Lunedì 22 Luglio 2024 - Anno XXII

Rembrandt varca la soglia del Vaticano

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Il Vaticano ospita per la prima volta opere del genio olandese. La mostra “Rembrandt in Vaticano. Immagini fra cielo e terra” si compone di cinquantatre acqueforti. Aperta fino al 26 febbraio 2017

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Autoritratto su pietra 1639

I Musei Vaticani e le Ambasciate di Svezia e del Regno dei Paesi Bassi presso la Santa Sede, in collaborazione con il Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, presentano la mostra Rembrandt in Vaticano. Immagini fra cielo e terra. L’esposizione, inaugurata lo scorso 23 novembre alla presenza di Sua Maestà la Regina Silvia di Svezia e di Sua Altezza Reale la Principessa Beatrice del Regno dei Paesi Bassi, proseguirà sino al 26 febbraio 2017. Dopo la storica partecipazione di Papa Francesco alla Preghiera Ecumenica Comune in Svezia durante la Commemorazione della Riforma lo scorso 31 ottobre 2016, la significativa presenza delle Case Reali all’inaugurazione della mostra in Vaticano sottolineava il desiderio di come anche questa esposizione possa contribuire a rafforzare il reciproco dialogo tra cattolici e protestanti e il loro impegno nella ricerca di unità.
E’ la prima volta che viene ospitata in Vaticano una mostra di opere dell’olandese Rembrandt Harmensz van Rijn (1606-1669), che si annovera fra i più grandi artisti di tutti i tempi. Un virtuoso della luce sia nella pittura sia nelle opere grafiche, che nella costante sperimentazione usava materiali tradizionali in nuovi modi per raggiungere effetti visivi diversi. Pur non avendo mai viaggiato né visitato l’Italia, sono proprio le sue stampe a dare a Rembrandt fama attraverso l’Europa fino a raggiungere la penisola italiana. La mostra presenta una panoramica dei vari soggetti trattati da Rembrandt, illustrati in maniera iconografica piuttosto che cronologica.

La Bibbia fonte di ispirazione per Rembrandt

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Busto di vecchio con turbante 1627-28, the Kremer Collection

La Bibbia è stata la più importante fonte di ispirazione per Rembrandt e più volte egli è tornato su alcuni soggetti biblici. Come figlio di un padre protestante e di una madre di origine cattolica, nelle sue opere Rembrandt attingeva a entrambe le tradizioni cristiane. La compassione per i poveri e per i mendicanti, totalmente assente dai suoi dipinti per commissione, è estremamente presente ed esplicita nelle sue stampe. Rembrandt non cerca la bellezza innanzi tutto, usa il suo genio per sollecitare l’attenzione dello spettatore. Quando nei suoi dipinti affronta la povertà e la fragilità della gente comune, c’è anche un raggio di luce visibile dall’alto a indicare la forza sempre maggiore della guida e della grazia divina, che dà una profonda speranza all’umanità.
La mostra – curata da Johan Cederlund, Direttore del Museo Zorn, e da Arnold Nesselrath, Delegato per i Dipartimenti Scientifici ed i Laboratori dei Musei Vaticani – è composta da cinquantatre acqueforti che provengono dal Museo Zorn di Mora, Svezia, e vennero collezionate dall’artista svedese Andres Zorn (1860-1920), di cui sono presenti un dipinto e due acqueforti. L’olio su tavola di Rembrandt, così come le due lastre di rame appartengono alla Collezione Kremer di Amsterdam, Paesi Bassi. Questa mostra non si sarebbe potuta realizzare senza la generosità di queste due Istituzioni. La mostra è inserita nel percorso espositivo dei Musei Vaticani.
Info: www.museivaticani.va

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