Giovedì 18 Agosto 2022 - Anno XX
Alla Fitur di Madrid, sorrisi sul mio Paese…

Alla Fitur di Madrid, sorrisi sul mio Paese…

Toledo “Imperial” Alcázar di Toledo Ho inoltre pensato bene di “collaudare”  – tanto per infilarmi ogni tanto nei  panni del turista nonché per suggerimento al lettore viaggiatore – una solitaria escursione a Toledo con il superveloce Ave. Una gita simpatica, ogni paio d’ore circa c’è un treno da Atocha, più […]

Toledo “Imperial”

Alcázar di Toledo
Alcázar di Toledo

Ho inoltre pensato bene di “collaudare”  – tanto per infilarmi ogni tanto nei  panni del turista nonché per suggerimento al lettore viaggiatore – una solitaria escursione a Toledo con il superveloce Ave. Una gita simpatica, ogni paio d’ore circa c’è un treno da Atocha, più di settanta chilometri in mezz’ora esatta, seduto bello comodo, il tutto per 13,65 euro (andata e ritorno). All’arrivo e Toledo ammiri una stazione “neomorisca” (1919: allora era di gran moda riprodurre lo stile “mudèjar”) a dir poco curiosissima, dopodiché intraprendi una bella passeggiata (all’andata entri per la Puerta de la Bisagra, al ritorno puoi passare per il Puente de Alcantara) e ti ritrovi bel tranquillo, in grazia di dio, a scoprire le bellezze della Ciudad Imperial. Piuttosto che quelle escursioni organizzate con la guida che ti conta su di fretta le solite frescacce eppoi ti porta a perdere tempo nel magazzino per il solito shopping in cui “ci ha la sua convenienza”, vuoi mettere?
Anche questo breve, ennesimo soggiorno a sud dei Pirenei (ma no problem, torno tra poco, a vedere i ciliegi in fiore nel Valle del Jerte) è stato dunque denso di svariati piaceri.
Salvo un solo grave problema: gli amici spagnoli che mi hanno preso per il sedere.
Per tre giorni di seguito, per tre differenti vicende, una dietro l’altra, no stop.
Tutte relative al mio povero, disgraziato Paese.

Sberleffi a gogò

Silvio Berlusconi e Veronica Lario (dpa)
Silvio Berlusconi e Veronica Lario (dpa)

Il primo giorno mi ritrovo bersagliato dai sorrisini e dalle battute sul Berlusconi che (a 70 anni) “el fa el pirla cunt i donn” cosicché la moglie lo sgrida e allora lui la butta  sulla sceneggiata patetica (teatro dell’Arte, invenzione italiana, “Purecenella” e Arlecchino) e dà vita a scuse-show, ispirandosi un po’ al Guinizelli e un po’ alla De Filippi.
Il secondo giorno altri sberleffi, stavolta è il turno del casto Prodi (ma com’è bravo lui, lo intervistano sempre all’uscita da messa o con la mogliera al braccio) che -stiamo parlando di Politica Estera (roba seria, mica i Pacs o faccende interne del Belpaese) – si ritrova senza maggioranza perché qualche senatore che doveva votare per lui si è nascosto nel cesso.

Romano Prodi con la moglie Flavia Franzoni
Romano Prodi con la moglie Flavia Franzoni

Infine – terzo e (fortunatamente) ultimo giorno di soggiorno e quindi
fine della gogna – a Catania ci scappa il morto per una partita di
Pallone. Ma questo assassinio era già annunciato, solo gli ipocriti e i
mercanti del Tempio fingevano di ignorarlo: lo stadio locale era da
tempo considerato una sorta, diciamo così, di “delinquente abituale” e
(tanto per dirne una bella) anni fa, stufo di farsi pisciare in testa
dagli Ultras, un inserviente si fece giustizia da solo, mentre dopo la
morte del poliziotto si è scoperto che il custode “custodiva” un vero e
proprio arsenale che gli Ultras ritiravano prima della partita e
trasferivano sugli spalti. Pertanto chi si stupisce per quel che
succede del Calcio, stupisce a sua volta per la sua imbecillità, sempre
che non sia in malafede.
Che vergogna.

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