Giovedì 18 Luglio 2024 - Anno XXII

Pallone Mundial. Il Trionfo finale

Lo Sapevate che …. l’Italia ha vinto?W l’Italia, dunque. Oltretutto (ogni riferimento alla politica è puramente casuale) è l’unica volta che si è confrontata con gli Stati Uniti e poi con la Germania e per tutti i due match ha continuato a giocare contro lo stesso “nemico”. Solitamente cominciava con uno eppoi si alleava con l’altro. O viceversa.Gli occhi di ‘sti ragazzi sono gli occhi di tutto il Paese… (Fabio Caressa, Sky Tv h. 22.42 del 9/7/2006, al termine della finale Francia-Italia)Italia – Francia (Foto: afp)Non si conosce il resto della “pistolata” per il semplice fatto che una decisa presa … Leggi tutto

Lo Sapevate che …. l’Italia ha vinto?

W l’Italia, dunque. Oltretutto (ogni riferimento alla politica è puramente casuale) è l’unica volta che si è confrontata con gli Stati Uniti e poi con la Germania e per tutti i due match ha continuato a giocare contro lo stesso “nemico”.
Solitamente cominciava con uno eppoi si alleava con l’altro. O viceversa.

Gli occhi di ‘sti ragazzi sono gli occhi di tutto il Paese… (Fabio Caressa, Sky Tv h. 22.42 del 9/7/2006, al termine della finale Francia-Italia)

Italia - Francia (Foto: afp)
Italia – Francia (Foto: afp)

Non si conosce il resto della “pistolata” per il semplice fatto che una decisa presa di posizione contro la retorica (già fa pena quella deamicisiana, figurati quella pallonara) ha suggerito l’immediato cambio di canale.
Ma si può dare per certo che il sullodato Vatetivù sarà andato avanti con ulteriori manifestazioni di “esagitazioni istero-nazional-retoriche” tipo: la Canzone del Piave: “… e alla fine si son visti risorgere Oberdan Sauro e Battisti; la proclamazione dell’Impero … sui colli fatali di Roma; l’inno del Peppino Garibaldi … si scopron le tombe; e non sarà mancato … Tripoli bel suol d’amore (sventolando il tricolore eppertanto lasciando intravedere le tette, no, non del Caressa ma di Gea della Garisenda, che così si esibiva ai primi Novecento pro-guerra di Libia in una famosa e storica esibizione canor-etorica-parassessuale); e vai col Risorgimento: “ …la bela Gigogin che canta bada Gyulai che vien la primavera; ma guai dimenticare la Resistenza e allora vai con …Ciao Bella Ciao (canzone non retorica ma è politically correct farcela stare sempre dentro); aggiungere una gamba del … il Testamento del Capitano (non di Cannavaro); verso il finale ricordare la stampella di Toti (con una T sola) e perché non chiudere con … l’Italia ha finalmente il suo Impero “Calcistico” (vabbè, frase  mussoliniana, ma a Roma se c’è da fare retorica stanno mica lì “a guardà er capello e va bene pure Er Puzzone”.
Il tutto per aver giocato al pallone qualche partita di fila senza mai perdere, ma faticando con gente come gli australiani e vincendo ai rigori dopo alcuni supplementari e per di più con un difensore come capocannoniere.
E il senso della realtà, sciur Caressa (& C. … inutile precisare che gli altri telecronisti gli sono mica stati da meno…)? Un filino meno di retorica non guasterebbe mica.

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Nulla si sa dei cessi dei magnifici stadi dei Mondiali di Germania?

L'arbitro Antonio Dattilo
L’arbitro Antonio Dattilo

Eh sì, per quanto riguarda gli stadi del Mondiale, tutti ne abbiamo constatato l’estrema bellezza e validità ma non sono stati forniti dettagli sui loro cessi.
Di quelli (le latrine) dei nostrani stadi si sa invece tutto (quantomeno dei cessi dello stadio di Ascoli Piceno) grazie alle ben note, anzi notissime, intercettazioni di Moggiopoli alias  Calciogate o Calciopoli o Moggigate. Chi scommette che un bel giorno sarà richiesta la creazione di una Commissione Parlamentare per decidere il nome da dare all’Italico Tormentone Pallonaro del 2006?
Da una delle 400.000 telefonate annue del Moggi risulta infatti che il 5 febbraio 2003, dopo essere andato a fare pipì alla fine della partita Ascoli-Siena, l’arbitro Dattilo si è lamentato dei cessi dello stadio del simpatico capoluogo Piceno.
A ‘sto punto le cronache riferiscono che, venuto a conoscenza (poi dicono che le intercettazioni non servono) della lamentazione, il presidente dell’Ascoli Benigni ha risposto a muso duro all’arbitro Dattilo dicendogli che i cessi dello stadio sono un “bijou” e che il direttore di gara, lamentandosi della precaria minzione, ha in realtà pesantemente insultato (ohèi, la Peppa!) la magnifica (non meno che “muy noble y muy leal” Ascoli Piceno (e pure le Olive all’Ascolana, ndr).
Ma, da quanto sopra, cosa si evince?
Si evince che appena Mondointasca conoscerà il pensiero del señor Elizondo (arbitro della finale Italia-Francia) sui cessi dell’Olympiastadion di Berlino, informerà doverosamente i suoi lettori.

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