Lunedì 3 Ottobre 2022 - Anno XX
Gente di Cuba: povera, ma allegra e sorridente

Gente di Cuba: povera, ma allegra e sorridente

Cuba è un’isola tutta da visitare a cominciare dall’Avana. Un Paese dalla grande storia e tradizioni. Terminato il seminario nella capitale, Avana, il nostro viaggio è proseguito a bordo di autobus in una sorta di gita fai da te

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Gente di Cuba, povera ma allegra e sorridente

Nella precedente narrazione avevo spiegato che la mia pasiòn por Cuba non risaliva soltanto alla mia aficiòn alla Spagna. Bensì era soprattutto da ascrivere a merito dalla musica che vi fiorisce quasi spontanea, nonché della gente, raramente incupita. E a proposito di genti semper – o quasi – alègher apro un breve inciso constatando che la vita non è poi così grama o quantomeno non infierisce sui pover crist.

Tant’è che durante le mie gite nel mondo ho sovente incontrato esseri umani davvero poveri in canna – vedi appunto Cuba – ma quantomeno sorridenti e talvolta pure canticchianti. A Milano invece conosco signore & signori pieni di danèe eppure, ahiloro, invariabilmente incazzati, vuoi, ad esempio, per la scarsa capienza del parcheggio sottocasa o soltanto per la difficoltà nel reperire una buona colf.
Ma torno a Cuba, non solo metaforicamente, informando che in occasione di un Seminario della Prensa Turistica prevedente un soggiorno alla Avana (che sarà ovviamente narrato perché l’isola di Fidel è divenuta tremendamente di moda per la Pax Caraibica con gli Usa e per la visita del Papa in autunno), mi sono regalato una gita senza fronzoli nell’Oriente del Paese. Ed eccomi a raccontarla.

Anche sui voli transoceanici catering economico

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Gian Paolo Bonomi e lo chef cucinano la pasta

Sono arrivato alla Avana volando Air France (ricorro a terminologie in uso nel mundillo dei grandi viaggiatori e dei tour operators). La compagnia che (se non errano i miei goffi e sommari calcoli) mi sembra la meno cara tra quelle con destino Cuba. Ancorché a bordo – e parlo del catering  – sono ahinoi trascorsi i vecchi gloriosi tempi della cuisine française laddove anche in economy qualcosa di sfizioso poteva capitarti di trovarlo. Oggidì invece (e ça va sans dire posso solo riferirmi alla infima classe dei paria) ti sbattono sull’angusto ripiano un triste vassoietto certamente non molto diverso da quelli ammanniti a bordo di compagnie aeree più sfigate, c’est la vie. E non è che lo scadimento delle prestazioni a fronte di meno soldi costituisca una moderna legge economica inventata da qualche giovane genio bocconiano.

È infatti antico assai il proverbio Tanto Pagazio Tanto Pittazio, che poi, più volgarmente, fa il paio che con la barzelletta della passeggiatrice che, al cliente lamentante un problema venereo sopravvenuto a una prestazione sessuale pagata solo cento lire, gli replica a muso duro “E per cento lire cosa pretendevi, le aragoste?”.
Per 30 euro, invece io, Paolo e Franco – compagni di gita a Cuba – siamo portati nel Vedado, il quartiere chic, per dormire nella Residencia dei Periodistas (costo, una trentina di euro, e simile importo pagheremo nelle casas particulares – per dirla in inglese, bed & breakfast –  previste in ogni località di tappa).

Visitare il paese a bordo di autobus

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Cuba, Bus Viazul

Il mattino del giorno seguente Hilda Prieto Menendez (già lodata diosa ex machina del Instituto Internacional de Periodismo Josè Martì pertanto gli organizzatori del Seminario Internacional de Periodismo y Turismo che io e Paolo rifocillammo cuoocendo spaghetti per più di 60 seminaristas) ci porta in auto alla stazione della Viazul. Le autolinee, diciamo, per stranieri. Anche se a bordo noterò cubani che evidentemente possono permettersi il costo di un viaggio ben più caro di quanto previsto sui bus dei trasporti popolari.

La rete dei collegamenti in autobus della Viazul è vasta (www.viazul.com). In pratica porta in tutte le località programmabili da un viaggiatore. Quelle che invece del solito soggiorno sulle solite spiagge goderecce, vuole conoscere le differenti realtà di un’isola. Un Paese dalla grande storia e tradizioni. I bus sono decisamente accoglienti e ben guidati e l’autista, coadiuvato da un assistente, direi una sorta di hostess, può financo apparire come il pilota di un aereo. In effetti in tutta l’America, si sa, i viaggi in bus – un tempo detti anche pullman – sono molto praticati. I pernottamenti a bordo, contrariamente a quanto accade nella minuscola Europa, non preoccupano più di tanto il viaggiatore. A ciò si aggiungano (sempre a lode della Viazul) stazioni efficienti e abbastanza accoglienti.
Comincia pertanto la mia gita cubana fai-da-te. Un pochino diversa dal solito tour fly & drive o altre trasferte organizzato dal cosiddetto tour operator di fiducia.
Come già annunciato, vari bus mi hanno portato a Trinidad, Camaguey, Bayamo, Santiago de Cuba e Baracoa, ho percorso circa 1400 km e osservato attentamente quanto narrerò nella prossima puntata. Hasta la vista. (2. Continua)

Leggi le altre puntate:

1. Cuba “la più bella terra che occhi umani videro”

3. Trinidad la città museo nell’isola di Cuba

4. Gita cubana in bus Trinidad Camaguey

5. Cuba, gita in bus da l’Avana a Baracoa

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