Sabato 27 Febbraio 2021 - Anno XIX
Kolymbetra: giardino degli dei

Kolymbetra: giardino degli dei

I Giardini della Kolymbetra è un sito archeologico situato nella Valle dei Templi di Agrigento. Un bene culturale che attrae turisti e visitatori a livello internazionale. L’abate di Saint-Non, lo definì “un paesaggio di delizie, dove si scorgono i resti venerabili dell’antichità”.

Kolymbetra giardino-della-kolymbetra-2Un’oasi incastonata nella Valle dei Templi di Agrigento, nascosto tra le vestigia di quella che Pindaro definì “la più bella fra tutte le città dei mortali”. E’ il Giardino della Kolymbetra, il vallone verdeggiante che si estende per poco più di 6 ettari, di cui 5 visitabili, all’interno di uno dei parchi archeologici più importanti del mondo, tra il Tempio dei Dioscuri (Castore e Polluce) e quello di Vulcano. Un gioiello storico e agricolo risalente a 2500 anni fa, tornato alla luce nel 2001 dopo un lungo abbandono, grazie a un paziente intervento di restauro. A realizzarlo è stato il Fai, il Fondo per l’Ambiente Italiano, che nel 1999 ha ricevuto quest’area del parco archeologico in concessione gratuita dalla Regione Siciliana per 25 anni.

Un Giardino nel deserto

Kolymbetra giardino-della-kolymbetra-agrigentoUn’eccezione naturalistica in una zona della Sicilia connotata da paesaggi per lo più aridi. Se nella stagione calda, dentro la Kolymbetra si può godere della frescura legata al costante scorrere dell’acqua, l’autunno e l’inverno offrono occasioni speciali per immergersi tra i suoi ulivi e mandorli, pioppi e salici che si alternano a altre colture. Come il suo antico e  variopinto agrumeto, con almeno otto specie di frutti: dalle arance ai cedri, dai limoni a una carrellata di mandarini, pompelmi e bergamotti, dalle piante di chinotto a quelle di lime. Fragranze e colori che si mischiano a quelli della macchia mediterranea lungo le circostanti scarpate rocciose, dove piante di mirto e di lentisco, palme nane, euforbie e ginestre, contrastano con il giallo della calcarenite, la pietra tipica di queste zone della Sicilia occidentale, utilizzata dai Greci per la costruzione dei Templi. Un effetto ottico di grande impatto, soprattutto al tramonto, quando i costoni rocciosi del vallone assumono tonalità fiammeggianti.

Scavato dai prigionieri cartaginesi

Kolymbetra kolymbetra-giardino-valle-templiIn Sicilia, sin dai tempi dei Normanni, aree agricole come questa vengono chiamate “giardini”, proprio per identificare la commistione dell’utilità e della bellezza in un campo coltivato. Oggi, dei giardini siciliani la Kolymbetra rappresenta un esempio unico. Secondo i resoconti dello storico Diodoro Siculo, che scrive nel I secolo avanti Cristo, le sue origini si devono al tiranno Terone che, al termine della vittoriosa battaglia di Imera del 480 a.C., ordinò ai prigionieri cartaginesi, insieme alla costruzione di altre opere pubbliche, di scavare una grande vasca: la parola greca Kolymbetra significa infatti “piscina”.

Kolymbetra giardino-della-kolymbetra-aranceto faiSecondo gli studiosi, questo bacino idrico era adibito con ogni probabilità a riti religiosi. Lo proverebbe la sua posizione a breve distanza dal santuario delle divinità Ctonie, di cui, oltre al Tempio dei Dioscuri, facevano parte anche un altro tempio dorico, dedicato a Demetra e Persefone e una serie di altari sacri.
Quale che sia l’interpretazione storica più veritiera, è certo che la Kolymbetra restò piena d’acqua soltanto fino al III secolo avanti Cristo, quando a seguito della distruzione di Akràgas da parte dei Cartaginesi, venne definitivamente interrata, mantenendo però un alto livello di fertilità e un microclima vellutato. Un luogo che indusse gli stessi Arabi a coltivarvi la canna da zucchero.
Dopo un lungo abbandono, lo sfruttamento agricolo del sito ricomincerà dal 1500, quando, passato sotto il controllo del clero, venne utilizzato per le coltivazioni di ortaggi e alberi da frutto.

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