Lunedì 26 Ottobre 2020 - Anno XVIII
Swarovski Eden foto di David Spigiel

Swarovski Eden foto di David Spigiel

Il cristallo e le sue meraviglie

Il museo “Mondi di Cristallo” di Wattens, nel Tirolo, è il trionfo delle luci riflesse e sfaccettate. Un percorso avvincente che propone grandiose fantasie firmate Swarovski, primo produttore mondiale del cristallo

Swarovski Il gigante ospita il museo Swarovski Kristallwelten

Il gigante ospita il museo Swarovski Kristallwelten

Da oltre un secolo Swarovski, l’azienda austriaca a gestione familiare con sede a Wattens nel Tirolo, è il marchio più importante del mondo per quanto riguarda il cristallo molato. Nel 1995, in concomitanza con il centenario di attività del celebre marchio, l’azienda  – in linea con la sua filosofia innovativa – ha scelto di orientarsi verso il futuro, anziché adagiarsi nella commemorazione, in fondo sterile, del passato. E’ da questo orientamento che è nato il museo “Mondi di Cristallo”, vero e proprio fulcro della cittadina tirolese di Wattens. Il cuore del bellissimo museo, naturalmente, non può che pulsare al fascino del cristallo e della sua straordinaria luminosità; caratteristiche che, com’è noto, nel corso dei millenni hanno dato origine a numerose leggende ed evocato i più svariati sogni.

Cristallo superstar

Swarovsk Il Duomo

Il Duomo

Nato dalla mente creativa dell’artista multimediale viennese André Heller, il museo sembra assolvere a un compito ben preciso, quello cioè di regalare piacere ed entusiasmo a tutti coloro che conservano la capacità di meravigliarsi. Proprio come lascia presagire l’enorme testa del gigante alpino, da cui sgorgano acque cristalline, che accoglie i visitatori all’ingresso; indubbiamente un’icona mistica, che segna il passaggio a un mondo sotterraneo misterioso. Già entrando nella prima grande sala del museo subito si nota un cambiamento: nella penombra, infatti,  risplendono i capolavori di cristallo di grandi artisti. Segue il “Pianeta dei Cristalli”, un insieme raffinato di proiezioni tridimensionali ed elementi di architettura, che permettono di vedere una stella che, forse utopicamente, rappresenta l’origine del cristallo.  I cinquecentonovanta specchi all’interno di una cupola, nel “Duomo di Cristallo”, creano un caleidoscopio acustico e colorato, in cui la luce e il suono si fondono e sfumano in tutte le loro sfaccettature. Un cristalloscopio permette inoltre un’affascinante vista nel caleidoscopio più grande del mondo, le cui infinite variazioni di immagini risultano essere delle formazioni di cristallo che si riformano in continuazione.

Il “Gigante” e i suoi oggetti di cristallo

Swarovski Teatro di Cristallo

Teatro di Cristallo

Nel “Teatro di Cristallo”, personaggi cangianti e brillanti sembrano non aspettare altro che essere risvegliati dalla fantasia. Forse per superare ogni barriera linguistica, è stata creata dall’americano Paul Seide, una “cristallo-calligrafia di cristallo”, immersa in una luce verde-blu. Lungo i corridoi misteriosi che conducono da una sala all’altra, numerosi suoni accompagnano i visitatori che, con i propri passi, creano sul pavimento forme e colori sempre nuovi e in continua trasformazione. Una vera sala di meditazione! Proprio così: attraverso giochi di luce, anch’essi accompagnati da un sottofondo musicale, Brian Eno ha realizzato una speciale installazione nella quale è possibile trovare uno spazio per sostare e meditare.

Swarovski Cristalloscopio, la sala meditazione

Cristalloscopio, la sala meditazione

La cosiddetta “Galleria” ospita una collezione internazionale di
dipinti e immagini dei “Mondi di Cristallo”. Qui sono rappresentati
artisti come Chagall, Mirò, Warhol, Navratil, Pongratz, Tezak e Kogler, ma anche Helmut Newton, Man Ray e Giselle Freund.
E poi ci sono gli oggetti del Gigante. Sì, veri e propri oggetti personali di un gigante immaginario: guanti portentosi, un bastone da passeggio riccamente intagliato, un anello sfarzoso e una fisarmonica davvero gigantesca, mentre una poesia, che ne racconta il fluttuare, viene proiettata di continuo nell’aria. Proseguendo lungo il percorso guidato da utili frecce, si incontra “Metamorfosi”, una scultura scintillante, dell’artista Irene Andessner, dedicata al tema infinito della trasformazione. Si passa poi nella sala di collegamento dei Mondi, con un mappamondo alto circa quattro metri, il cui centro è animato da uno spirito di cristallo che gira intorno a sé stesso e, inutile dirlo, riempie i visitatori di stupore.

Spazi verdi per dare risalto ai “magici vetri”

Swarovski La “Foresta di Cristallo”

La “Foresta di Cristallo”

Il videoartista Fabrizio Plessi ha riprodotto una foresta magica che pende dal soffitto, dando vita alla magia del fuoco, dell’acqua e del cristallo. E per finire, giunti al piano inferiore, uno spazio commerciale di ottocento metri quadrati dà accesso, per chi lo desidera, a una vasta gamma di prodotti Swarovski, mentre il Cafè Luna, annesso al “Salone Luna”, un luogo straordinario ricco di disegni originali di artisti famosi in tutto il mondo che raffigurano la luna, offre cibi e bevande per ritemprarsi al termine del tour.
Infine, concepita secondo una moderna tecnica teatrale, la “Crystal Showcase”, una cupola illuminata da oltre cento pannelli dorati, sovrasta lo spazio dedicato alle manifestazioni, che si trasforma così in una cattedrale dell’arte.

Nuvola di cristallo

Nuvola di cristallo

E che dire dell’arte presente nel grande parco esterno? Al di fuori dell’ampia area e intorno alla caratteristica testa del “gigante” si estende un parco molto interessante. Bé, anche l’arte del giardino, a quanto pare grande passione dell’ideatore André Heller, gioca sicuramente un ruolo di grande rilievo. Due anni fa sono stati effettuati grandi lavori di ampliamento del Museo, la cui struttura copre una superficie complessiva di quattromila metri quadrati, già al secondo posto fra le destinazioni d’interesse più frequentate in Austria (dopo il castello di Schönbrunn a Vienna). Dietro questa magnifica esposizione, lo abbiamo detto, c’è la mano del direttore artistico André Heller, che in linea con la sua filosofia concettuale, nel 2003 ha invitato artisti di fama internazionale a immaginare i nuovi saloni delle meraviglie che possiamo ammirare oggi. L’arredamento del punto vendita, invece, reca la firma di Terence Conran, guru inglese del settore.

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