Giovedì 11 Giugno 2026 - Anno XXIV

Around Caserta

Campania, Caserta, Santa Maria Capua Vetere Anfiteatro campano

Andiamo a conoscere cosa offre a un turista curioso il territorio di Caserta. Oltre la Reggia, sontuosa e imponente, sono molti gli spunti e le curiosità da scoprire intorno al capoluogo. Per le località che proponiamo è sufficiente anche un long weekend per visitarle.

Oltre la Reggia, come si diceva nella prima puntata, l’intero territorio della provincia di Caserta offre ulteriori spunti di visita in località interessanti per il patrimonio artistico, storico e culturale.

Maddaloni: dal Colle Tifatino alla Valle
Campania, Caserta, Maddaloni, Santuario di San Michele Arcangelo e Santa Maria del Monte
Santuario di San Michele Arcangelo e Santa Maria del Monte (Ph. ©emilio dati – mondointasca.it)

Siamo diretti al Santuario di San Michele e Santa Maria del Monte, distante appena dieci minuti d’auto da Caserta.
Poco dopo aver iniziato a percorrere i contrafforti del colle Tifatino, alcuni punti panoramici ci permettono di dare uno sguardo sulla vallata.

Si nota immediatamente un grande ponte in pietra che appare come un lungo pettine piantato nel terreno! Sarà la nostra prossima meta.

Campania, Caserta, Maddaloni, Santuario di San Michele Arcangelo e Santa Maria del Monte
Santuario di San Michele Arcangelo (Ph. ©emilio dati – mondointasca.it)

Intanto, al culmine dei 424 metri slm, siamo dinanzi all’ingresso del Santuario che fu eretto intorno al VII secolo nel luogo in cui il Santo apparve ad un pastore.

Superata un’ampia platea all’aperto che accoglie i pellegrini in preghiera, visitiamo la piccola cappella dedicata a San Michele raffigurato su di una mensola ai lati dell’altare. In alcune grotte accanto alla chiesetta sono depositati molti ex voto, segno tangibile delle avvenute guarigioni grazie all’intervento miracoloso del Santo. Dalla vicina balconata si scorge un ampio panorama su Maddaloni mentre, in lontananza, emerge Caserta con la sua riconoscibile Reggia.

L’Acquedotto Carolino
Campania, Caserta, Maddaloni, Acquedotto Carolino
Acquedotto Carolino (Ph. ©emilio dati – mondointasca.it)

La strada che ci conduce verso valle, attraversa l’arcata superiore del Ponte che avevamo notato dall’alto: ci avviciniamo sempre più alla maestosa opera di ingegneria idraulica riconosciuta Patrimonio dell’Umanità UNESCO nel 1997. 
È chiamato anche Acquedotto di Vanvitelli poiché la creazione del progetto si deve al noto architetto napoletano.  Ci vollero ben sedici anni di lavori affinché quest’opera lunga 38 chilometri fosse in grado di alimentare la città di Caserta, la sua Reggia e il Complesso Monumentale di San Leucio.

Campania, Caserta, Maddaloni, Acquedotto Carolino
Acquedotto Carolino e Monumento ai Garibaldini (Ph. ©emilio dati – mondointasca.it)

Siamo ormai ai piedi del ponte e in questo tratto, lungo 529 metri, ammiriamo l’imponenza dei suoi tre livelli di arcate che svettano fino a 56 metri d’altezza e scavalcano la Valle di Maddaloni
Poco discosto dall’acquedotto si erge un obelisco triangolare a segnalare l’Ossario dei Garibaldini. Qui sono raccolti i resti di quei volontari in camicia rossa caduti nella battaglia del Volturno del 1° ottobre 1860.
La porta d’accesso al sacrario è incorniciata dai volti scolpiti nella pietra di Garibaldi, Nino Bixio e altri ufficiali.

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Le Collére di Piedimonte di Casola
Campania, Caserta, Piedimonte di Casolla, antiche collére
Le antiche collére e i terrazzi sfinestrati (Ph. ©emilio dati – mondointasca.it)

Nel Settecento Piedimonte di Casolla, piccola frazione di Caserta, era nota per la produzione di colla per l’edilizia, ricavata dalla lavorazione di residui animali. La sostanza adesiva era molto richiesta tanto che fu utilizzata a San Leucio per fissare i parati di seta.

Il collante ottenuto dalla macerazione era essiccato in singolari edifici a torre caratterizzati, nei piani superiori, da alte finestrature su ogni lato per ottenere una intensa ventilazione.

Di questa antica attività oggi restano circa venti collére ormai trasformate in abitazioni private che hanno tuttavia conservato la struttura originaria: un’intelligente testimonianza di archeologia industriale.

Dimora storica dei Conti della Ratta di Caserta
Campania, Caserta, Piedimonte di Casolla, Palazzo Cocozza di Montanara
Palazzo Cocozza di Montanara (XV sec.) – (Ph. ©emilio dati – mondointasca.it)

Il palazzo Cocozza di Montanara, già proprietà dei Conti della Ratta di Caserta, risale al XV secolo e contorna un lungo tratto del corso principale di questa frazione. 
Purtroppo non abbiamo la possibilità di ammirarne gli interni che vantano un rigoglioso giardino all’italiana.

Ci consoliamo con la vista della facciata esterna arricchita da alcune finestre in stile catalano, da un portale in legno sormontato dallo stemma del casato e dalla torretta di avvistamento ad un’estremità.
Nel settembre del 1970, questa dimora fu scelta da Pier Paolo Pasolini per ambientare alcune scene del suo film Decameron.

L’antesignano del Colosseo
Campania, Caserta, Santa Maria Capua Vetere Anfiteatro campano
Anfiteatro (Ph. ©emilio dati – mondointasca.it)

Santa Maria Capua Vetere, nostra prossima tappa, dista appena 15 chilometri. Il suo monumento più famoso è il cosiddetto Anfiteatro Campano la cui architettura servì come modello dell’Anfiteatro Flavio. 
A differenza di quello capitolino però, che poteva ospitare fino a 80.000 spettatori, quello dell’antica Capua ne poteva accogliere solo 60.000, rimanendo comunque il secondo anfiteatro d’Italia per grandezza. 
La sua costruzione, risalente agli inizi del II secolo d.C., occupò un’area nei pressi di una scuola per gladiatori da dove partì la rivolta di Spartaco.

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Campania, Caserta, Santa Maria Capua Vetere Anfiteatro campano
Anfiteatro campano (Ph. ©emilio dati – mondointasca.it)

Alla fine dei lavori, l’imponente spettacolo di marmi e pietre si sviluppava su un’altezza di 46 metri lungo i quali si aprivano le arcate dei piani inferiori. In particolare, le chiavi di volta di tali arcate erano ornate da busti di divinità; alcuni di essi oggi ornano le finestre della facciata del Palazzo Municipale di Capua.

Durante la visita è necessario immaginare come, nei secoli scorsi, poteva presentarsi il monumento prima dei saccheggi e delle spoliazioni da parte degli stessi cittadini di Capua. Da alcuni terrazzi che affacciano sulla cavea riusciamo a cogliere la pianta ellittica dell’anfiteatro e la complessa rete di sotterranei nei quali si avvicendavano uomini ed animali che, tramite rudimentali gabbie, venivano issati direttamente al centro dell’arena.

Prima di lasciare quest’antica testimonianza visitiamo il Museo dei Gladiatori le cui sale accolgono un plastico dell’Anfiteatro originale, vari bassorilievi e decorazioni originali, copie di armature e la rappresentazione di un combattimento tra gladiatori. 

I lupini, questi sconosciuti
Campania, Caserta, Pietravairano,
La titolare della Masseria del Sesto nei campi di lupini (Ph. ©emilio dati – mondointasca.it)

Abbiamo avuto l’occasione di conoscere da vicino quest’antico legume poco utilizzato in cucina. Già noto ai romani, esso riduce i livelli di colesterolo e combatte il diabete oltre a fornire un notevole apporto energetico all’organismo grazie alla ricchezza di proteine.

Siamo nei campi di Pietravairano, in compagnia della titolare della Masseria Del Sesto che ci illustra le fasi di coltivazione del Lupino gigante di Vairano.

Dopo la semina (ottobre-novembre), tra maggio e giugno la pianta si riveste di fiori bianchi che diverranno i baccelli da raccogliere a luglio. I semi contenuti in questi ultimi saranno i nostri lupini da addolcire in acqua, prima di essere consumati.

A questa interessante spiegazione sul campo è seguita una piccola degustazione dei prodotti che si possono ottenere dalla lavorazione dei lupini: una crema in olio di oliva extravergine, biscotti, le paste e perfino una birra artigianale.

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Saluto il Re d’Italia
Campania, Caserta, Pietravairano, Vairano Patenora
Luogo dell’incontro tra Garibaldi e Vittorio Emanule II (26 ottobre 1860) Taverna della Catena (Ph. ©emilio dati – mondointasca.it)

È la storica frase che Garibaldi pronunciò il 26 ottobre 1860 quando incontrò Vittorio Emanuele II a Vairano Patenora, presso l’immobile Taverna della Catena. Il luogo dell’incontro è comunque contestato ma in questo borgo un monumento in piazza ed uno dinanzi alla Taverna, dichiarano la paternità dello storico avvenimento.

Entrati in città abbiamo notato il turrito castello dominante la vicina collina e la corona di caseggiati sparsi sulle pendici. Da lontano, tutte le strutture abitative non appaiono in buone condizioni, sembra che si stia guardando un borgo abbandonato.

Campania, Caserta, Pietravairano, Vairano Patenora
il Castello d’Avalos (Ph. ©emilio dati – mondointasca.it)

Raggiungiamo così il Castello d’Avalos dell’XI secolo ridotto ormai a rudere. L’abitato che lo circonda mostra i segni di una mancata frequentazione vista la vegetazione che ha ormai invaso ogni anfratto. E’ comunque piacevole girovagare tra queste rovine dove ogni tanto un lucchetto denuncia un uso abitativo probabilmente limitato ai weekend.

Non ci resta che riguadagnare la valle e raggiungere Vairano Scalo dove ci attende l’Osteria del Baccalà, un locale specializzato nella preparazione del nordico pesce, offerto in una miriade di varianti.

Informazioni utili:

  • Proloco Caserta – Via degli Oleandri 2 – 0823 1683573 – www.prolococittadicaserta.it
  • Maddaloni – Santuario di S. Michele e S. Maria del Monte – Via S. Michele Arcangelo 1 – 0823 176 1636
  • Santa Maria Capua Vetere – Anfiteatro Campano – Piazza Adriano – 338 635 3806 – apertura 09.00-18.30 – lunedì chiuso
  • Pietravairano – Masseria Del Sesto – Loc. Castagneto – 349 0540760 – www.masseriadelsesto.com
  • Vairano Scalo – Osteria del Baccalà di Antonio Ruggero – Via Napoli 220 – 339 8079330 – apertura giornaliera 12.30/15.00 e 19.30/23.00
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