Sabato 3 Dicembre 2022 - Anno XX
Venezia insolita, con i bambini

Venezia insolita, con i bambini

Far scoprire ai figli questo incredibile Paese delle Meraviglie (case, palazzi, ponti, canali, vaporetti, campielli e sestieri) simili a un Lego gigante sospeso sulle acque. Poi chiese, musei, arte e musica, anch’essi vissuti come utile gioco d’apprendimento

Venezia Piazza San Marco

Piazza San Marco

Che Venezia sia una città d’arte squisitamente unica è arcinoto, che l’arte a Venezia sia anche a misura di bambino, assai meno. Avevamo pensato a un fine settimana particolare, che ci portasse sia a San Marco sia sul Canal Grande con un occhio diverso, all’insegna dell’arte per i bambini secondo le stimolanti proposte che la città offre alle famiglie. Venezia ci ha accontentato e sorpreso oltremisura: siamo entrati nella Torre dell’Orologio e nei meandri della toponomastica veneziana, abbiamo suonato in un ensemble improvvisato visitando il Museo del Settecento, avvicinato i nostri figli all’immaginazione e alle tecniche dei grandi maestri della pittura e della scultura del Novecento. Ecco la cronaca di un fine settimana in laguna assai speciale, complici anche le particolari condizioni meteorologiche.

Gli occhi pieni di meraviglia

Venezia In canoa lungo i canali della città

In canoa lungo i canali della città

Eccoci arrivati, il treno s’arresta, usciamo dalla stazione ferroviaria di Santa Lucia e saliamo sul vaporetto della linea 1 diretti all’Accademia, dove lasceremo i bagagli nel nostro alloggio, una casa di ospitalità religiosa perfetta per budget e aspettative familiari: l’arrivo in laguna è memorabile, mezz’ora di navigazione lungo il Canal Grande che incanta i piccoli e anche i grandi, più incalliti viaggiatori. Venezia per i bambini è una Wunderkammer (stanza delle meraviglie) nel senso letterale del termine, piena di sorprese. Mentre scoprono quel mondo di magia evocato dal grande illustratore Stefan Zavrel (merita “Un sogno a Venezia”, Bohem Press Italia, 2001) noi osserviamo i loro occhi che si riempiono di meraviglia. Scendiamo all’Accademia per attraversare l’omonimo ponte e percorrere a piedi il breve tratto che ci separa da piazza San Marco, punto più basso della città lacustre e migliore termometro del livello delle acque. La straordinaria via d’acqua rimarrà per sempre impressa nel repertorio emotivo dei bambini, più ancora della spettacolarità della piazza, dove godiamo della vista e puntiamo alla Torre dell’Orologio.

 La Torre dell’Orologio

Venezia La Torre dell'Orologio

La Torre dell’Orologio

Siete mai entrati in un orologio? Interroga la guida che ci attende all’ingresso della torre dei Mori, una delle più originali costruzioni dell’architettura veneziana del primo Rinascimento (visitabile su prenotazione) inaugurata nel 1499. Racconta che nel 1493 la Serenissima decise di regalare alla piazza un orologio e chiamò a realizzarlo il migliore orologiaio del tempo, Zuan Carlo Raineri. La torre è quasi identica a com’era cinquecento anni fa – spiega – solo mancano la statua del doge Agostino Barbarico, che aveva commissionato l’edificio, abbattuta da Napoleone Bonaparte e nel quadrante dell’orologio i cinque pianeti che, prima della rivoluzione copernicana, si supponeva ruotassero intorno alla terra, sotto il passaggio a volta passa tuttora calle delle Mercerie, una delle più importanti vie commerciali della città che unisce piazza San Marco a Rialto. L’orologio del XV secolo era un’opera d’arte, di scienza, di ingegneria, assolutamente all’avanguardia e dava moltissime indicazioni astronomiche, prosegue la guida. Sapete che la torre è stata abitata dall’orologiaio e dalla sua famiglia fino al 1998? Doveva controllare il buon funzionamento della macchina, convivendo con il suo tremendo chiasso. Si visita piano per piano; iniziamo la salita dalla stanza dei pesi, che era il salotto della casa, poi saliamo agli ambienti che ospitavano la cucina e il bagno, sempre con vista sulla macchina dell’orologio, che è una replica del 1753 di Bartolomeo Ferracina, altro celebre orologiaio e ci terrà compagnia nel percorso. Il secondo piano corrisponde esternamente, dal lato della piazza, al quadrante dell’orologio in oro e smalto blu, il terzo alla nicchia con la statua della Vergine col Bambino (dalle porticine laterali, due volte all’anno allo scoccare di ogni ora, dalle otto di mattina alle otto di sera, si affacciano le statue raffiguranti i Re Magi che s’inchinano a onorare Maria e Gesù, preceduti dall’angelo che li annuncia); al quarto piano si trova il Leone di San Marco patrono della città e simbolo del suo potere politico.

Quella strana toponomastica 

Venezia-palazzi

Lo splendore degli antichi palazzi ricorda i quadri del Canaletto. In effetti anche chi non è mai stato a Venezia non la vede mai per la prima volta. Dai dipinti al cinema la città è da sempre stata un ottimo oggetto di rappresentazione

Il ponte di Rialto, campo San Giacometto (o San Giacomo di Rialto) dove si trova l’omonima chiesa e la statua del Gobbo di Rialto, la chiesa di San Giovanni Elemosinario, il mercato di Rialto, campo San Polo, Santa Maria Mater Domini fino al campo di San Giacomo dell’Orio, uno dei più scenografici di Venezia, dove sorge una delle chiese più antiche: seguiamo un percorso defilato nei sestieri di San Polo e di Santa Croce, dove i bambini veneziani (che a San Marco sono raramente) sono tanti: vanno a scuola, giocano per strada (anche) ai giochi di un tempo. Come si chiamano le vie, domanda la guida ai bambini. Calli, che deriva dallo spagnolo calles, calle larga se è grande. E le piazze? A parte piazza San Marco, tutti gli altri sono “campi” perché erano coperti di erba, con una vena d’acqua al centro e intorno una zona acquitrinosa. Campielli se sono campi piccoli. E i lungo canale? Fondamenta, incalza, e i canali? Rii, già canali sono solo quelli più grandi e importanti, tutti gli altri sono rii, rio al singolare. Stuzzica la curiosità dei bambini raccontando Venezia attraverso la sua particolare toponomastica. La città è divisa in sei fettone di torta, che sono i sestieri e osservando il numero civico 1340 domanda: indovinate perché i numeri delle case sono così alti? Non riguardano le singole vie ma interi sestieri; non è proprio facile orientarsi ma il postino va a colpo sicuro. E sapete come si entra in casa? Per ogni palazzo ci sono due ingressi: l’entrata d’acqua e l’entrata di terra. Venezia piace ai bambini, su e giù dai ponti, che sarebbero oltre quattrocento, calli e campielli per correre senza inibizioni, né puzza di carburante né rumore né pericolo di essere investiti dalle auto, l’acqua sempre prossima.

Dalla terrazza dei Mori, lo splendore della città

Venezia I Mori bronzei che suonano le ore

I Mori bronzei che suonano le ore

Al quinto piano l’emozionante terrazza dei Mori, con la vista spettacolare della piazza, dominata dai bronzei (da ciò il nome Mori) giganti alti due metri e sessanta, il giovane e il vecchio barbuto, che non suonano mai le ore insieme e mai all’ora esatta, quello di destra due minuti prima, quello di sinistra due dopo, l’uno volto al passato, l’altro al futuro. Altra curiosità? Da qui Venezia non pare una città d’acqua, a parte la laguna che la cinge: il tessuto abitativo fitto, con le case alte addossate le une alle altre, non lascia intravedere le vie d’acqua che la solcano. Ridiscesi a terra, ci accorgiamo però che l’acqua, a Venezia, c’è eccome: in appena un’ora, il suo livello è salito tanto che i passanti hanno le caviglie a mollo, oppure attraversano la piazza sulle apposite passerelle: i bambini sono molto colpiti e domandano un po’ allarmati “allora è vero che Venezia sta affondando?”

Gondola democratica

Venezia gondolaGià, l’acqua. I bambini sono incuriositi dalle gondole e dal nostro arrivo non hanno mai cessato di domandare: quando saliamo? Hanno ascoltato la guida raccontare che sono lunghe e strette perché i rii sono stretti, misurano undici metri e mezzo e non ci si sale in più di sei persone: che una volta erano colorate e ogni colore caratterizzava una casata, ma intorno al XIV secolo hanno assunto il nero come unica tonalità; ora non sentono ragioni, vogliono montare a bordo. Lo sapevate che si può salire in gondola a basso costo, che ci sono gondole che fanno servizio di traghetto spostando le persone da una sponda all’altra del Canal Grande? Anche per chi non volesse investire una discreta somma, è possibile accontentare i bambini, pure se per pochi minuti: noi saliamo in gondola a San Tomà e in un breve ma intenso percorso siamo sulla riva opposta del Canal Grande e, visto che i piccoli già si lamentano della breve durata del tragitto, lo rifacciamo in senso inverso, con tanto di fotografie di rito. Ci sono gondole-traghetto anche in altri punti della città, come per esempio da Santa Maria della Salute all’altra sponda del canale in prossimità di Santa Maria del Giglio, a cinque minuti da piazza San Marco. Per cinquanta centesimi ci si toglie lo sfizio.

Arte e (musica) in famiglia

Venezia La casa-museo di Carlo Goldoni

La casa-museo di Carlo Goldoni

A Ca’ Rezzonico la proposta didattica “Famiglie al Museo” (a cura dei Musei Civici Veneziani) riguarda l’arte in una stimolante combinazione di musica e arte figurativa, offrendo scorci suggestivi di un museo “difficile” per i piccoli: ai poteri magici della musica introduce dapprima il “concertino al museo” dove si viene guidati a improvvisare un ensemble di bimbi e genitori con strumenti a percussione e qualche piccolo, semplice cordofono. Stuzzicati dai suoni che producono, i bambini si avventurano nella storia degli strumenti musicali raffigurati in alcune delle numerose opere che li ritraggono nelle sale del Museo del Settecento e della Pinacoteca Egidio Martini. Gioco e animazione anche a Palazzo Ducale, a Ca’ Pesaro, al Museo di Storia Naturale, a Palazzo Mocenigo, al Museo Correr, alla Casa di Carlo Goldoni, alla Galleria Internazionale d’Arte Moderna: sul sito www.museiciviciveneziani.it si prenotano le collaudate iniziative didattiche di “Famiglie al Museo”. Assai intriganti sono anche le proposte per i bambini della Collezione Peggy Guggenheim, il più importante museo di arte moderna in Italia, particolarmente accogliente per le famiglie per la sua dimensione intima di casa-museo, già dimora della mecenate americana Peggy Guggenheim, con il giardino delle sculture dallo straordinario affaccio sul Canal Grande. Ai piccoli viene offerta la possibilità di sperimentare specifiche tematiche riguardanti una tecnica o un movimento artistico e i relativi stili e materiali, con una breve visita alla collezione e, collegata, un’attività di laboratorio che lascia gli adulti liberi di apprezzare la collezione in tranquillità. Nonostante alcuni pregiudizi duri a morire, l’arte moderna (e contemporanea) risulta molto immediata per i bambini, spesso di più difficile comprensione per gli adulti; confronto assai stimolante.

L’acqua “granda”

Venezia In piazza San Marco con il maltempo

In piazza San Marco con il maltempo

Per la nostra visita in città, non a caso avevamo scelto novembre, il mese (probabilmente) meno affollato nella città d’arte, ma ecco che poco prima di partire l’amica Giovanna, appassionata conoscitrice di Venezia che già si trovava in città, ci aveva allertato: raffiche gelide di bufera oggi in laguna, siete sicuri di volerci portare i bambini? Perplessità ne abbiamo avute, ma abbiamo deciso di rischiare, attrezzati come per andare in montagna, e siamo stati premiati, per un pelo (d’acqua), però: due giorni validi, non troppo freddi e nemmeno molto piovosi. Ripartiti la domenica pomeriggio, i bambini completamente sedotti, prima ancora di apprenderlo dai giornali il lunedì, scopriamo da Giovanna che a Venezia è allarme acqua alta, che la città è paralizzata, che sono tutti barricati in casa con il livello che raggiunge il picco massimo di un metro e cinquantasei centimetri, in mente l’incubo dell’alluvione del 1966. L’“acqua granda” a Venezia arriva regolarmente, ma questa è la quarta più alta dell’ultimo secolo e ha allagato il novantacinque per cento della città. L’abbiamo scampata bella, per poco non siamo rimasti bloccati anche noi. I bambini ascoltano le notizie a bocca aperta, l’avventura vissuta è stata davvero straordinaria.

Informazioni utili

APT – www.turismovenezia.it

Associazione Amici dei musei e monumenti Veneziani – tel. 041/2440010, www.amicideimuseivenezia.it: visite guidate a musei, collezioni, mostre temporanee, chiese, palazzi privati.

Da leggere – I bambini alla scoperta di Venezia”, eccellente guida illustrata della consolidata collana di Palombi Editori, con giochi e intriganti spiegazioni che hanno per protagonisti i ragazzini.

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