Mercoledì 2 Aprile 2025 - Anno XXIII

Bretagna, orgoglio di un popolo

Bretagna ©️Tourisme Bretagne - Emmanuel Berthier

Raramente due regioni confinanti, nello stesso Paese, vantano differenze e contrasti quanto la Bretagna e la Normandia, nel nordovest della Francia. La Bretagna, una terra tuttora un po’ misteriosa,

Festival Interceltico di Lorient (Foto:CRTB)
Festival Interceltico di Lorient (Foto:CRTB)

Raramente due regioni confinanti, nello stesso Paese, vantano differenze e contrasti quanto la Bretagna e la Normandia, nel nordovest della Francia. E a vivere questa diversità – non differenziandosi  gli abitanti della Normandia, per origini, storia, tradizioni e cultura dal resto della Francia settentrionale – è sicuramente la Bretagna, terra tuttora un po’ misteriosa, soprattutto per quanto attiene l’universo dei Celti (vero e proprio mito nella storia dell’Europa, soprattutto occidentale, tale da legare culturalmente ancor oggi genti e terre distanti e separate da un oceano non clemente).
Basti accennare a lingue, tradizioni, cultura e musica (con la celtica cornamusa adesso di gran moda) di Irlanda, Galles, Cornovaglia, Asturie, Galizia, che annualmente si incontrano nell’agostano Festival Interceltico di Lorient.
Non è pertanto un caso che le due terre di Galizia e Bretagna, località estreme ove “finisce il mondo”, condividano lo stesso nome, Finistère e Finisterre, o Fisterra in “galego”, per indicare il sito dove si imbarcavano le anime per l’aldilà, verso l’orizzonte in cui il sole scompare.

Brest, porto sicuro sull’Atlantico
Brest (Foto:CRTB/Gratien Jean-Patrick)
Brest (Foto:CRTB/Gratien Jean-Patrick)

Morfologicamente la Bretagna è simile a un trampolino, un’enorme penisola protesa nell’Atlantico: a nord comincia dalla baia di Mont Saint Michel e a sud , sotto Nantes, città principale, confina con il Poitou.
Ma è soprattutto la sua parte occidentale, il già citato Finistère, man mano che la penisola si assottiglia nell’immensità dell’Atlantico, che con le forze e i capricci di madre natura a Brest ha creato un perfetto quanto sicuro porto naturale, che la Bretagna esprime nel viaggiatore entusiasmo, intrigo, mistero.
A tanta cultura e visioni del bello – nel senso di panorami marini creati da rocce frastagliate, onde oceaniche, scogliere spumeggianti e, nell’entroterra, praterie e boschi dalle tante tonalità di verde favorito da una generosa piovosità – la terra bretone assomma anche interessanti piacevolezze del palato.

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Gastronomia “poco” francese
(Foto:CRTB/Gratien Jean-Patrick)
(Foto:CRTB/Gratien Jean-Patrick)

Se è concesso un breve inciso gastronomico, le peculiarità della cucina bretone sono tante, cominciando dal burro salato (dovuto ai pascoli arricchiti dalla salinità del circostante oceano) primo ingrediente di “crèpes” (un’istituzione nella alimentazione locale) e “galettes” (preparate con grano saraceno) nonché del “far breton” (un flan morbido, dorato, tipico dessert di famiglia) e del “kouig-amann” (un dolce di pasta lievitata, da gustare con il sidro, bevanda nota dal VI secolo e recentemente premiata con una d.o.c.).
Con tanto mare che la circonda, per di più pescosissimo, ovvia la citazione di pesci e frutti di mare (ostriche incluse) nell’offerta gastronomica della Bretagna; nota su un’imprecisione abbastanza frequente: una delle più comuni ricette per cuocere l’aragosta si chiama “alla armoricana” e non “all’americana”, perché creata nel dipartimento bretone dell’Armorica o Cotes d’Armor, capitale St-Brieuc.
Cotanta diversità, che si potrebbe definire “indipendenza gastronomica” dal resto della cucina francese, costituisce un’ulteriore dimostrazione dell’unicità della Bretagna, con un suo simbolo (l’ermellino) una bandiera (il “Gwenn ha Du” bianco e nero, creata nel 1923, nove strisce orizzontali quanti furono i “vecchi paesi o vescovadi” della regione, con un quadrilatero, in alto a sinistra – si pensi alla bandiera Usa – contenente ermellini neri in campo bianco) e soprattutto una lingua.

Celtico puro, ma per pochi
Côtes d'Armor (Foto:CRTB)
Côtes d’Armor (Foto:CRTB)

Il bretone è una lingua celtica (derivate dalla famiglia indoeuropea, le lingue celtiche comprendono due gruppi, il gaelico e il brittonico) dalla storia non difficile: nel V secolo a.C. una massiccia emigrazione proveniente dalle isole inglesi (Galles, Cornovaglia, Devon) occupa l’Armorica che diviene Bretagna, con il bretone come lingua.
Chi va in Bretagna goda i panorami, appaghi i desideri del palato e si aggiri tra i misteriosi “menhir”, non senza assistere all’arrivo dei pescherecci nei porti quotidianamente disegnati dalla marea; ma non tenti di imparare il bretone, sciuperebbe tempo.
Tanto per scoraggiare chi volesse imitare le 250.000 persone che lo parlano (e 750.000 lo comprendono) si può dire che “Kenavo” vuol dire arrivederci, “Demat” buon giorno, “Loc” luogo isolato, eremo, e tanto per concludere con la gastronomia “Bara” è il pane, “Amann” il burro con il quale si ammanniscono le “Krampouez” crèpes, per concludere con lo “Choucen”, della famiglia degli idromeli, “nettare degli dei” preparato con acqua e miele fermentato.
Quesya era la bevanda preferita dai Celti che le attribuivano numerose virtù, in primis l’ebbrezza, sacra agli dei e l’immortalità, sacra agli umani.

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Dolmen e menhir dappertutto
Bretagna, orgoglio di un popolo
“Menhir” nei dintorini di Carnac (Foto:CRTB/Schulte-Kellinghaus Martin)

E bretoni sono le parole entrate a far parte dell’archeologia preistorica (“dolmen”, tavola di pietra orizzontale e “menhir”, pietra lunga, aguzza) fosse solo perché la più alta concentrazione di menhir si trova in Bretagna (varie migliaia, di cui 3000 solo nei dintorni di Carnac).
Ammirare queste rozze pietre contenenti un indubbio messaggio religioso – da non perdere la moltitudine allineata in un solo campo, a Kermario e i dolmen della Rocca delle Fate a Essè, eppoi menhir a volontà nel dipartimento del Morbihan – ci conduce a un periodo della storia, tra il 4500 e il 2500 a.C., addirittura precedente la venuta del Celti.
Oltre a molta cultura e altrettanto ricca gastronomia, la Bretagna offre anche sport a profusione – bicicletta, golf, escursioni a piedi, vela – sempre che chi si appresta a un tuffo tra le calette sabbiose alternate alle scogliere non tema più di tanto le fresche acque del talvolta irascibile oceano Atlantico.

Si ringrazia per le immagini:
www.franceguide.com
www.tourismebretagne.com

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