Lunedì 29 Novembre 2021 - Anno XIX
Francavilla Marittima ricostruito il “Cavallo di Troia” di Epeo

Francavilla Marittima ricostruito il “Cavallo di Troia” di Epeo

In Calabria a Francavilla Marittima dal prossimo 24 aprile si potrà vedere da vicino il famoso “Cavallo di Troia” di Epeo, sapientemente ricostruito dall’Associazione Itineraria Bruttii. Allestita anche la mostra “Eroi, miti e tradizioni di Lagaria”

EpeoA Francavilla Marittima, borgo calabrese di circa 3mila anime sulle pendici del versante jonico del Pollino, luogo dove già molto tempo prima che nell’VIII sec. a.C. fossero costruiti quei templi, gli abitanti intrattenevano rapporti con la sponda orientale del Mediterraneo accogliendo e diffondendo semi di civiltà. Qui, a partire dai lontani anni Trenta del Novecento, sono emersi i resti di una cultura indigena protostorica, quella degli Enotri, e le notevoli tracce di un insediamento greco-arcaico, finito nel VI sec a.C. nella sfera egemonica di Sibari, che la leggenda vuole fondata da Epeo, il costruttore del celebre cavallo di Troia.

Proprio muovendo da questo insieme di riferimenti storico-archeologici e di suggestioni mitiche, l’Associazione Itineraria Bruttii, per il prossimo 2 aprile 2016 alle ore 10,00, presso il Parco archeologico di Timpone Motta-Macchiabate di Francavilla Marittima, ha organizzato una conferenza stampa nel corso della quale sarà presentato il progetto di ricostruzione del cavallo di Epeo e la mostra Eroi, miti e tradizioni di Lagaria”. Del cavallo si potrà vedere un modello in scala ridotta (mt 2×2), mentre la versione colossale sarà inaugurata, insieme alla mostra, il 24 aprile 2016. Un’iniziativa voluta per promuovere i beni culturali della Sibaritide attingendo alla ricerca scientifica, alla didattica sperimentale dei beni culturali e al marketing turistico territoriale.

Francavilla Marittina zona archeologica

Francavilla Marittina zona archeologica

Nel mese di agosto 2016 si svolgerà invece una rievocazione storica delle Panatenee in onore della dea Atena e di Epeo di Lagaria, ripercorrendo i riti religiosi ed i giochi che presumibilmente si svolgevano a Lagaria in ricordo del fondatore Epeo e in onore della dea Atena, consistenti in gare atletiche e di poesia, danze, e nella processione in cui le donne portavano in dono un peplo tessuto e ricamato dalle fanciulle nobili insieme alle brocche d’acqua offerte alla dea Atena in ricordo del suo protetto Epeo, noto come portatore d’acqua in battaglia, ma anche come atleta lottatore e naturalmente come eccellente falegname.

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