Venerdì 13 Marzo 2026 - Anno XXIV

Andalusia, magie bianche

Vasta regione quella andalusa: praticamente, una piccola Spagna. Alla quale non manca nulla per piacere e talvolta entusiasmare il visitatore. Dai paesaggi, alle città e paesi ‘bianchi’ di calce, alle bellezze degli storici monumenti, alla cucina

Artigianati e leccornie dei ‘Pueblos’: valgono il viaggio

Grazelama
Grazelama

 

A mezza costa Grazalema si fa ammirare in un trionfo di fiori e verde vegetazione (e shopping di coperte e tessuti di lana), a Algodonales i liutai espongono Guitarras de Artesania, mentre la lavorazione del cuoio a Ubrique attira non solo ippofili (oltre ad accurati i finimenti per i cavalli, borse, scarpe, stivali) e aficionados taurini in quanto terra natale del bel Jesulìn, unico matador ad aver organizzato una corrida per sole mujeres. Tanti, quindi, i piaceri e le esigenze soddisfatte dai Pueblos Blancos. Mentre l’ecologo affronta montagne alla ricerca della Cabra Montès e del Pinsapo – una rara conifera, sottospecie dell’abete – chi privilegia il folclore segue i riti religiosi della Semana Santa e del Corpus Domini nei villaggi della Serrania (a Igualeja, Passione del Venerdì Santo) e i remakes delle lotte tra Moros y Cristianos (a Benadalid e Banalaurìa). E i predestinati al girone dei golosi assaggeranno i Pestiños di Alcalà de los Gazules (di chiara origine arabo-ebraica: farina, miele, sesamo, zenzero, noce moscata, anice, garofano, limone, vino, olio d’oliva), i Damascos di Bornos, gli Amarguillos e i Cubiletes di Grazalema, i Suspiros di Benaocaz. Ce n’è per tutti i gusti – e non solo del palato – nei Pueblos Blancos de Andalucia.

(16/08/2013)

I Pueblos, tutti diversi, ma tutti bianchi!

Andalusia, magie bianche

Caposaldi militari in posizione strategica cui si aggiunse un centro abitato, o semplici villaggi de la frontera, costante comune dei Pueblos Blancos è l’accecante candore della calce. L’assetto urbano e le caratteristiche delle costruzioni ricordano l’influenza musulmana: una calle principale, con case dalle finestre decorate da cancellate sporgenti-rejas, sulla quale confluiscono stradine tortuose talvolta incrociate da archi. Essendo tanti e sparsi non esiste un itinerario definito per visitare i Pueblos Blancos in un su e giù di strade nelle sierras (piccoli gruppi montagnosi) tra il Mediterraneo e la pianura del Guadalquivir. Dipende dalla curiosità del visitatore. Esiste comunque, suggerita dal Legado Andalusì la Ruta de los Almoràvides y Almohades, via di comunicazione da Marrakesh a Granada impiegata per la protezione dei deboli regni di Taifa dalle incursioni cristiane. In Andalusia tutte le strade sono buone e praticabili, anche quelle secondarie. Un motivo in più per girare liberamente alla conoscenza del Pueblo Blanco che più ispira, talvolta solo per il nome o per caratteristiche e dati storici che lo rendono importante. Vicino a Ronda, Setenil incuriosisce per quella fetta di paese costruita sotto una roccia lungo il greto di un torrente. Ben visibili da lontano, Arcos de la Frontera e Olvera impressionano per l’arcigna posizione strategica, su Zahara de la Sierra domina un castello teatro di eventi memorabili.

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