Giovedì 13 Giugno 2024 - Anno XXII

La Rosa Alpina di San Cassiano

Soggiorno nell’albergo fiore all’occhiello della famiglia Pizzinini, quasi un’istituzione a San Cassiano, paesino altoatesino “cuore” delle Dolomiti. Una storia iniziata sul Rio Gadera per produrre energia elettrica e che continua oggi su comode “chaise longues” per rilassarsi alla luce di una candela

La Rosa Alpina di San Cassiano

Il Rosa Alpina Hotel & Spa della famiglia Pizzinini si trova nel paesino San Cassiano (1537 metri sul livello del mare) nella provincia autonoma di Bolzano. Il paese è una frazione del comune di Badia, conta 750 abitanti e fa parte del comprensorio turistico dell’Alta Badia, il “cuore” delle Dolomiti. L’hotel si affaccia sulla via principale del paese, un’oasi priva di traffico grazie alla realizzazione di una circonvallazione. Di fronte, una chiesetta del Seicento con degli affreschi sulla facciata. Intorno, dei negozi con prodotti locali, come speck e strudel. Il Rosa Alpina ha otto Châlet Loft Suites, nove Suites, nove Junior Suites, 22 camere doppie De Luxe, tre camere singole De Luxe, una Penthouse Suite. Ci sono poi una piscina coperta, sauna turca e finlandese, whirlpool, palestra e una Spa con dieci cabine per trattamenti.

Una storia di famiglia “elettrizzante”

La Rosa Alpina di San Cassiano

A San Cassiano, la famiglia Pizzinini è quasi un’istituzione. Già a partire dal 1927, il patriarca Mariangelo ha iniziato a produrre energia elettrica sul Rio Gadera, un piccolo torrente che sfocia sotto i pendii delle Dolomiti. Questo non perché fosse rilevante da un punto di vista economico, ma per l’esigenza di fornire al paese l’illuminazione delle strade e delle case dei residenti. Erano appena 18 KW, quanto serve oggi per soli quattro appartamenti. Quando poi i contadini iniziarono ad avere i primi macchinari elettrici, l’energia prodotta iniziò a scarseggiare. E all’arrivo dei primi turisti non bastò più. Fu così che nel 1959 Mariangelo Pizzinini decise di costruire una centrale idroelettrica più grande, con una resa di 100 KW. Nel 1960, con l’apertura del primo impianto di risalita, finalmente anche l’ENEL arrivò a fornire energia elettrica. Paolo Pizzinini, seguendo le orme di papà Mariangelo, decise di costruire un’ulteriore centrale elettrica per avere abbastanza elettricità per l’Hotel Rosa Alpina. Nacque così nel 1980 una centrale con una produzione di 420 KW. Ma dopo poco tempo tornò la “fame” di energia. Ecco quindi che arriva l’attuale “Implant Idroeletric Gadera”, con la dismissione dei due impianti del 1959 e del 1980, inaugurato nel 2008. Produce a pieno regime 1.800 KW, l’equivalente di 450 appartamenti.

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(21/03/2012)

 

Info: www.rosalpina.it

Cenetta tête-à-tête al St. Hubertus

La Rosa Alpina di San Cassiano

Da provare, il Ristorante St. Hubertus. È nato nel 1996 e deve il suo nome al santo protettore dei cacciatori. Una piccola parte della pizzeria allora esistente fu dedicata alla cucina di Norbert Niederkofler. L’obiettivo era far entrare il Rosa Alpina nell’elenco “Relais & Châteaux”: serviva quindi un ristorante importante. Gli ospiti, poi, diventavano sempre più esigenti. Nel 2000 arriva la prima stella Michelin. Il successo del St. Hubertus porta nel 2001 all’eliminazione della pizzeria e alla ristrutturazione del locale. La posizione dei tavoli è confortevole, con uno spazio generoso tra l’uno e l’altro. In sala si trovano solamente nove tavoli, il “tavolo dello chef” è in una saletta privata con una finestra verso la cucina. Infine c’è un tavolo più appartato vicino al camino. Per quanto riguarda la SPA, è stata aperta nel 1989. Nelle “care suites”, a lume di candela, comode chaise longues, fatte di piume d’oca: il comfort più totale durante trattamenti viso, manicure o pedicure. In ogni suite, la musica in funzione anti-stress.

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