Venerdì 2 Dicembre 2022 - Anno XX
Roma, Palazzo Barberini riapre le porte ai turisti

Roma, Palazzo Barberini riapre le porte ai turisti

Franceschini e Pinotti pongono la firma per la restituzione Il 29 gennaio si è chiusa una lunga storia, un contenzioso inenarrabile, cominciata nel 1949, appena qualche anno dopo l’avvento della Repubblica. Un protocollo d'intesa siglato dai ministri di Beni culturali e Difesa, Dario Franceschini e Roberta Pinotti, restituisce infatti al […]

Franceschini e Pinotti pongono la firma per la restituzione
Franceschini e Pinotti pongono la firma per la restituzione

Il 29 gennaio si è chiusa una lunga storia, un contenzioso inenarrabile, cominciata nel 1949, appena qualche anno dopo l’avvento della Repubblica. Un protocollo d'intesa siglato dai ministri di Beni culturali e Difesa, Dario Franceschini e Roberta Pinotti, restituisce infatti al museo di Palazzo Barberini i 700 metri quadrati del piano nobile. I nuovi spazi apriranno al pubblico dopo i lavori di manutenzione già messi a bando dal ministero della Difesa. Secondo l'accordo, sarà ora il Mibact a farsi carico della spesa di circa 1,8 milioni di euro messi a gara per gli interventi. "Tra un anno – ha detto Franceschini – dovrebbero concludersi i lavori e le sale verranno restituite al pubblico". Tra gli spazi che verranno riaperti alla fruizione, anche la sala del Trono – dove i due ministri hanno siglato l'intesa – il 'ponte minante' del Bernini e il giardino pensile che "ha delle potenzialità enormi – ha aggiunto Franceschini – una specie di oasi" che potrebbe ospitare "una delle caffetterie più belle del mondo". Il passaggio di consegne delle sale di Palazzo Barberini arriva dopo quello, sempre a opera della Difesa, che ha riguardato il piano nobile della Reggia di Caserta.

La restituzione dell'ala sud del primo piano di Palazzo Barberini, dove il Circolo ufficiali aveva sede fino dal 1934 e che usava per rappresentanza, consentirà di ampliare il percorso espositivo della Galleria nazionale di arte antica di dieci sale, dove troveranno spazio opere finora chiuse nei depositi. "Era uno dei punti del mio programma – ha tenuto a dire Pinotti – difendere la Difesa, ma nello stesso tempo non difendere quello che non è essenziale. Lasciare palazzi storici come questi vuol dire incentivare turismo e cultura, un obiettivo che è di tutto il governo". Pinotti ha poi spiegato che le sale di Palazzo Barberini "venivano usate per rappresentanza, ma si trattava di pochi eventi ogni anno". Secondo il protocollo, "il ministero della Difesa quando ne avrà bisogno potrà chiederne la disponibilità'".

(30/01/2015)

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