Lunedì 22 Luglio 2024 - Anno XXII

Belluno, Venezia e Chioggia: “Etilometrica” gita veneta

Prosecco, Spritz e Grappa. In Veneto il bicchiere chiede di essere sempre riempito. Occhio però all’etilometro, “nemico” inflessibile del bere in compagnia

Nascita dello Spritz

Aperitivo con lo Spritz
Aperitivo con lo Spritz

Un tempo, nei Bàcari veneziani (le mitiche osterie ammannenti i ‘cichèti’, piattini e assaggi tipici, cugini se non fratelli delle ‘tapas’ spagnole) a chi chiedeva uno Spritz veniva posto un bicchiere contenente due terzi di Bianco, un terzo di seltz e una scorzetta di limone. Si è poi passati a insaporirlo con alcune gocce di Aperol (aperitivo assai poco alcolico fatto a Padova) dopodiché si è passati al Bitter Campari con un dosaggio aumentante in rapporto direttamente proporzionale al crescente costo (uno Spritz oggidì costa da 2 euro in su, sicché il nostalgico scoprirà che si parla di 4000 lire, mah).

Un bicchiere di Prosecco
Un bicchiere di Prosecco

Alla vigilia di una intrigante non meno che lunga trasferta in Messico ed Ecuador, che mi vedrà affrontare impegnativi distillati (superalcolici) quali il Tequila (nome ispiratore della nota Margarita) e il Pisco (nasce dall’uva e solitamente si beve Sour, con il limone; ma se si parla di sud America il frutto è la Limetta, in spagnolo Lima, in inglese Lime) ho pensato conveniente andare ad allenarmi nel Veneto, per raggiungere la giusta forma fisico-etilica. E questo non tanto in relazione al contenuto alcolico del bere, quanto per l’ottenimento dei giusti ritmi nel tracannare – leggasi quella cadenza e continuità che nel ciclismo contraddistingue i cosiddetti ‘passisti’ – implacabili macinatori di chilometri. Perché se è vero che nella regione veneta si combatte la sete con liquidi di gradazione inferiore (Prosecco e Spritz non superano gli 11° e solo una massiccia dose di Campari nella seconda bevanda può farla salire di qualche grado) a quella dei due citati, inebrianti liquori nazionali centro-sudamericani, è altrettanto notorio che i veneti sono (vedi sopra, l’esempio ciclistico) grandi ‘passisti’ del bicchiere.

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Spritz e altro a Malamocco

Malamocco
Malamocco

Chiudo col Prosecco, non per disaffezione ma per lasciar posto allo Spritz, perché nelle more mi sono trasferito al Lido di Venezia, a mio modesto parere il più bel posto balneare del mondo per i seguenti motivi: lunghissime spiagge rese belle dalla bassissima presenza umana – in agosto gli indigeni vanno in montagna sulle Dolomiti – una incredibile, fantastica città monumento universale a 10 minuti di un ahimè carissimo vaporino ma le cose belle si pagano; alcuni Bacari che tuttora a Venezia stanno scomparendo vittime di bar eruttanti pizze e insalatone – ti propongono, Spritz, Ombre e Cichèti, su tutti quello di Malamocco.

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