Lunedì 15 Luglio 2024 - Anno XXII

La Fuggerei di Augusta

Fuggerei foto High Contrast

Un quartiere a "equo canone" del 1500. E’ la vera attrazione turistica di questa bella e nobile città della Baviera. Un’istituzione benefica creata da Jakob Fugger, famoso mercante del tempo

Fuggerei Saugassentor, il portone d’ingresso - foto Alois Wüst
Saugassentor, il portone d’ingresso (foto Alois Wüst)

La Feggerei è un quartiere di Augusta a “equo canone” del 1500. È la vera attrazione turistica di questa bella e nobile città della Baviera. Un’istituzione benefica creata da Jakob Fugger, famoso mercante del tempo. Chi vi abita, sa che deve rientrare prima delle dieci di sera, altrimenti i portoni si chiudono inesorabilmente e ha inizio la notte tranquilla e sicura della Fuggerei.

I cancelli verranno riaperti alle cinque del mattino successivo. Se qualche residente è costretto a rincasare dopo le fatidiche dieci di sera, poco male. Basta metter mano al borsellino e pagare al guardiano notturno pochissimi centesimi di Euro di pedaggio per il disturbo.

Gli verrà sicuramente raccomandato di non far rumore per non interrompere il sonno o le quiete meditazioni degli straordinari abitanti di questa cittadella: i poveri (quasi tutti anziani) di Augusta.

Una piccola città autonoma

Figgerei Mittlere Gasse
Mittlere Gasse

La Fuggerei è una piccola città compresa nella più grande città di Augsburg, fondata, questa, nell’anno 15 a.C. da Druso e Tiberio, figliastri dell’imperatore Augusto. Si chiamava Augusta Vindelicorum, perché i Vindélici abitavano la zona compresa fra le terre dei Reti a sud e quelle dei Celti più a nord, entrambe sottomesse dagli uomini di Roma.

Per quattrocento anni Augusta è stata capoluogo provinciale dell’Impero Romano e per altri cinquecento una libera Città Imperiale. Posta a quasi cinquecento metri d’altitudine, circondata dai fiumi Lech e Wertach, Augusta registra un notevole sviluppo nel XV secolo, periodo nel quale acquisisce prestigio e potenza nell’intera Germania, grazie soprattutto ad alcune ricche famiglie di commercianti, i Fugger e i Welser più di altre, così potenti da arrivare persino ad aiutare le finanze di re e imperatori, debilitate dalle ricorrenti e onerose spese militari.
Si sa: i commerci, se ben condotti, generano ricchezza e la ricchezza, se amministrata da persone di buoni sentimenti e di provata fede, può favorire la realizzazione di iniziative particolari. E’ il caso della Fuggerei che vede la propria nascita, come istituzione sociale, nell’anno 1516.

LEGGI ANCHE  Berlino visionaria

Fugger il “ricco”

Fuggerei Jakob Fugger
Jakob Fugger

Ideatore e fondatore di questa oramai antica comunità, successiva in occidente al fenomeno dei Beghinaggi del Belgio, è Jakob Fugger il Ricco (aggettivo che spiega tutto o quasi) nato nel 1459 e morto nel 1525. Con i fratelli Ulrich e Georg, Jakob Fugger, uomo probo e religiosissimo, finanzia diverse iniziative commerciali e lavora così bene e così onestamente da meritarsi la piena fiducia e la conseguente nomina a “banchiere” degli imperatori Carlo V e Massimiliano I.

Crea nel contempo un “fondo di carità” speciale (conto di Sant’Ulrico) e ordina la costruzione, terminata entro l’anno 1521, della Fuggerei, il particolare nucleo abitativo di Augusta, la sua città.
Col documento di donazione Jakob Fugger precisa le condizioni giuridiche che regolano il reclutamento degli ospiti e detta alcuni punti fondamentali di comportamento e di usufrutto degli appartamenti. Punti in vigore anche ai nostri giorni.

Un tetto per i “caduti in miseria”

Fuggerei Ogni abitante ha il proprio ingresso foto-Tiia Monto
Ogni abitante ha il proprio ingresso foto-Tiia Monto

Grand’uomo e vero democratico, questo Fugger. Non ha pensato, come sarebbe apparso giustificabile ai più, ad un’istituzione tesa a favorire gli ex dipendenti della sua Compagnia. Al contrario, ha creato una fondazione benefica che aveva per scopo primario quello di privilegiare i cittadini cattolici di Augusta “… caduti in miseria senza loro colpa”.
Molti i candidati, in ogni tempo, tant’è che sin dall’inizio viene creato un Collegio degli Anziani della famiglia Fugger per meglio valutare ogni singolo caso.

Il notevole patrimonio della Fondazione, investito in proprietà abitative concesse in affitto, in terreni, foreste, attività e beni agricoli, viene gestito dall’amministrazione dell’istituto assistenziale.
Gli utili consentono l’assegnazione degli appartamenti della Fuggerei, composti in genere da tre stanze e una cucina, ad un affitto annuo del tutto simbolico che persino i nuclei familiari più bisognosi sono in grado di soddisfare; un tempo era di un Fiorino renano. Il corrispettivo valore in Marchi tedeschi era di 1,72 DM (circa un Euro attuale).

LEGGI ANCHE  In treno alla scoperta di Chambery

Mini-case dignitose

Fufferei Giorno del bucato negli anni Quaranta
Giorno del bucato negli anni Quaranta

In questi appartamenti vengono ammesse coppie sposate e persone sole. Nel caso in cui le coppie abbiano un figlio celibe o una figlia nubile, questi hanno diritto di residenza insieme ai genitori. C’è addirittura, fra le molte case che compongono la Fuggerei, un edificio detto delle “vedove”, che hanno diritto ad una stanza provvista di cucinino e angolo-letto, più uno stanzino adiacente. L’affitto annuo del mini-appartamento scende ad un corrispettivo di mezzo Euro.
La Fuggerei non ha vissuto sempre anni tranquilli, da quando esiste. Durante la Guerra dei Trent’anni subisce le prime ingiurie.

FuggereiI bombardamenti e gli incendi della seconda Guerra Mondiale, poi, demoliscono o rendono inabitabili i quattro quinti degli appartamenti.
Ma già nel 1955, dieci anni dopo la fine del conflitto, la vecchia Fuggerei è ricostruita – bella e raccolta come prima – dopo aver sfruttato le aree a macerie per zone di verde e per abitazioni che ricalcano i modelli architettonici pre-esistenti.
Ancora una volta emerge lo spirito d’iniziativa e la profonda autonomia della Fondazione, che impiega propri capitali senza ricorrere ad alcun aiuto esterno, sia esso dello Stato o della Chiesa.
Non solo. La maggior parte dei lavori viene affidata a manodopera interna: muratori, falegnami, idraulici ecc.; tutto “fatto in casa”, dunque, per le abitazioni degli sfortunati-fortunati ospiti della Fuggerei.

Preghiere per i benefattori

FuggereiNel quartiere che, visto dall’alto, è riconoscibile per i caratteristici tetti in cotto, l’autonomia di vita è delle più complete. C’è una chiesa, quella di San Marco, e un sacerdote che la guida e si dedica esclusivamente ai bisogni spirituali dei residenti della comunità.
Non è compito trascurabile, questo, perché ogni giorno gli abitanti si ritrovano nella chiesetta e vi recitano le preghiere, in un certo senso “prescritte” dallo statuto di fondazione; naturalmente a beneficio delle anime dei “Fondatori e Benefattori della Fuggerei”. Fra tante anime trapassate, è ovvio, spicca quella di Jakob Fugger, il quale alla propria ci teneva in modo particolare.

LEGGI ANCHE  Marsiglia, mutevole regina del Midì

Una sola delle case originarie della Fuggerei si è conservata intatta come un tempo. È quella di Mittlere Gasse 13, la “via di mezzo” del piccolo villaggio. Ora è sede di un grazioso museo; tutto vi è esposto come appariva nell’anno della fondazione (1516). Le pareti sono in legno, il camino della cucina, i soffitti, sono quelli originali. Attraverso le porticine si entra nei minuscoli locali che sono stati arredati di nuovo con mobili originali di proprietà dei Fugger, completi di suppellettili dell’epoca (tra il XVI e il XVIII secolo).

Ospiti protetti dai Re Magi

Facciate adornate di viti canadesi foto-Gerd Eichmann
Facciate adornate di viti canadesi foto-Gerd Eichmann

È logico che le abitazioni dell’intero villaggio, in quanto ad arredamento, riflettano i gusti e le possibilità economiche degli ospiti.
In un particolare si assomigliano tutte. Ogni ingresso reca sullo stipite, segnate col gesso, due cifre iniziali (19) e due finali (94), che comprendono altre lettere maiuscole ad indicare le iniziali dei nomi dei Re Magi. Per tutto l’anno verrà assicurata la protezione e la buona sorte degli occupanti.

Augusta, che conta oggi circa trecentomila abitanti, si vanta d’aver dato i natali a personaggi illustri: i pittori Hans Holbein (il Vecchio e il Giovane); Elias Holl, il maggiore architetto del Rinascimento tedesco; Leopold Mozart, padre di Wolfgang Amadeus; Rudolf Diesel, inventore dell’omonimo motore; Bertolt Brecht, commediografo, drammaturgo, poeta.
Ma la città, che attraverso le proprie istituzioni fa si che i poveri possano usufruire dei benefici della Fuggerei (e la lista d’attesa è piuttosto lunga), va giustamente orgogliosa di aver avuto tra i suoi figli Jakob Fugger, un uomo che ha saputo spendere bene i propri quattrini, dando vita ad una istituzione sociale unica nel suo genere.

Leggi anche:

Girona e dintorni. Una provincia da raccontare

Varsavia, capitale europea per tutte le tasche

Castelli della Boemia tra miti e leggende

Condividi sui social: