Venerdì 14 Agosto 2020 - Anno XVIII
Brustolon, il Michelangelo del legno

Brustolon, il Michelangelo del legno

Belluno rende omaggio all’artista del barocco veneziano, abile intagliatore e scultore. L’esposizione apre sul territorio la possibilità di itinerari e visite, alla scoperta della provincia ai piedi delle Dolomiti

Etiope portavaso, particolare, 1700 circa (Venezia, Ca' Rezzonico Museo 
del Settecento Veneziano)
Etiope portavaso, particolare, 1700 circa (Venezia, Ca’ Rezzonico Museo
del Settecento Veneziano)

Andrea Brustolon, maestro dell’arte barocca veneziana nella lavorazione del legno, torna protagonista del bellunese con una mostra aperta a palazzo Crepadona sino al 12 luglio. Il “Michelangelo del legno”, come fu chiamato da Honoré de Balzac, vero e proprio orgoglio della città di Belluno, che gli diede i natali nel 1622, viene ricordato da un’esposizione di novanta opere tra sculture, arredi e suppellettili ecclesiastiche, bozzetti. Per la prima monografica dedicata all’artista sono stati scelti esemplari provenienti da chiese e istituzioni della provincia, del patrimonio custodito da Ca’ Rezzonico di Venezia e da collezioni private, ma vi sono anche alcuni prestiti stranieri, come il prezioso “San Giuseppe” del museo Bode di Berlino.

La mostra, che è stata allestita da Mario Botta, si accompagna ad altre proposte di visita nel bellunese, in chiese e musei che custodiscono opere singole dell’autore.

Barocco veneziano

San Girolamo riscosso dall'angelo, 1715 circa (Belluno, collezione privata)
San Girolamo riscosso dall’angelo, 1715 circa (Belluno, collezione privata)

A palazzo Crepadona si ammira il grande talento di Brustolon intagliatore, in opere come portavasi, candelieri, reggilampade. Il legno, nelle sue tante possibilità espressive, spesso valorizzate dalla doratura o dalla tintura in ebano, si ritrova nel “Marco Aurelio a cavallo” del museo Correr, di Venezia e in sculture a soggetto religioso, come la “Madonna addolorata”, nei diversi esempi di “Cristo crocefisso” e nell’opera “Abramo e Isacco”, del museo Städel di Francoforte.

Il pathos e l’esuberanza delle linee barocche non sono l’unica cifra della scultura dell’artista bellunese che, secondo alcuni storiografi, ebbe occasione di conoscere a Roma le opere di Bernini. Studio dello spazio e del movimento, virtuosismo e perfezione tecnica, piaceranno non solo a chi predilige l’arte del Seicento italiano. In mostra un nucleo di lavori in terracotta e terracruda, alcuni dei quali inediti, completano il ritratto dell’autore, insieme al corpus di 70 disegni del museo civico di Belluno.

Gli itinerari

Belluno, Palazzo dei Rettori e gruppo Schiara (Foto: Francesco Sovilla)
Belluno, Palazzo dei Rettori e gruppo Schiara (Foto: Francesco Sovilla)

Le opere inamovibili di Brustolon sono occasione per proseguire l’itinerario di visita al di là di palazzo Crepadona e sono segnalate in una guida apposita, curata dalla provincia.

Chi resta a Belluno può far tappa al museo civico, che ha una saletta dedicata all’autore, per concludere con la chiesa di San Pietro, che custodisce le pale “Morte di San Francesco Saverio” e “Crocefissione”. A Feltre il museo diocesano propone un’ampia sezione che comprende diversi esempi di arte sacra, fra i quali l’Assunta del seminario; continua con bozzetti su carta e presenta dipinti che mettono a confronto lo stile di Brustolon con quello di artisti a lui contemporanei.

A Pieve di Zoldo la chiesa di San Floriano custodisce l’altare delle Anime, la prima opera documentata di Brustolon, del 1684. Per scoprire le altre opere realizzate da Brustolon si va a Mareson, Zoldo Alto, nella chiesa di San Valentino, e a Dosoledo, nella chiesa dei Santi Rocco e Osvaldo.

(11/6/09)

 

Andrea Brustolon

Sino al 12 luglio Belluno, palazzo Crepadona

Orario: da domenica a giovedì 9-18; venerdì e sabato 9-20

Per informazioni: www.brustolon.it; 800 904424

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