Lunedì 17 Giugno 2024 - Anno XXII

In esposizione la Cravate di Napoleone

Chinard, busto di NapoleoneA cura dell’associazione “Napoleone ed Elisa: da Parigi alla Toscana”, è stata presentata sabato 28 febbraio presso l’Archivio di Stato di Lucca la cravate di Napoleone dimenticata dall’imperatore durante la sua fuga dall’Elba. Si tratta di un accessorio di finissima batista bianca, che misura circa 70×70 centimetri, che reca agli angoli la “N” sormontata dalla corona imperiale e un decoro. È la prima volta, dopo due secoli, che tale indumento intimo viene presentato al pubblico. La data della sua presentazione è stata scelta proprio per il suo collegamento con gli ultimi eventi elbani di Napoleone. Quando, la … Leggi tutto

Chinard, busto di Napoleone
Chinard, busto di Napoleone

A cura dell’associazione “Napoleone ed Elisa: da Parigi alla Toscana”, è stata presentata sabato 28 febbraio presso l’Archivio di Stato di Lucca la cravate di Napoleone dimenticata dall’imperatore durante la sua fuga dall’Elba. Si tratta di un accessorio di finissima batista bianca, che misura circa 70×70 centimetri, che reca agli angoli la “N” sormontata dalla corona imperiale e un decoro. È la prima volta, dopo due secoli, che tale indumento intimo viene presentato al pubblico. La data della sua presentazione è stata scelta proprio per il suo collegamento con gli ultimi eventi elbani di Napoleone. Quando, la sera del 26 febbraio 1815, l’Imperatore fuggì dall’Elba per il ritorno in Francia, questa cravate rimase sotto uno dei cuscini della sua camera da letto.

La cravate di Napoleone
La cravate di Napoleone

Uno dei servitori dell’Imperatore ne capì subito l’importanza e la prese in custodia. Per più di mezzo secolo la cravatta fu conservata dalla sua famiglia, che la trattò come una reliquia di grande valore. Nel settembre del 1882, le ultime due discendenti del fortunato servitore vollero farne dono alla nobildonna inglese Maria Luisa Bayard, che aveva sposato il generale Manlio Bettarini, aiutante di campo di Vittorio Emanuele II. Da allora la cravatta è sempre rimasta alla famiglia Bettarini e da questa è passata alla famiglia Castellani, di Livorno, sua erede diretta.
Questo preziosissimo oggetto rappresenta uno dei più importanti documenti napoleonici conservati in Toscana ed è di grande significato che faccia la sua apparizione pubblica a Lucca, ormai riconosciuta come una delle capitali del sistema Imperiale napoleonico.

(02/03/2015)

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