Lunedì 6 Febbraio 2023 - Anno XX
Loira, tra Castelli e Strade del Vino

Loira, tra Castelli e Strade del Vino

Sarebbero infinite le località e i monumenti da ‘ricordare’, visitando e descrivendo la Valle della Loira. Non tutto è paesaggio e pietra, comunque. La zona è ricca anche di attività umane, prodotti della terra, vigne e vini famosi

Loira Saloni ancora

Saloni ancora “vivi” che trasudano arte, storia e la vita quotidiana di un tempo

Visitare la Loira con i suoi fiabeschi e armoniosi paesaggi, intrisi di storia e di natura, significa anche conoscere i suoi vini e i suoi formaggi: una festa per il palato, da vivere in cantine trogloditiche ricavate nel tufo o nei ristoranti e bar-à-vin dei borghi storici. Magari soggiornando in camere d’epoca in un castello privato. Dall’Atlantico ai monti dell’Auvergne, la gamma di etichette del territorio attraversato dalla Loira – Chinon, Cheverny, Sancerre per citarne alcune – origina per la maggior parte da singoli vitigni, da cui deriva una straordinaria originalità di sapori, da scoprire in 320 case vinicole lungo oltre 1000 chilometri di Strade del Vino. Degustare le specialità gastronomiche ed enologiche della Valle della Loira, non preclude la visita di alcuni dei più famosi Castelli della regione.

Loira: i molti ‘primati’ del Castello di Chambord

Loira Castello di Chambord

Castello di Chambord

Emblema del Rinascimento francese nel mondo, Chambord è il più grande castello della Loira, con il  più vasto parco recintato d’Europa: 5440 ettari (la superficie di Parigi ‘intramuros’). Negli 800 ettari accessibili al pubblico, si può visitare l’ex riserva faunistica di Francesco I, passeggiare a piedi, a cavallo o in barca, assistere a spettacoli equestri. Dalle terrazze sul tetto di Chambord si apprezza al meglio la simbiosi di gotico fiammeggiante  e rinascimento italiano rivisitato dagli artigiani francesi. Francesco I vi trascorse solo pochi giorni in 32 anni di regno e non vide mai terminato il suo ambizioso monumento:  alto 56 metri con 426 stanze, 282 camini e 77 scale, un colosso dell’architettura. Grazia ed equilibrio sono tuttavia conservate nella sintesi tra strutture medievali (il maschio con le quattro torri e la cinta muraria) e la pianta rinascimentale arricchita da numerose torrette. L’influenza italiana è evidente in logge, pilastri e modanature orizzontali sulle facciate, ma soprattutto nella scala a doppia elica, cuore del maniero, disegnata da Leonardo da Vinci in modo che chi sale non possa incontrare chi scende. Su di essa poggia la torre lanterna recante il giglio di Francia, e da essa si dipartono, ad ognuno dei tre piani, quattro saloni formanti una croce da cui si accede agli appartamenti storici. Ovunque ricorre la salamandra, simbolo di Francesco I. Dal Seicento i reali di Francia non frequentarono più la Loira, ma Chambord ospitò spesso il Re Sole, amante della caccia, talvolta accompagnato dalla compagnia teatrale di Molière. Le stanze dell’epoca subirono riduzioni volumetriche mediante creazione di alcove e soffitti abbassati, per riscaldarle meglio. Il secondo piano è dedicato all’arte venatoria e nella  sala delle carrozze si ammirano vetture decorate dalla prestigiosa casa di Hermes nel 1871.

Nel celeberrimo “Castello delle Dame”

Loira Chenonceau sul fiume Cher

Chenonceau sul fiume Cher

A cavallo del fiume Cher, affluente della Loira, sorge il Castello di Chenonceau, il conteso ‘Castello delle Dame’, il più visitato castello di Francia dopo Versailles, costruito nel XVI secolo sotto Francesco I sui piloni dell’antico mulino fortificato (sole vestigia, con il mastio, del precedente castello medievale). Chenonceau è considerato il capolavoro del Rinascimento francese e vanta una delle prime scale dritte a rampa su modello italiano, ma anche una pregiata collezione di arazzi fiamminghi, tra caminetti e arredi italiani. Ovunque ricorrono le ‘C’ intrecciate di Caterina de’ Medici, consorte di Enrico II, che spartì il castello con la favorita del re, Diane de Poitiers alla quale egli lo donò. Caterina alla morte del re se lo fece restituire, donandole in cambio il castello di Chaumont, e aggiunse sul ponte una magnifica galleria di 60 metri. Alle due Dame sono intitolati i due giardini ornamentali. Da vedere le loro stanze, ma anche quella ‘delle Cinque Regine’ (le figlie e nuore di Caterina stessa) la camera dai colori funebri di Luisa di Lorena (una delle nuore) dove alla morte del marito re Enrico III ella si ritirò in lutto, tra piume, lacrime d’argento e corone di spine che adornano le pareti. Nello studio di Caterina, da cui resse la Francia quando ereditò il trono, si trovano quadri di Tintoretto, Veronese, Correggio, Van Dyck. Le cucine perfettamente attrezzate sono poste nei piloni del ponte, mentre nella tenuta sono da vedere la bella fattoria e il tipico labirinto di siepi all’italiana.

Un Castello per ospiti famosi

Loira Castello di Chamount

Castello di Chamount

È quello di Chaumont.  Eleganza e giardini in stile paesaggistico inglese (dove non manca un cimitero dei cani) contraddistinguono Chaumont, che, tipicamente, da fortezza divenne gradualmente residenza signorile, coniugando architettura difensiva gotica e architettura residenziale del Rinascimento. Dal ‘500 i motivi gotici trilobati cedettero il passo a motivi fogliati e arabeschi su scalinate e colonne. Caterina de’ Medici lo acquistò come tenuta di caccia e utile tappa nel tragitto tra Amboise e Blois, conferendogli l’aspetto odierno, a cui si aggiunse nel Settecento  l’ampio belvedere sulla Loira. Divenuta reggente alla morte del marito, Caterina pretese dalla ex-rivale Diane de Poitiers la restituzione del castello di Chenonceau in cambio di Chaumont. Chaumont si inserì nel fermento intellettuale del tempo, ispirando Balzac, Vigny, Proust, Rodin; vi soggiornarono Nostradamus (astrologo di Caterina), Benjamin Franklin, Madame de Stael, oltre a numerosi sovrani europei e orientali durante la Belle Epoque, ospiti dei principi de Broglie, che vi tenevano famosi ricevimenti. Allo scopo arricchirono la tenuta di moderne scuderie, considerate le più lussuose d’Europa, con finimenti di Hermes nelle sellerie. Ancora oggi Chaumont coniuga arte e natura con installazioni di artisti contemporanei nello splendido parco secolare e con il Festival Internazionale dei Giardini.

Valencay e Villandry. Castelli con un ‘tocco’ di Spagna

Loira Il parco di Valencay

Il parco di Valencay

Il castello di Valencay (XVI secolo) vale una visita per le sue grandi collezioni di mobili e oggetti d’arte, che testimoniano l’avvicendarsi di vari regimi e relativi stili francesi, dal Rinascimento allo stile Impero; Valencay visse dei fasti imperiali quando il Bonaparte lo affidò al suo ministro degli esteri Talleyrand per ricevervi degnamente i funzionari stranieri. Il raffinato diplomatico e grande intrattenitore dell’Ancien Regime, che contribuì all’ascesa di Napoleone e poi alla restaurazione dei Borboni, vi fece soggiornare anche Madame de Stael e il re di Spagna Ferdinando, prigioniero di Napoleone. Per intrattenere questi, Talleyrand fece costruire un teatro in stile barocco, unico esempio nella Loira. Il vasto parco cela antiche cave di tufo e il più grande labirinto francese.
Molto piacevoli da visitare sono i giardini rinascimentali del castello di Villandry, ricostituiti secondo i modelli originali dallo spagnolo Joachim Carvallo che acquistò il castello nel 1906, sono una festa per gli occhi ed attirano folle di ammiratori. Su diversi livelli si distribuiscono disegni geometrici ornamentali dai significati simbolici e ottenuti con diversi ortaggi, il tradizionale labirinto, il giardino acquatico con le sue vasche, e il Jardin du Soleil che gioca su tutte le tonalità del blu e del giallo. (2-fine)

Info: www.rendezvousenfrance.com/it

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