercati scavati nella roccia e un teatro, trasformano la città in un museo archeologico a cielo aperto.
Nel Medioevo Ferentino conobbe una nuova stagione di splendore. Il simbolo più evidente è la cattedrale dedicata ai santi Giovanni e Paolo, che sorge sopra strutture romane e custodisce un raro esempio di architettura medievale con colonne, capitelli e blocchi di epoca imperiale che raccontano la continuità tra il mondo romano e quello cristiano.
Sul retro non dimenticate di visitare il museo Diocesano, ricco di oggetti e quadri, tra cui una tela di Giuseppe Cesari, maestro di Caravaggio.

Laboratorio di energie creative
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Associazione donne in cammino (ph. vgiannella © mondointasca.it)

Una città stratificata, dove ogni pietra sembra appartenere a un capitolo diverso della storia d’Italia.
A Ferentino, nello stretto vicolo Troiani, adiacente alla Biblioteca, dall’ottobre 2012 ha preso forma un laboratorio di energie creative al femminile.
L’Associazione Donne in Cammino con l’entrata in piccolo ma bel cortile, nasce per valorizzare il patrimonio artistico e artigianale locale, trasformando competenze e passioni in occasioni di incontro e collaborazione. Un progetto che intreccia creatività e identità territoriale, dando vita a eventi culturali pensati per la comunità e capaci di raccontare, in chiave contemporanea, l’anima del territorio.

La città degli Ernici
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La porta della città (ph. vgiannella © mondointasca.it)

Veroli, col suo centro storico che si arrampica sul fianco della montagna in un labirinto di vicoli, palazzi nobiliari e piazze panoramiche va visitata a piedi. Solo così se ne può godere l’atmosfera medievale e, almeno in certi aspetti, settecentesca.
Oltre alla cattedrale (ora in fase di restauro) e alla chiesa romanica di Sant’Erasmo, non bisogna perdere una visita alla Biblioteca Giovardiana con i suoi ventimila volumi e cinquecento manoscritti; ma anche al Museo Civico Archeologico, che conserva una rara lastra di calendario romano dei fasti verulani, reperti archeologici e l’elegante criptoportico.

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Abbazia di Casamari (ph. vgiannella © mondointasca.it)

Altro prezioso gioiello del territorio verolano si trova a pochi chilometri: l’Abbazia di Casamari, uno dei complessi monastici cistercensi meglio conservati d’Europa.
Fondata nel XIII secolo, l’abbazia rappresenta un capolavoro di architettura gotico- cistercense: linee essenziali, pietra chiara, proporzioni armoniosi, priva di affreschi. Qui tutto parla di silenzio e contemplazione.
La luce filtra tra le navate e il ritmo discreto della vita monastica creano un’atmosfera raccolta, essenziale.

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Chiostro nell’Abbazia dei Casamari (ph. vgiannella © mondointasca.it)

I chiostri, la sala capitolare e la chiesa trasmettono quella sobria bellezza che caratterizzava la spiritualità dei monaci cistercensi.

Ancora oggi l’abbazia è abitata da una comunità monastica e continua a essere un luogo di preghiera, lavoro e studio, dove il tempo sembra scorrere con un ritmo diverso, dove il passo rallenta e lo sguardo si fa più profondo. 

 

PHOTO GALLERY ANAGNI, ALATRI, FERENTINO, VEROLI

 

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