Lunedì 15 Luglio 2024 - Anno XXII

Le Asturie. Alla scoperta del Principato di Felipe e Letizia

Asturie

Tanti e differenti i “perché visitare le Asturie”. E si tratta delle più valide motivazioni che spingono un giramondo a intraprendere un viaggio intelligente. Perché si parla di natura, cultura, storia, arte, gastronomia, sport, mare, tradizioni. Ma, intanto, dove (e “che cosa”) sono le Asturie?Nel “profondo” nord della SpagnaNel nord ovest della Spagna, il Principato – e questa denominazione designa già qualcosa di nobile e diverso – delle Asturie, confina a nord con il Mar Cantabrico (Oceano Atlantico) a ovest con la Galizia, a est con la Cantabria e a sud con la Castilla y Leòn, per una superficie di … Leggi tutto

Tanti e differenti i “perché visitare le Asturie”. E si tratta delle più valide motivazioni che spingono un giramondo a intraprendere un viaggio intelligente. Perché si parla di natura, cultura, storia, arte, gastronomia, sport, mare, tradizioni.
Ma, intanto, dove (e “che cosa”) sono le Asturie?

Nel “profondo” nord della Spagna

Il porticciolo di Luarca
Il porticciolo di Luarca

Nel nord ovest della Spagna, il Principato – e questa denominazione designa già qualcosa di nobile e diverso – delle Asturie, confina a nord con il Mar Cantabrico (Oceano Atlantico) a ovest con la Galizia, a est con la Cantabria e a sud con la Castilla y Leòn, per una superficie di circa diecimila e seicento chilometri quadrati  (come l’Abruzzo) e con circa un milione e centomila abitanti.
La differente morfologia della regione (quasi trecentocinquanta chilometri di coste marine, una verde pianura e le montagne della Cordillera Cantabrica, che raggiungono i duemila e cinquecento metri d’altitudine) garantisce una estrema varietà di paesaggi. Siamo nella cosiddetta “Spagna svizzera” e la vegetazione – in un clima mai troppo freddo – offre palme e conifere tra bucolici paesaggi di mandrie (gran parte del latte spagnolo proviene dalle Asturie) in un riposante mare di verde (notevoli i pascoli sotto i Picos de Europa, Parco Nazionale).
A sua volta il  pescoso Mar Cantabrico presenta panorami di belle spiagge sabbiose interrotte da rocce e faraglioni, lungo coste frastagliate ospitanti interessanti località e porti variopinti (Gijòn, Avilès, Luarca, Cudillero, Ribadesella, Llanes).

Da qui partì la Reconquista contro i Moros

Asturie, Oviedo, la Cattedrale
Oviedo, la Cattedrale

La storia del Principato spiega la “differenza” delle Asturie dalle altre regioni, soprattutto dal punto di vista culturale e delle tradizioni. Le Asturie furono l’unico lembo della penisola iberica non occupato dai musulmani (“solo le Asturie sono la Spagna, il resto è tutto terra conquistata”, vantano i suoi abitanti) e qui ebbe inizio la Reconquista che liberò la Spagna (per la precisione con la battaglia – per dovere di cronaca meglio dire una scaramuccia, ma la storia, si sa, talvolta eccede – di Covadonga, vittoria ricordata con l’erezione di una basilica in onore della Patrona, La Santina).
L’arte e l’architettura offrono monumenti unici e costruzioni tipiche: il Preromanico di Santa Maria del Naranco (Patrimonio dell’Umanità), il Gotico della Cattedrale e il Rinascimento dell’Hospicio di Oviedo. Nei centri minori e nella campagna si ammirano le Casonas – robuste costruzioni coloniche – e le residenze degli Indianos (gli emigrati che al ritorno si concedevano comode e talvolta vistose dimore con i risparmi accumulati con il duro lavoro in America).

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Un premio di prestigio, personaggi famosi, sport e cucina

Asturie la “fabada” (fagioli con vari derivati del maiale)
La “fabada” (fagioli con vari derivati del maiale)

Nelle Asturie la cultura è sinonimo del “Premio Principe delle Asturie”, una istituzione che in soli venticinque anni ha conquistato enorme importanza (Montanelli e Magris i più recenti vincitori italiani premiati dal principe Felipe nell’elegante scenario del teatro Campomayor di Oviedo).
Questo Premio ha dato ulteriore lustro e notorietà alla capitale asturiana (come un racconto di fate, con un principe e il resto, definì la città Woody Allen, Premio de las Artes 2002) attualmente ancor più famosa perché città natale della Princesa de Asturias, Doña Letizia e del Campione del Mondo 2006 di Formula Uno Fernando Alonso.
Lo sport all’aria libera spazia dalla pesca (trota, salmone) all’alpinismo; dal trekking alle discese in canoa (famosa quella sul fiume Sella). La fauna autoctona vanta i robusti cavalli  Asturcones.
La cucina asturiana è tipicamente “de producto”, semplicemente basata su quanto offrono una terra generosa e un mare pescoso: arcinote la “fabada” (fagioli con vari derivati del maiale), le “habes” (fagioli con “almejas”,vongole); il “Pixìn” (coda di rospo-rana pescatrice); il “queso” (formaggio Cabrales).
Ulteriore diversità asturiana, vino regionale, la Sidra, mosto fermentato delle mele locali (curioso il modo di versarla e di berla).

Terra di cornamuse e tradizioni celtiche

Asturie Oviedo, Santa Maria del Naranco
Oviedo, Santa Maria del Naranco

Le tradizioni risentono e risaltano le origine celtiche del Principato (a Avilès un Festival Interceltico). Tra le più simpatiche e divertenti, la cornamusa (gaita(, uno strumento musicale che nessuno si aspetta di udire visitando la Spagna. Frequenti le Fiestas in estate, esaltate dai ricchi costumi multicolori.
E queste sono soltanto le prime risposte alla domanda: perché visitare le Asturie? Ma quando andare a visitarle?
Premesso che il periodo migliore va da aprile a ottobre, il Principato delle Asturie può essere visitato in tutte le stagioni, grazie a un clima – non freddo in inverno – temperato dalle acque del Mar Cantabrico. Un viaggio in estate è particolarmente indicato per chi soffre il caldo del clima continentale e cerca il fresco delle brezze marine (con possibilità di soggiorni balneari stante la temperatura  dell’acqua non così fredda come si crede).
In aereo le Asturie (aeroporto “Asturias” tra Oviedo e Gijòn) sono collegate all’Italia da voli Iberia via Barcellona o Madrid. In auto sono raggiungibili in autostrada e “autovias”, via Francia, San Sebastiàn, Bilbao e Santander (o via Barcellona, Saragozza, Pamplona, San Sebastiàn).

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