Sabato 19 Ottobre 2019 - Anno XVII
Vasi nello scavo dello scarabeo

Vasi nello scavo dello scarabeo

Vulci, emerge tesoro di una principessa Etrusca

Ritrovamento straordinario a Montalto di Castro, in provincia di Viterbo. Venuto alla luce un tesoro composto da numerosi oggetti preziosi appartenuti probabilmente a una principessa etrusca

Vulci, i reperti ritrovati

Vulci, i reperti ritrovati

Ha portato alla luce in tutto il suo splendore un tesoro composto da un corredo funebre intatto il microscavo della cosiddetta “Tomba dello scarabeo d’oro” appena terminato, a Montalto di Castro, in provincia di Viterbo, nei laboratori della Fondazione Vulci. Una collana in ambra, fenicia, due scarabei (uno dei quali, appunto, d’oro) egizi, fibule e vasellame di rara fattura: sono i ‘tesori’ emersi dal rocambolesco ritrovamento, lo scorso febbraio, della sepoltura, trovata nell’area del Parco archeologico di Vulci (che fa parte della Soprintendenza per l’Etruria meridionale del Lazio) e sottratta all’ultimo momento al saccheggio dei tombaroli.

Vulci, tomba etrusca

La tomba etrusca di Vulci

Gli approfondimenti antropologici hanno portato anche a formulare l’ipotesi che la defunta fosse una Principessa etrusca. Di lei restano solo alcune ossa incombuste avvolte in un prezioso telo. E il mistero di una dignitaria da collocare nella nascente aristocrazia etrusca. “Con la Grande campagna di scavi vulcentì che partirà in aprile a Vulci (Viterbo), si aprirà una nuova pagina dell’archeologia etrusca, considerando che i ritrovamenti vulcenti sono tra i più ricchi del patrimonio di quella civiltà”. Ad affermarlo è Alfonsina Russo, Soprintendente per l’Etruria meridionale del Lazio, in merito alla conclusione del microscavo che ha portato al ritrovamento di un corredo funebre intatto in una tomba della fine dell’VIII secolo a.C.

Vulci, megalopoli dalle mille sorprese

“Vulci era una megalopoli straordinaria, estesa su oltre 100 ettari, dall’entroterra al mare, abitata da molte migliaia di persone – spiega l’archeologo Carlo Casi, direttore scientifico del Parco archeologico di Vulci – La sua eccezionalità è che nulla è stato più edificato sopra quelle aree. Una vasta campagna di scavi non può quindi che portare a risultati di grande importanza internazionale”.

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