Sabato 24 Febbraio 2024 - Anno XXII

New York, viaggio nella memoria

Come una macchina del tempo, il “Lower East Side Tenement Museum” ci trasporta nella vita quotidiana di cinque famiglie che emigrarono in America tra Ottocento e Novecento. Emozioni e curiosità che fanno riflettere su temi ancor oggi molto attuali

Quando un bagno caldo era un lusso

Esterno del museo
Esterno del museo

Al 97 di Orchard Street, dal 1863 al 1935 hanno vissuto quasi settemila persone di oltre venti nazionalità. La loro è una storia multietnica di tedeschi, italiani, irlandesi, uomini dell’est europeo, africani, cinesi, sudamericani, che hanno convissuto e condiviso speranze, gioie, dolori. La loro è anche la storia di una singolare convivenza di famiglie che, pur con religioni, linguaggi e abitudini diverse, si sono aiutate l’un l’altra nei momenti di difficoltà.
Nel 1863, l’anno in cui fu costruito, l’edificio che costituisce il museo era privo di riscaldamento, di elettricità e di acqua corrente. Per rifornirsi d’acqua bisognava andare nel cortile posto sul retro, dove, oltre ai bagni esterni (uno ogni venti abitanti, stabiliva la legge), c’erano una pompa (manuale) e dei lavatoi che fungevano anche da “vasche da bagno”.
Per farsi un vero bagno caldo bisognava riempire più e più secchi con l’acqua della pompa, portarli su e giù per la scale, mettere a scaldare l’acqua e riempire una tinozza; un’impresa sfiancante, soprattutto dopo una dura giornata di lavoro.

Cucina dei Rogarshevsky
Cucina dei Rogarshevsky

Gli appartamenti, che ospitavano fino a nove persone, erano ridotti all’osso: una cucina, una stanza da letto e un “salotto” che di notte diventava un’ulteriore camera da letto, per un totale di nemmeno quaranta metri quadrati!
Mancanza di spazio e anche di illuminazione, poiché l’unica stanza che aveva delle finestre (peraltro piccole) era quella che dava sulla facciata esterna; ma considerato  che i tenement erano addossati l’uno contro l’altro, la luce naturale era davvero scarsa. Entrando nel tenement ci si ritrovava in un piccolo androne buio, umido e per nulla areato, che oltre a essere insalubre e tetro, poteva anche risultare pericoloso.
Nel corso degli anni vennero apportate alcune migliorie, come la luce elettrica (nel 1920) e costruiti i bagni interni (due per ogni piano), ma niente di più.

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Un quartiere tra passato e presente

Orchard Street in un'immagine del primo Novecento
Orchard Street in un’immagine del primo Novecento

Kleindeutschland, The East Village, Loisaida, Little Italy, Chinatown, The Bowery, Alphabet City, The Jewish Quarter.
Il quartiere del Lower East Side di New York, a ridosso dell’East River, è stato chiamato in molti modi diversi a seconda dell’epoca e del relativo flusso di immigrati. Nel 1800 il Lower East Side ospitava i più famosi “slums” della città, situato com’era vicino ai cantieri navali, ai mattatoi e alle fabbriche d’abbigliamento.
Di fronte alla grande ondata migratoria di cui New York è stata protagonista, i tenement erano la “soluzione” più economica per ospitare le migliaia di lavoratori che accorrevano da ogni parte del mondo.
Nel 1903, nell’isolato dove si trova l’attuale museo, risiedevano duemila persone, delle quali centodieci solo nel tenement di Orchard Street che era infatti il più affollato, in uno dei quartieri più popolati del mondo intero.

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