Giovedì 22 Febbraio 2024 - Anno XXII

Il turismo va in buca, ma galleggia

Il Consiglio dei Ministri ha approvato le norme in materia portuale proposte dall’on. Michela Brambilla. Varato anche il disegno di legge per incentivare il turismo attraverso il gioco del golf

Il turismo va in buca, ma galleggia

Via libera al disegno di legge sul turismo sportivo proposto dal Ministro del Turismo Michela Brambilla. Il Consiglio dei Ministri ha approvato il provvedimento che introduce misure per incentivare questo particolare segmento “tramite la diffusione del gioco del golf e la realizzazione di impianti golfistici”. Sintetizzando, il governo punta a far diventare l’Italia una meta del turismo sul green come la Spagna o il Marocco, per attrarre un tipo di turista che secondo i dati dell’Osservatorio nazionale per il turismo ha un’età tra i 45 e i 65 anni, spende molto (circa 90 euro al giorno) e muove in Europa un giro d’affari attorno ai 50 miliardi di euro.

Più sviluppo per il golf

Il ministro Brambilla in una foto recente
Il ministro Brambilla in una foto recente

Stando ai 4 articoli del ddl spetta alle Regioni individuare “procedure acceleratorie e di semplificazione amministrativa” per permettere ai privati – che realizzano impianti da golf rispettosi delle norme di tutela ambientale, culturale e paesaggistica – di costruire strutture di ricezione turistica. Lo Stato concede, inoltre, alcune semplificazioni amministrative per realizzare questi interventi (solo per i campi da golf) nelle aree naturali protette, se è favorevole il parere dell’ente parco nazionale o dell’ente che gestisce le aree marine protette.

Il disegno di legge, ha spiegato il ministro Brambilla, interviene in un settore sprovvisto di regolamentazione. Del resto, ha aggiunto il ministro, il golf in Italia non ha raggiunto un adeguato livello di sviluppo comparabile a quello di altri Paesi, complice il fatto che nel nostro Paese il golf è legato più a una logica sportiva, molto meno a quella turistica. In Francia il giro d’affari del settore è di un miliardo e mezzo di euro e il turismo legato a buche e palline genera un volume d’affari quasi 4 volte superiore a quello italiano.

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Via libera ai pontili per imbarcazioni e natanti

Il turismo va in buca, ma galleggia

Il piano di rilancio del turismo avviato dal Governo passa anche per il settore portuale. Il Consiglio dei Ministri ha approvato oggi anche il disegno di legge di riforma della legislazione in materia portuale. Il documento presenta due norme introdotte dal ministro Brambilla: il Piano regolatore portuale valuta la possibilità di destinare ad approdi turistici “strutture o ambiti idonei” nell’area portuale, che risultino sottoutilizzati o non utilizzabili per funzioni di prevalente interesse pubblico. La seconda norma riguarda i punti d’ormeggio rimovibili per le piccole imbarcazioni e i natanti da diporto, cioè gli impianti di ancoraggio e di collegamento con la terraferma e i cosiddetti “pontili galleggianti”. Chi è già titolare di concessioni demaniali marittime, anche in via provvisoria, non avrà più bisogno di chiedere altri permessi per realizzare nell’area concessa queste strutture  a carattere stagionale. Resta fermo il rispetto della disciplina paesaggistica e ambientale presupposto per il rilascio delle concessioni demaniali. (16/04/10)

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