Venerdì 7 Ottobre 2022 - Anno XX
A zonzo tra Francia e Spagna nei “pequeños” hotel

A zonzo tra Francia e Spagna nei “pequeños” hotel

È il 14 luglio, a Pamplona si concludono i Sanfermines. Dall’altra parte dei Pirenei si festeggiano Liberté, l’Egalité e Fraternité, di cui alla tentata e quasi riuscita (grazie Wellington per la provvidenziale opposizione in quel di Waterloo) esportazione sui mercati europei da parte del Bonaparte. E poiché la Francia dista […]

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È il 14 luglio, a Pamplona si concludono i Sanfermines. Dall’altra parte dei Pirenei si festeggiano Liberté, l’Egalité e Fraternité, di cui alla tentata e quasi riuscita (grazie Wellington per la provvidenziale opposizione in quel di Waterloo) esportazione sui mercati europei da parte del Bonaparte.
E poiché la Francia dista solo cinque chilometri da Vera de Bidasoa, nel cui delizioso “pequeños” hotel Churrut (e brava Rusticae a scovarlo) io e Sergio abbiamo pernottato, eccomi proporre al baldo “coèquipier” di addentrarci nella terra dei Gabachos (termine usato spregiativamente dagli Spagnoli nei confronti dei Franzosi).

Percorsi oltre ‘frontera’ 

pequeños Greggi e armenti

Greggi e armenti

In un’atmosfera di festa nazionale, commento, si sarebbe giunti a Saint Jean Pied de Port (ultima tappa gallica del Camino de Santiago appunto detto Camino Francès). Di lì saremmo rientrati in Spagna, prima a Roncisvalle (inizio “ufficiale” del Camino ancorché Coelho, nel suo romanzo dedicato alla “Strada Maestra della Cultura Europea” collochi lo start nella sullodata cittadina gallica) e poi nuovamente (solo di passaggio) a Pamplona.
Si parte, ma lungo la strada, di festa nazionale (alla faccia dei tanto citati Bals Musette festeggianti il 14 Luglio nelle strade parigine) se ne vede poca. Per sciovinista e isteronazionalista che possa essere la terra in cui pascolano, pecore, capre, cavalli e vacas, sembrano non essere interessate alla presa della Bastiglia o averne dimenticato gli immortali valori.

Percorsi alternativi per Roncisvalle 

Per dirla meno politicamente, di gente in giro se ne vede poca solo perché lo scrivente – ufficiale di rotta – ha fornito pessime indicazioni stradali al pilota Sergio. Il quale ritrovatosi a guidare su strade sterrate e tratturi di pelati colli montagnosi a forma di panettone tra perplessi greggi e armenti (per smuovere una “bruta vaca” che ostruiva il tratturo lo scrivente si è dovuto improvvisare torero con esibizione di una perfetta “veronica”).
Guadagnata Roncisvalle (località nota per l’agguato in cui non furono i Moros ad accoppare Rolando bensì furono i Baschi) il povero Sergio entra in Pamplona per la quinta volta (tra Encierro, ricerca dei biglietti dei Toros, sbagli di percorso ecc) in due giorni. Meglio comunque abbondare – consiglia giustamente il detto latino – che risultare deficienti.

Tra vecchie “Ferriere” e “Caminos Rojos” nella natura

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Rusticae a Extebarria

Lasciata definitivamente la capitale navarra, si entra nei Paesi Baschi (di cui alle tre province di: Guipuzcoa, capitale San Sebastiàn (in basco Donostia); Vizcaya, (Bilbao-Bilbo); Alava (Araba) capitale Vitoria (Gasteiz).
N.B.: pregasi non chiedere lumi e spiegazioni sulle origini dell’Euskera, la lingua basca; anche chi ne sa qualcosa tenta solo interpretazioni.
Per la dantesca legge del contrappasso nel giro di un solo giorno si cambia habitat di guida, dai tratturi dei Pirenei francesi alle belle autostrade basche (vabbè, a pagamento).

Pequeños hotel Rusticae

Tra mari (a dieci  minuti d’auto) e monti si dorme a Extebarria in una ex ferriera (attività documentata dal XIV secolo, in seguito fu anche mulino) oggi meglio nota come Hotel Ansotegi. Altra scoperta di “pequeños” hotel Rusticae, solo 15 camere, tipico Caserìo basco, di fianco la Casa Palacio del … “Padrone delle Ferriere”!

Solito buon gusto. Arredamento nel solco della tradizione, pareti di pietra a vista, travi di legno doc come si usava una volta. E a ciò si aggiunge una buona cena (melanzane ripiene, sgombro arrosto, dessert di Cuajada-cagliata, una buona bottiglia di giusto vino, il tutto per 15 euro a cranio: vedere per credere).
Si lascia Extebarria ricordando il delizioso Camino Rojo, una piacevole passeggiata relax su una striscia di cemento tinta di rosso, lungo un tratto di fiume – con resti di mulini e antichi ponti – che va dall’Ansotegi alla citata località: alberi, quiete, acqua che scorre bucolicamente.

Costa Basca: panorami da scoprire

Lekeitio
Lekeitio

A questo punto della gita ispanica lo scrivente e il suo coèquipier vivono una giornata che più basca (siamo nella provincia di Bilbao) non si può. Complice un tempo a dir poco perfetto. Si contemplano le belle località rivierasche di Deva, poi Motrico-Mutriku indi Ondarroa, per giungere al bellissimo panorama di Lekeitio. Un elegante, accogliente porto naturale chiuso da un’isola alberata dominante una spiaggia ancor più profonda per il gioco delle maree.

Chiesa-fortezza al termine di un Paseo di ristoranti e bar de tapas (anzi no, nel nord si chiamano “pinchos”, provare quelli del Bar Marina: divini). Davvero un bel posto della costa basca, forse un po’ troppo ignorata, ponga rimedio chi legge, il mixage di Spagna Verde marittima e “sottostanti” terre continentali (quelle del Camino de Santiago) di Navarra, Castilla y Leòn e Rioja (facilmente visitabili in pochi giorni) merita un viaggio.

Ricordando Guernica

Guernica
Guernica

Si visita per vedere e godere quel che si è visto e si visita per vedere e meditare. Ciò deve accadere mentre ammiriamo la Casa de Juntas di Guernica. Al di là del tragico bombardamento durante la Guerra Civile, la costruzione (1826) e il prato circostante (con la famosa quercia ormai morta, un’altra cresce viva e vegeta poco distante ) forniscono una struggente dimostrazione della voglia, del bisogno fisico di libertà delle genti della Biscaglia.

Libertà trascritta nei “Fueros” (Leggi) risalenti al Medio Evo e soppressi dal 1876 al 1979. Si sorvola sullo stop compiuto dai due “Inviati Speciali” a Bilbao, che il “volano” Museo Guggenheim ha reso ormai arcinota.
La gita nord-ispanica sta per concludersi a Valladolid. L’ultima tappa sarà descritta nella prossima puntata (non perderla perché si parlerà della fantastica novità di Atapuerca).

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