Mercoledì 5 Agosto 2020 - Anno XVIII
Koh Phangan, l’isola della Luna Piena

Koh Phangan, l’isola della Luna Piena

Quel sottile gioco di sorrisi e inchini tipicamente orientali che fanno sentire gli ospiti importanti e privilegiati. A Koh Phangan, isola risparmiata dallo tsunami, tutto ciò è normale. Con in più, una “festa” da sballo!

Koh Phangan

Per chi ritorna in Thailandia, magari dopo un’assenza di soli pochi anni, la percezione del cambiamento è forte. Certo le spiagge sono sempre bellissime, la natura grandiosa, la sabbia dorata. Né fanno difetto la proverbiale ospitalità e il calore del popolo Thai.
“Cosa non va, allora?” Il fatto è che anche in questo caso c’è il rovescio della medaglia. Che ci presenta si un paese protagonista, nel decennio passato, di una straordinaria performance al vertiginoso ritmo di sviluppo del dieci per cento l’anno; ma che per questo vero e proprio miracolo economico si è guadagnato il poco rassicurante appellativo di “tigre d’oriente” e qualche vittima la doveva pur fare. Proprio in nome di quel turismo che, pur essendo una delle ragioni del successo economico thailandese, sta sviluppando gigantesche contraddizioni.

Mete da sogno, mete “globali”

Koh Phangan Spiagge da sogno

Spiagge da sogno

Gli anni Ottanta hanno segnato l’inizio dell’invasione. Da allora ogni giorno dell’anno orde di visitatori in bermuda e camicia hawaiana si riversano in questo paradiso delle vacanze. Nella manciata di località prese d’assalto nei periodi caldi dell’anno la pressione turistica sfiora il punto di rottura. Pattaya vale oggi Ibiza, Phuket vi è ormai molto vicina, anche se si sta leccando le ferite dello tsunami, mentre Koh Samui e Koh Phi Phi, di questo passo, faranno presto la stessa fine. Nonostante ciò non tutto è perduto; la Thailandia ha ancora molto da offrire a chi abbia la voglia di spingersi un po’ più in là, lontano da tutti i luoghi comuni del turismo da depliant. Prendiamo, per esempio, Koh Phangan. Questa splendida isola del sud del paese, bagnata dalle acque del Golfo di Thailandia, è ancora un eden intatto. Fino alla metà degli anni Ottanta, Koh Phangan era quasi completamente al di fuori delle rotte del turismo tradizionale; era semplicemente la “sorella minore” di Koh Samui, magari da visitare in giornata con un day charter (in barca). Già arrivare a Koh Samui era un’impresa spesso affidata alla precarietà degli orari; figuriamoci andare a Koh Phangan! Poco a poco però, con la crescita di prestigio della “sorella maggiore” è diventata una via di fuga, una porta di servizio  attraverso la quale sottrarsi all’affollamento di Koh Samui.

La “sorella minore” è cresciuta

Koh Phangan

Koh Phangan

Koh Phangan con le sue spiagge superbe, le colline coperte di giungla e la mancanza di strade, riusciva ancora a offrire un’atmosfera intatta e originale. E così i “back packers” (i turisti con lo zaino), generalmente giovani e con pochi soldi, cacciati da Koh Samui, l’hanno eletta loro rifugio; una sorta di porto franco in “terra nemica”! Ancora oggi è così. Qui gli alberghi non ci sono e la parola “residence” è praticamente sconosciuta. Tutto quanto l’isola è in grado di offrire come sistemazioni sono un paio di “guest house” e vari “beach resort” costituiti da bungalow all’ombra delle palme; la parola d’ordine è: contatto con la natura.  Tuttavia, niente paura. Anche a Koh Phangan esiste la possibilità di garantirsi un alloggio confortevole; solo che non è la regola. Molti bungalow sono spartane capanne di legno col tetto di paglia, senza elettricità né acqua corrente e altri hanno generatori che funzionano solo in determinati orari. Ma dopotutto, che importanza ha?

Koh Phangan Bungalow all'ombra delle palme

Bungalow all’ombra delle palme

Qui il sole sorge presto, e poi fa parte del fascino dell’isola. Comunque tutto ciò fa si che Koh Phangan sia un’isola frequentata essenzialmente da giovani, per i quali la categoria dell’alloggio non costituisce un ostacolo; anzi, meno si spende, meglio è! Si ha questa netta sensazione già sul traghetto, quando si arriva a Nathon, porto di Koh Samui. Le famiglie e i bambini scendono qui. Quando la nave riparte, sistemati alla meglio sui vari ponti del ferry, restano solo ragazzi e ragazze di ogni nazionalità. Nel frattempo, durante la sosta, salgono a bordo vari “broker” di alloggi che illustrano ai passeggeri i comfort dei loro bungalow per mezzo di depliant artigianali. Appena il tempo di iniziare le contrattazioni e dopo quaranta minuti si giunge a Thong Sala, porto d’approdo di Koh Phangan e centro di smistamento dei turisti verso le spiagge.

Natura superba, sopra ogni cosa

Koh Phangan Snorkeling in un mare trasparente

Snorkeling in un mare trasparente

Gli occidentali arrivati alla ricerca del paradiso perduto non hanno che l’imbarazzo della scelta: gli amanti della pace, della solitudine e della negazione di ogni accessorio superfluo si dirigono verso la parte nord occidentale. Qui si trovano alcune tra le più spettacolari spiagge dell’isola, come Srithanu beach, Hat Yao e soprattutto Hat Lat: un anfiteatro di sabbia corallina circondato dalla foresta. Il mare, incredibilmente trasparente e colorato, cela una barriera corallina fortunatamente ancora in ottime condizioni; immergendosi alla mattina presto in queste acque si assiste a un’esplosione di colori: pesci di tutte le dimensioni e coralli che non faranno certo rimpiangere le Maldive. Ma la sensazione di esilio può essere attenuata anche qui. Poco più a nord, adagiato sulla baia più grande dell’isola, si trova Chalok Lum, un piccolo villaggio di pescatori. Le numerose e coloratissime imbarcazioni da pesca e i tralicci per l’essiccazione dei calamari lungo tutta la spiaggia, testimoniano che il mare è ancora la risorsa principale della gente del villaggio. Tuttavia l’attività turistica ha fatto presa anche a Chalok Lum: i pochi visitatori che si spingono fin qui hanno a disposizione negozi per gli acquisti e piccoli ristorantini dove si possono gustare, per pochi bath, deliziose “thai soup” e pesce freschissimo.

Hat Rin Beach, una spiaggia “viva”

Koh Phangan Hat Rin, la spiaggia più turistica

Hat Rin, la spiaggia più turistica

Un discorso diverso va fatto per chi è alla ricerca della giusta mediazione tra tranquillità e divertimento, tra meditazione ascetica e vita sociale. Per trovare tutto ciò il posto giusto è Hat Rin beach, sulla punta meridionale di Koh Phangan. Hat Rin è sicuramente la spiaggia più famosa e anche la più frequentata. Qui si dirige la gran parte dei turisti che sbarca sull’isola. Ma per raggiungerla occorre un ultimo sforzo. Ad attendere il traghetto in arrivo da Samui ci sono infatti i pescatori che con le loro lunghe lance portano a Hat Rin, offrendo un assaggio delle coste di Koh Phangan. Mezz’ora di mare e finalmente si approda sulla spiaggia: dopo tanta fatica lo sbarco ha il sapore della conquista. Fino a pochi anni fa era un posto tranquillo, un semplice villaggio di gente di mare tra le due fantastiche spiagge di Hat Rin Noi e Hat Rin Nok. Poi qualcuno l’ha scoperto, c’è stato un sommesso passaparola internazionale ed è diventato un altro pianeta, dove si respira un’affascinante atmosfera cosmopolita; la Mecca di freak e hippy di tutto il mondo. Dai quattro punti cardinali migliaia di giovani arrivano in cerca di libertà e trasgressione, attratti da quella che è diventata la spiaggia del nudo e delle feste notturne.

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