Domenica 26 Maggio 2024 - Anno XXII

Fabriano e la lezione di Gentile

Borgo di origine antichissima nel cuore delle Marche e centro di attività manifatturiere fin dal medioevo: lavorazione del ferro, della lana, delle pelli. Nel Trecento, Fabriano era la famosa capitale europea per la fabbricazione della carta

Veduta di Fabriano
Veduta di Fabriano

La cittadina marchigiana, soprattutto nel 1400, prospera sviluppando una cultura artistica legata all’intera Italia centrale, con una propria scuola pittorica della quale restano notevoli testimonianze nelle chiese cittadine.
In tale contesto nasce Gentile da Fabriano, personalità di primo piano dell’arte europea del Quattrocento, eccentrico e raffinato pittore itinerante che si sposta su commissione tra le principali corti rinascimentali della penisola, ma dipinge pale d’altare per chiese e conventi anche nelle Marche, divulgando la propria lezione tra l’Appennino e l’Adriatico.

Gentile “superstar”

San Nicola salva i naufraghi
San Nicola salva i naufraghi

“Il nome di Gentile è un nome magico per tutti coloro che amano lo
straordinario momento tra il Trecento e il Quattrocento”, sostiene il
professor Andrea De Marchi, professore di storia dell’arte medioevale all’Università di Udine, che afferma: “La pittura di Gentile è
accarezzata, lenta, indagata scrupolosamente; presuppone attenzione,
presenza, silenzio; è una pittura latte e miele, sfumata, senza nulla
di eroico. Va percepita come veniva recepita allora, con le pitture
luccicanti nelle chiese.” E ancora: “Cantore dell’incanto, dei volti dagli sguardi teneri, della
delicatezza dei gesti, dei tessuti lussuosi dipinti con straordinaria
naturalezza, tanto da sembrare veri”.

Madonna con Bambino
Madonna con Bambino

Questo è Gentile, l’interprete più ispirato di quel significativo momento della storia artistica europea che fu il gotico internazionale. Ma non solo.
Anche uomo proiettato nel Rinascimento, il maestro di Fabriano, non più inquadrato unicamente come ultima espressione della preziosa cultura trecentesca delle corti italiane, nell’abituale (nei manuali) contrapposizione a Masaccio, ma artefice di una svolta plastica e prospettica rivoluzionaria.
Un “Rinascimento altro”, quello di Gentile, rispetto a quello che negli stessi anni si affermava a Firenze; una “rivoluzione mancata”, come l’ha definita Andrea De Marchi, che ha proposto l’attenzione per l’uomo nel suo ambiente, un filone naturalistico rivolto alla natura e alla percezione atmosferica, imperniato sulla fusione tra luce e colore.

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