Martedì 20 Ottobre 2020 - Anno XVIII
Carosino, Palazzo-Ducale (© Photo Emilio Dati - Mondointasca.it)

Carosino, Palazzo-Ducale (© Photo Emilio Dati - Mondointasca.it)

La lunga cavalcata dei calici “Tra le Torri del Primitivo di Manduria”

Iniziata a fine luglio, l’iniziativa promossa dal Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria si è conclusa l’11 settembre. Cinque appuntamenti tra antichi manieri e torri di guardia

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Castello De-Falconibus a Pulsano (© Photo Emilio Dati – Mondointasca.it)

L’evento “Tra le Torri del Primitivo di Manduria” si è concluso l’11 settembre tra le luci del porto di Brindisi. L’iniziativa promossa dal Presidente del Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria, Mauro di Maggio, ha richiamato numerosi visitatori che hanno potuto conoscere e assaporare il corposo nettare.

Dalla fine di luglio, i cinque appuntamenti hanno toccato alcune località di produzione connotate anche dalla presenza di antichi manieri e Torri di guardia. Nell’entroterra ionico i visitatori sono stati accolti a Palagiano nell’area in cui insiste un antico frantoio ipogeo mentre a Pulsano e Carosino le visite sono proseguite all’interno delle strutture castellane.

Torre Colimena e Salina dei Monaci

Riserva-Naturale-Saline-dei-Monaci-spiaggia-e-gigli-di-mare © Photo Emilio Dati

Riserva Naturale Saline dei Monaci, spiaggia e gigli di mare (© Photo Emilio Dati – Mondointasca.it)

Non poteva mancare l’appuntamento con Torre Colimena, frazione di Manduria, che prende il nome da una delle torri costiere erette nel 1560 a difesa del territorio dalle continue escursioni piratesche di turchi e saraceni.

Qui, in prossimità del mare, la degustazione è stata preceduta dalla visita alla vicina oasi naturalistica Salina dei Monaci.

Nonostante le cautele dovute alla presenza del Covid che ha costretto l’organizzazione a limitare il numero dei visitatori, durante le cinque tappe sono “saltati” oltre 120 tappi dalle etichette messe a disposizione per la degustazione dalle aziende produttrici.

Il successo di un grande vino

Primitivo di Manduria vendemmia-2020 © Photo Emilio Dati

Vendemmia 2020 (foto Consorzio Tutela Produttori del Primitivo di Manduria)

Cinquant’anni fa il Primitivo (così chiamato poiché le uve di questo vitigno maturano prima di altre) era esportato per essere usato come vino da taglio. Oggi, col riconoscimento della Denominazione Primitivo di Manduria DOP, Primitivo di Manduria Dop Riserva e Primitivo di Manduria Dolce Naturale DOCG, è apprezzato in ogni angolo del pianeta.

Un tale riconoscimento è dovuto all’attento lavoro dei viticoltori, che hanno privilegiato le basse rese, e al rispetto del disciplinare. Quest’ultimo ha codificato le aree di produzione, i tempi e i modi per ottenere il prezioso nettare. Queste regole sono affiancate dalla moderna tecnologia che garantisce una qualità costante del prodotto.

La produzione tra Taranto e Brindisi

Castello-ducale-Carosino © Photo Emilio Dati

Degustazione al Castello ducale di Carosino (© Photo Emilio Dati – Mondoinbtasca.it)

Oggi fanno parte del Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria, nato nel 1998, ben 57 aziende e oltre 1500 soci. I vitigni si trovano su 4.000 ettari di terreno dislocati in 18 comuni tra Taranto e Brindisi.

Tale cooperazione nel 2019 ha consentito di produrre circa 17 milioni di litri per 23 milioni di bottiglie di questo vino dal rosso intenso divenuto ormai fiore all’occhiello dell’enologia italiana, esportato in tutto il mondo.

Info: www.consorziotutelaprimitivo.com

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