Lunedì 22 Luglio 2024 - Anno XXII

Il risveglio di Ariminum

Dalla riapertura della Domus del Chirurgo nel 2007, Rimini continua a valorizzare il suo volto antico. A giugno sarà completato l’allestimento di 40 nuove sale del Museo della Città. Tra mosaici e arredi rivivrà Ariminum, la colonia fondata dai romani nel III secolo a.C.

Particolare del mosaico Delle Vittorie, II secolo d. c., dallo scavo di Palazzo Gioia, Rimini, Museo della Città
Particolare del mosaico Delle Vittorie, II secolo d. c., dallo scavo di Palazzo Gioia, Rimini, Museo della Città

Si potrebbe dire, non solo spiagge e discoteche. Già da tempo ormai la riviera romagnola sta svelando e investendo sul suo patrimonio storico-culturale. In occasione di “Antico/Presente – Festival del Mondo Antico”, in programma a Rimini dal 25 al 27 giugno, sarà inaugurata la nuova ala archeologica del Museo della Città: 40 sale ripercorreranno il cammino dell’uomo nel territorio riminese dalla Preistoria al periodo Tardoantico.

Il percorso espositivo si snoderà nei sotterranei del Collegio dei Gesuiti, sede del museo cittadino. Un salto all’indietro nel tempo porterà alla luce le prime testimonianze della presenza dell’homo erectus sul colle di Covignano. Si prosegue verso l’età del bronzo con i corredi delle necropoli villanoviane. Interessante anche la raccolta dei preziosi reperti lasciati da Etruschi, Greci e Celti che tra il VI e il IV secolo a.C. hanno popolato la valle, per arrivare poi all’eredità romana. Nelle quaranta sale della nuova ala archeologica prenderà corpo la città di Ariminum, la colonia fondata nel 268 a.C. dai Romani nel progetto di occupazione della pianura padana.

Dai fasti romani al Medioevo

Allestimento in corso nella nuova ala archeologica del museo
Allestimento in corso nella nuova ala archeologica del museo

Dall’età repubblicana si passerà di sala in sala all’Ariminum imperiale, come colonia rifondata da Augusto, con i raffinati pavimenti musivi, gli arredi e le suppellettili, che evocano il tenore di vita nelle dimore tardo antiche all’apice del loro splendore, ma mostrano anche i segni della rapida decadenza, preludio dell’abbandono intorno alla metà del VI secolo, al tempo della guerra fra Goti e Bizantini che sigla il passaggio dalla romanità al medioevo.

Si chiude così la Sezione archeologica, che anticipa il segmento altomedievale, di futuro allestimento.

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Attorno all’evento inaugurale delle 40 sale del museo si sta intanto definendo il programma del Festival del Mondo antico, ricco d’appuntamenti, dibattiti, conferenze, convegni, proiezioni e laboratori. (13/04/10)

 

Per informazioni

http://antico.comune.rimini.it

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