Sabato 13 Aprile 2024 - Anno XXII

Torino “non sta mai ferma”

E’ il nuovo logo della città. Iniziative pensate e condotte secondo ritmi mediatici, per “impressionare” i visitatori. Chi è abituato a ritmi più compassati, a cose ordinate “per bene”, ne rimane sorpreso, talvolta sconvolto

Atrium, la nuova struttura a
Atrium, la nuova struttura a “gianduiotto” firmata Giugiaro

Cominciamo con una “moda” importata, la visita ai cantieri.
Pare incredibile, nell’Italia dei cantieri infiniti che prendono il ritmo delle competizioni elettorali, far visita a dei cantieri. Eppure accade. A Torino, Italia. Casco giallo in testa, gilet giallo addosso, ci si avventura nei grandi cantieri olimpici e di trasformazione cittadina, cercando di seguire il progetto degli architetti.
Quali architetti? Beh, le star, quelle che vincono in tutto il mondo.
Arata Isozaki, Gae Aulenti, Norman Foster, Massimiliano Fuksas, con tutti gli “allegati” e consociati del caso. Tre ore (14,30-17,30) ben spese per chi vuole entrare nella sostanza delle “cose” di architettura e capire (anche) in anticipo le trasformazioni urbane. Appuntamento in piazza Solferino ad Atrium, la nuova struttura di incontro disegnata da Giugiaro (i due “gianduiotti”, secondo qualcuno) poi in bus, con filmato e commento in tre lingue, si arriva alla prima delle opere.

Metropolitana e Olimpiadi 2006

Visita ai cantieri
Visita ai cantieri

Si tratta di una “chimera” a lungo inseguita da Torino, ma che per le città “normali” è da tempo una realtà: la metropolitana. La linea Uno della metro che, nella versione conclusiva, unirà l’ovest di Rivoli con il sud di Nichelino, passando per il centro e il Lingotto.
La versione 2006 è più ridotta (da Collegno a Porta Nuova, arte contemporanea in ogni stazione) ma vale la pena buttarci un occhio, scendendo a cinque metri sotto il livello stradale, per vedere le gallerie scavate da un’enorme “talpa” meccanica ribattezzata “Valentina”.
Poi è il momento del Palahockey di Isozaki (dedicato probabilmente a Gianni Agnelli) inserito in un’area completamente ridisegnata, che prevede il nuovo stadio “Comunale” che ospiterà le cerimonie di apertura e chiusura e una nuova Piazza d’Armi. Che dire del Palazzo dell’hockey olimpico? Vetro, trasparenze, luci, il campo di gioco interrato e le tribune interrate a metà.
Le stesse trasparenze, ma è una costante dell’architettura contemporanea, cercate nel Palavela, la magnifica struttura con tetto a vela, costruita per l’inutile manifestazione “Italia ‘61” in occasione del Centenario dell’Unità d’Italia e poi lasciata languire per tanti anni. Gae Aulenti ha ridimensionato i volumi interni, caricando la “vela” di un significato più preciso, più evidente. Qui si terranno le gare di pattinaggio artistico e di short track.
Come all’Oval (progetto studi Zeppino e Hok) un leggero “open space” in costruzione sulle macerie della fabbrica Fiat Avio, dove si terranno le gare di velocità su ghiaccio. Va detto che gli impianti del ghiaccio verranno testati nel 2005, nell’ambito di “Torino Ice”. I primi due eventi sono i Campionati europei di short track (14-16 gennaio) e il Pattinaggio di Figura (25-30 gennaio).

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Una città “cantiere”

Il progetto del Villaggio Olimpico nell'area degli ex Mercati Generali
Il progetto del Villaggio Olimpico nell’area degli ex Mercati Generali

Già che si è al Lingotto, basta salire sulla pista sopra il tetto, tra la Bolla e lo Scrigno che contiene la pinacoteca Gianni Agnelli, per gettare uno sguardo verso ovest: è in costruzione il Villaggio Olimpico (progetto Camerana), che recupera in parte le strutture anni Trenta dei Mercati Generali e lancia un lungo ponte-passerella verso il Lingotto, sovrastato da un enorme arco.
Poi la Spina 3, i terreni recuperati dal Passante Ferroviario e dalla dismissione di fabbriche enormi. Qui sta sorgendo un altro Villaggio Olimpico, che comprende anche la Torre più alta di Torino (21 piani, progetto Picco), il Parco della Dora, il nuovo centro della Curia torinese, con la Chiesa del Santo Volto, enorme e originale edificio di Mario Botta.
Si può passeggiare lungo la Dora e tra gli edifici dell’Environment Park, con i suoi laboratori di ricerca sull’idrogeno. Fra i tanti interventi in città, si può ancora scegliere Porta Palazzo, dove si sta costruendo un nuovo padiglione vetro e metallo, destinato probabilmente a diventare il Museo del Cioccolato. Massimiliano Fuksas, nel progetto, riprende le linee suggerite dall’esedra di Juvarra e inserisce il suo padiglione nel contesto dello storico mercato torinese.
A proposito di cantieri. Anche le due maggiori e migliori piazze cittadine, piazza Vittorio e piazza San Carlo, il salotto cittadino dal perfetto equilibrio di forme barocche, hanno la loro sofferenza: un cantiere per il parcheggio sotterraneo.

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