Martedì 12 Novembre 2019 - Anno XVII
Normandia, non solo “sbarco”

Normandia, non solo “sbarco”

“Ferisce il mio cuore con monotono languore”. Ecco, con i versi di Verlaine, il messaggio periodicamente ripetuto da Radio Londra. Annunciava il famoso “sbarco” degli Alleati; l’inizio di un avvenimento bellico destinato a cambiare le vicende del mondo

Le coste del D-Day
Le coste del D-Day

Era il 6 giugno del 1944 e una regione della Francia, la Normandia, si impose all’attenzione universale perché teatro della più importante operazione militare della Storia, lo Sbarco nel D-Day.
Dopo alcuni decenni questo angolo nord occidentale dell’Esagono (è la “forma” geometrica della Francia) continua a detenere il poco piacevole record di essere stato contestualmente raggiunto da qualcosa come cinquemila unità navali, cinquecento navi da guerra, tanti aerei da oscurare il cielo e soprattutto dall’esercito più numeroso e composito del mondo: americani e francesi “liberi”, inglesi e australiani, canadesi e neozelandesi e quel che restava degli eserciti europei riparati in Gran Bretagna.
Se a questi sbalorditivi numeri, si sommano le truppe tedesche che aspettavano quelle di Eisenhower nei bunker del Vallo Atlantico (e – si sarebbe tentati di aggiungere – gli attori e le comparse dei due “kolossal” sulla vicenda: “Il Giorno più Lungo” e “Salvate il Soldato Ryan”), si dovrebbe concludere che la grande attrazione turistica della Normandia è costituita da monumenti, relitti e memorabilia ricordanti lo Sbarco. Invece no.

Una terra dalle molte attrattive

Un villaggio nell'area dello sbarco
Un villaggio nell’area dello sbarco

Al fatto bellico la Normandia deve soltanto la popolarità del nome, per il resto brilla di luce turistica propria, con bellezze della natura e attrazioni artistiche forse troppo ignorate dal viaggiatore nostrano.
Grande quanto Piemonte e Liguria, poco più di tre milioni di abitanti, la Normandia è divisa in cinque dipartimenti (Manche, Eure, Calvados, Orne, Seine Maritime) e va visitata da chi ama l’arte, la storia, la gastronomia, i paesaggi, lo sport e non disdegna il relax, facilitato dalle accettabili distanze (Parigi dista un’ora d’auto) e da una vita che in certi villaggi pare essersi fermata nel tempo.

Mont Saint Michel, gemma della Manche

Mont Saint Michel
Mont Saint Michel

Si cominci la visita dal dipartimento della Manche, in omaggio alla Meraviglia dell’Occidente, la splendida abbazia-fortezza di Mont Saint Michel la cui immagine -in posizione spettacolare sovrastante la roccia solitaria sulle acque dell’Atlantico – costituisce il maggior richiamo del Turismo Francese dopo la Tour Eiffel.
E’ suggerita la visita da aprile a dicembre, per la bontà della stagione ma soprattutto perché si ammira il massimo della marea, quindici metri di dislivello con onde impetuose che coprono la sottile striscia di sabbia e la strada rettilinea, vero e proprio cordone ombelicale con la terraferma, aperto secondo i capricci di madre natura.
Un tempo i pellegrini attraversavano a piedi questo curioso lembo della baia di Mont Saint Michel; oggi arrivano motorizzati e la sera ammirano le luci e le ombre tra musica e silenzio. Sempre nella Manche, i meno giovani cultori della moda rivisiteranno la Parigi dei grandi “couturiers” visitando il Museo Christian Dior a Granville, del quale ha parlato mesi fa Mondointasca.

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