Mercoledì 25 Novembre 2020 - Anno XVIII
Un lungo pellegrinaggio dall’Islanda all’Italia

Un lungo pellegrinaggio dall’Islanda all’Italia

Sulle orme dell’abate medievale Nikulas Bergsson dell’Abbazia di Munkapthvera, in Islanda. In cammino per circa 3600 chilometri, in 143 giorni, dall’Islanda e poi in nave fino alla Norvegia, per proseguire verso Danimarca, Germania, Francia, Svizzera, fino all’Ospizio del Gran San Bernardo dove si entra in Italia sulla Via Francigena, per raggiungere la meta finale: Roma. Quasi cinque mesi di marcia in solitaria, lunghi silenzi e riflessioni. Ecco un brano da “Il cammino ritrovato”, Edizioni Il Campano

Cammino

Mettersi in cammino è un dono per tutti”. Penso che questa frase, trovata tempo fa leggendo un libro sul cammino più famoso, quello di Santiago, sia ciò che meglio sintetizza lo spirito con il quale ho deciso di provare a raccontare la mia esperienza sul cammino di Nikulas. Molte persone, durante la preparazione del viaggio, mi hanno chiesto per quale motivo volessi ripetere un così lungo cammino e tanti altri mi hanno domandato dove avessi trovato tutto il tempo necessario per realizzarlo (l’ultima persona, sulla cima di una montagna, mi ha detto che, forse, ero un fortunato pensionato!). […]
Per tanti anni sono andato per montagne da solo, il modo migliore per misurarsi con se stessi e per conoscere gli ambienti nel totale silenzio, misurandoli solo con il proprio passo, ma la mia ambizione, e il mio carattere erano orientati a coinvolgere altri (anche se, con questo ideale, tante volte si corre il rischio di sbattere la faccia). Camminare in solitaria era ed è molto bello ma lo è altrettanto poter trasmettere le emozioni e cercare di avvicinare anche altri a simili esperienze. Così ho deciso di realizzare il mio sogno da sempre, fare il corso per guida ambientale escursionistica; una bella esperienza, molto formativa, che avrebbe completato le mie competenze così da mettermi in grado di costruire programmi per accompagnare altri negli ambienti naturali. Un percorso di studi e stages durato più di un anno al termine del quale ho dovuto sostenere un esame. Tra le materie c’era la progettazione di un programma escursionistico di più giorni.
Decisi, in collaborazione con una collega esperta medievalista, Cheti, di descrivere un cammino organizzato sulla via Francigena e, studiando su alcuni testi scoprii l’incredibile esperienza fatta dall’Abate Nikulas Bergsson nel Medioevo. Per anni avevo pensato a mettermi in viaggio con il mio zaino e camminare per molti mesi e da tanto sognavo di conoscere i Paesi del Nord Europa dai quali ero sempre stato affascinato. Ritengo che camminare sia il modo migliore per conoscere il mondo. […]

Cammino

“Il cammino ritrovato” di Nino Guidi, Edizioni Il Campano. Pag. 224, euro 15.00

Pensare a tutto ciò e immaginare, contemporaneamente, di realizzare il programma del cammino islandese, andando a riscoprire l’antico tracciato, per la prima volta dopo 860 anni (i documenti ufficiali a noi pervenuti non attestavano altre esperienze simili dall’Islanda), mi trasmetteva una grande felicità ed emozione. Sembrava che nessuno, dal 1154, avesse più ripercorso tale itinerario e c’era, quindi, da ricercarlo, ricostruirlo su un territorio modificato da anni di interventi naturali e umani, e prendere appunti perchè potesse diventare di tutti. L‘idea di attraversare un bel pezzo dell’Europa e della sua storia al ritmo lento dei passi era veramente entusiasmante, non solo, ma arrivava nel momento in cui si stavano aprendo molte porte e diverse situazioni potevano essere interpretate positivamente. […]
L’organizzazione del programma nei mesi che mi avrebbero visto in cammino dall’Islanda a Roma aveva reso necessario stabilire alcuni punti fermi: la data di partenza, vincolata all’inizio della stagione estiva nel nord Europa, quando alle quote dove avremmo camminato la neve sarebbe scomparsa, quando le scuole sarebbero state chiuse ma ancora le famiglie e i turisti stranieri non si sarebbero mossi in grande numero ad affollare le poche strutture ricettive e quando la maggior parte delle piste dalla metà di giugno sarebbero state riaperte agli automobilisti.
La partenza era legata anche al periodo di transito sul Passo del Gran S. Bernardo che, dal mese di settembre, diventava a rischio chiusura per le probabili nevicate (sia il Passo che l’Ospizio dei Cappuccini, dove avremmo alloggiato) e alla data di arrivo a Roma, che non era auspicabile cadesse nel mese di dicembre (buone probabiilità di trovare neve nel passaggio sull’Appennino emiliano), quando le giornate diventano particolarmente corte.

Cammino

[…] per il tipo di spostamenti che intendiamo fare sull’isola (l’Islanda ndr), l’auto sarebbe stata il mezzo che ci garantiva la maggiore autonomia rispetto al tempo a nostra disposizione e alle corriere che obbligano, comunque, ad una certa rigidità di trasferimenti e orari.
Ritirata la nostra simpatica utilitaria, finalmente partiamo: obbiettivo la parte centro-meridionale dell’isola che, come tutto il sud, è maggiormente frequentata dai turisti. Infatti, in queste zone sono concentrati i luoghi di maggior attrattiva (la zona dei Geyser, le splendide cascate Gulfoss, i ghiacciai che possono essere osservati da  molto vicino, le aree termali di acqua sulfurea come la famosa Laguna Blu, ecc.). Vi posso assicurare che gli elementi di fascino sono assai di più e, spesso, le innumerevoli foto che siamo spinti a scattare non rendono completamente l’idea delle emozioni che si hanno nel vedere la natura che qua si manifesta in modo  prorompente ed in tutte le sue forme. In realtà, ogni parte dell’isola è estremamente interessante; è difficile stabilire quale sia la zona più selvaggia, perchè a parte alcuni insediamenti distribuiti prevalentemente lungo le coste sud ed est dove il clima e la conformazione costiera favoriscono le attività agricole, l’allevamento e il turismo, nel resto del territorio la densità abitativa è decisamente bassa. Come verificheremo durante la nostra permanenza, l’Islanda è una terra ricca di forti contrasti, una scoperta continua; la sua particolare posizione, vicina al circolo polare artico (300 chilometri dalla Groenlandia), la sua struttura geologica costituita dall’emersione in tempi neppure troppo antichi della dorsale mediooceanica  che la  pone a cavallo delle due placche continentali (quella nordamericana e quella euroasiatica), la presenza in superficie di punti caldi che sviluppano  fenomeni geotermici evidenti, la continua attività vulcanica e la presenza di ghiacciai dalle dimensioni considerevoli (il Vatnajokull è il più grande d’Europa) la rendono come un grande terreno in continuo mutamento. Questa sua variabilità si percepisce attraversandola, e le sue manifestazioni naturali più spettacolari, come i Geyser, il movimento dei blocchi di ghiaccio distaccatisi dalle crepacciate terminali o le fantastiche e numerose cascate danno l’impressione che da un momento all’altro possa accadere qualcosa di imprevedibile che potrebbe evocare la fine del mondo e non a caso, un tempo, questo paese era considerato la porta degli inferi. Come vedete sono molti i superlativi necessari per descrivere questo incredibile mondo emerso ma non sono sufficenti e adeguati per renderne fino in fondo l’immagine; solo visitandola, anche  da turisti, ma sicuramente camminandoci, si può comprenderla totalmente…

 (21/02/2014)

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