Martedì 18 Giugno 2024 - Anno XXII

Capo di Buona Speranza, dove il mondo “gira”

Cetacei nuotano dall’Atlantico all’Indiano. Su rocce sferzate dal vento volano alti i gabbiani e saltellano babbuini e antilopi. Dove l’Africa assapora i brividi dell’Antartico è possibile avere la netta percezione delle meraviglie del Creato

Capo di Buona Speranza
Capo di Buona Speranza

Vi è mai capitato di pensare che il nord e il sud della terra siano solo delle convenzioni create da chi il mondo si è limitato a disegnarlo, piuttosto che esplorarlo? Se si, guardando l’orizzonte da Capo di Buona Speranza, il punto più estremo a sudovest del continente africano e lontano appena sessanta chilometri da Città del Capo, ne avrete la certezza. Visto da questo angolo, il mondo sembra proprio non avere né inizio né fine, dando la sensazione di spingersi così in là da oltrepassare il polo sud e toccare quello nord, in un’armoniosa continuità che non conosce confini e punti cardinali.

Oltre il Capo, verso le Indie

Il vecchio faro
Il vecchio faro

Capo di Buona Speranza, così battezzato dagli esploratori portoghesi del XV secolo, che in esso riponevano la speranza dell’apertura di nuove rotte commerciali verso oriente, fa parte della riserva naturale che da esso prende il nome e che appartiene al più ampio “Table mountian national park”, il parco naturale più grande del Sudafrica occidentale, che si estende lungo la famosa Penisola del Capo.
Per visitare la riserva, l’ideale sarebbe essere muniti di un mezzo proprio così da poter viaggiare in piena libertà e godersi gli incantevoli panorami che ogni angolo di questo posto regala, ma in alternativa è possibile aggregarsi ad una delle visite organizzate che partono quotidianamente dalla città madre, Città del Capo. Supponendo di avere a disposizione un’auto e un lungo fine settimana, l’itinerario migliore da seguire è quello che, passando per i rigogliosi vigneti di Costantia, traccia la False Bay, ossia la costa orientale della penisola, in direzione sud per arrivare giù fino all’estrema punta della terra.

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Nel parco naturale del Monte Tavola

Struzzo sulla spiaggia
Struzzo sulla spiaggia

A Costantia, per gli amanti del buon vino, è obbligatoria una sosta a Groot Costantia, l’azienda vinicola più antica della zona dove è possibile visitare le cantine, degustare deliziosi pinotage e sauvignon locali, e fare pic-nic. Da qui, procedendo verso sud-est, si arriva in pochi minuti sul litorale oceanico, fatto di un susseguirsi di piccoli e pittoreschi villaggi di pescatori. Da Muizenberg, il villaggio più grande della costa,  rinomata località balneare degli anni Venti, oggi purtroppo in decadenza, la strada è tutta una lunga panoramica sull’Atlantico. Rallentando un po’ la velocità di marcia, anche gli occhi meno attenti possono notare i numerosi cetacei che guizzano liberi nell’oceano, spesso vicinissimi alla riva. Di tanto in tanto, ai turisti appostati sul lungomare per avvistare le balene, si aggiunge anche qualche babbuino, trovatosi  per caso da queste parti durante una tranquilla passeggiata quotidiana! Non c’è da stupirsi: tutta la zona della False Bay, così come la riserva del Capo di Buona Speranza, vanta una varietà di fauna (e di flora) tra le più ricche al mondo.
Non è raro quindi imbattersi in antilopi saltellanti sugli scogli di Cape point, in struzzi che corrono sulla spiaggia, o in babbuini a spasso per i villaggi e fermi ad ammirare l’oceano.

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