Venerdì 23 Luglio 2021 - Anno XIX
Il complesso conventuale  St. Agostino visto dall'alto

Il complesso conventuale St. Agostino visto dall'alto

Montalcino: omaggio ai tesori della terra

Le eccellenze del territorio toscano, famoso nel mondo per la sua produzione vinicola, al centro del nuovissimo Tempio del Brunello. Storie di vini, vignaioli e donne cantiniere.

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Enoteca nel Tempio del Brunello

Al complesso monumentale di Sant’Agostino a Montalcino, un omaggio alle ricchezze del territorio, appena inaugurato il nuovissimo Tempio del Brunello. Ne è protagonista l’Oro di Montalcino. Tra i tesori di questa terra il famoso vino Brunello, poi  olio, miele, zafferano, tartufi, sono accolti in uno scrigno prezioso. Nell’ex complesso conventuale e monumentale di Sant’Agostino, cuore millenario e culturale della città, del tredicesimo secolo, è stato organizzato un percorso immersivo e emozionale davvero intrigante. Merito della collaborazione tra l’Arcidiocesi di Siena, Colle di Val d’Elsa e Montalcino, il Comune di Montalcino, il Consorzio del Vino Brunello di Montalcino e Opera Laboratori. Insieme hanno voluto dare un forte segnale di rinascita e di ottimismo.

L’obiettivo è quello di proporre un’esperienza completa che dal Brunello si apra verso la storia millenaria, l’archeologia e il patrimonio artistico; ma anche verso il paesaggio e gli altri preziosi prodotti che questa terra generosa ha prodotto nel corso dei secoli. Le più avanzate tecnologie hanno messo in luce le potenzialità di uno dei territori dell’eccellenza vinicola e il fascino iconico delle linee del paesaggio. Quest’ultimo diventato uno dei più famosi al mondo.

Montalcino, percorso esperenziale e app

Tempio-del-Brunello-QR-codeNell’ex convento agostiniano, accanto al quale si apre la chiesa, ricca di preziosi affreschi di scuola senese del secondo Trecento, InChiostro, primo chiostro coperto dell’ex convento, rappresenta il punto di partenza dei percorsi esperienziali. Le varie app guidano alla scoperta delle bellezze storico-artistiche, reperti etruschi, statue lignee e “fondi oro” di scuola senese, maioliche arcaiche del Duecento. Quindi si passa a scoprire la vocazione produttiva, artigianale e imprenditoriale della comunità montalcinese, dal suo stato embrionale fino all’economia del Brunello. Le postazioni con visori di realtà virtuale chiamate InVolo incoraggiano a fare l’esperienza reale di visita del centro storico e della campagna fuori dalle mura castellane, lungo i diversi versanti della collina.

Alla scoperta del Re del territorio

Chiesa-di-Sant-Agostino

Chiesa di Sant’Agostino, interno

Dal chiostro scoperto, si scende nel Tempio del Brunello, percependo un cambiamento di livello di profondità, una gradatio di clima, dalla luce alle tenebre. E ci si avvicina al Brunello, il vero Re del territorio, attraverso video immersivi. I video evocano l’unicità del vino di Montalcino: terreno, biodiversità del territorio, clima, lavoro delle persone; e ancora la loro passione e sapienza nel rispetto della tradizione.

Nell’ambiente ipogeo Calix, che nelle forme rimanda a un calice rovesciato, il visitatore si troverà immerso in un’esperienza dal forte impatto emotivo. Si troverà di fronte a capolavori artistici, espressione dell’ispirazione e del lavoro creativo che la terra di Montalcino ha saputo infondere nell’uomo. Risalendo, nella luce del chiostro scoperto, si può sorseggiare un calice di Brunello nell’Enoteca Bistrot Caffetteria del Tempio del Brunello. Qui si avranno risposte alle curiosità, sia attraverso un app, sia attraverso sommelier professionisti e un sommelier digitale multilingua (www.orodimontalcino.it).

Storie di vino e vignaioli

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Etichette Banfi del Brunello di Montalcino

È arrivato il momento di lasciare il complesso di Sant’Agostino e, per chi lo vuole, proseguire il viaggio tra arte, storia, cultura e gusto, andando anche a visitare qualche azienda di particolare valore. Noi ci siamo recati all’azienda Banfi, una delle più importanti realtà vitivinicole toscane, che ha una storia affascinante. I due fratelli italo americani Mariani, John e Harry, intuendo le potenzialità del Brunello di Montalcino, di cui erano importatori negli Stati Uniti, decidono negli anni ’70 di dedicarsi a un progetto ambizioso e visionario. Il progetto di creare a Montalcino, in Italia, un polo di eccellenza per la produzione di vini di qualità.

Un luogo aperto alla ricerca, allo studio e all’ospitalità. Solo qualche anno più tardi, verrà definito come il più importante e lungimirante progetto vitivinicolo italiano mai realizzato. Nell’arco di cinque anni, con una serie di acquisizioni, diventano proprietari di un’enorme tenuta, incluso lo storico castello medievale che diviene il simbolo dell’azienda Banfi.

Il castello di Poggio alle Mura

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Ingresso al Castello Banfi

Il suo ruolo è stato ed è fondamentale nella valorizzazione di Montalcino, al vertice delle mappe del vino italiano e mondiale e del Brunello, uno dei prodotti iconici del Made in Italy. Un’azienda pionieristica anche per le innovazioni in cantina. Ha sviluppato tecniche e tecnologie, dalla selezione delle uve fino alla loro vinificazione, che sono patrimonio della moderna enologia internazionale. Oggi con le cinque referenze, tra cui due Riserva, il Brunello di Montalcino Banfi è il più conosciuto ed il più venduto al mondo.

Il Premio Gavi La Buona Italia 2021 ha appena premiato Banfi sia per aver coinvolto il tessuto socioeconomico del suo territorio con il Jazz&Wine, manifestazione cult tra le più longeve di Italia, sia per la creazione di Banfi Brunello Ambassador Club, composto da chi ha contribuito alla crescita del brand Brunello nel mondo. L’eccellenza aziendale si completa con l’accoglienza. La cantina è pensata e progettata per accogliere visitatori, il castello medioevale di Poggio alle Mura, oggi conosciuto come Castello Banfi, è un gioiello dell’ospitalità italiana. Situato al centro di un borgo restaurato, ha lussuose camere e suites del relais. L’elegante ristorante Sala dei Grappoli ha appena ricevuto la Stella Michelin (www.banfi.it).

“Casato Prime Donne” del vino

Donatella Cinelli Colombini

Donatella Cinelli Colombini tra i sui filari di vite

È tutta declinata al femminile invece la storia di Casato Prime Donne. L’azienda di Donatella Cinelli Colombini, titolare anche di Fattoria del Colle a Trequanda, e dal 2016 Presidente Nazionale delle Donne del Vino, è una proprietà di 40 ettari. Nella cantina per la vinificazione e la maturazione in botte del Rosso e del Brunello di Montalcino le cantiniere sono tutte donne. Compresa l’enologa, caratteristica unica in Italia che fa di questa cantina una bandiera per l’enologia in rosa.

Un’altra particolarità, che rende unica la visita della cantina Casato Prime Donne, sono gli affreschi sulla storia di Montalcino, che intercalano le botti del Brunello. La guida racconta ai turisti i piccoli segreti del Brunello di Donatella Cinelli Colombini e insieme storie e leggende piene di fascino.

Brunello in stile originario: ritorno al futuro

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Brunello Primedonne del 1998

Il Progetto “Brunello stile originario” mira a riportare questo vino ai caratteri che Donatella ha scoperto giovanissima nei vini di suo nonno Giovanni Colombini, uno dei capostipiti della denominazione montalcinese. Vini eleganti, verticali, freschi con forte impronta territoriale e insieme longevi. Il progetto Stile originario è iniziato nel 2011 con un progressivo ritorno alla manualità e alle antiche tradizioni di cui fa parte l’uso di tini di cemento nudo per la vinificazione.

Al “Casato prime donne” si possono fare esperienze coinvolgenti, una degustazione enomusicale itinerante, che porta i visitatori nella bottaia, nella tinaia e nel salotto di Donatella Cinelli Colombini, la visita in vigna e in cantina, con racconto di aneddoti e assaggi itineranti (www.cinellicolombini.it).

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