Martedì 21 Settembre 2021 - Anno XIX
Sophie Taeuber-Arp, "Lavori vari in ricamo" (ph. Seraphina Neville © Tate)

Sophie Taeuber-Arp, "Lavori vari in ricamo" (ph. Seraphina Neville © Tate)

Sophie Taeuber-Arp in mostra alla Tate Modern di Londra

La Tate Modern dedica una mostra all’artista svizzera, grande protagonista dell’astrattismo e del dada e pioniera del design e dell’artigianato artistico. Visitabile fino al 17 ottobre.

composition-of-circles-and-overlapping-angles

Composition of Circles and Overlapping Angles – 1930 The Museum of Modern Art, New York. The Riklis Collection of McCrory Corporation. (ph. The Museum of Modern Art, Department of Imaging and Visual Resources. © 2019 Artists Rights Society (ARS), New York / VG Bild-Kunst, Bonn)

Fino al 17 ottobre è possibile visitare alla Tate Modern di Londra la mostra dedicata a Sophie Taeuber-Arp (1889-1943). Questa geniale artista svizzera ha esplorato con successo molteplici linguaggi. È stata pittrice, architetto, scrittrice, danzatrice e designer di tessuti, di interni e di marionette.

Le sue opere sono caratterizzate da una meravigliosa fluidità che l’ha portata ad attraversare con grande naturalezza i confini fra arte astratta, design e artigianato. I cambiamenti della sua carriera, ripercorsa con attenzione nella mostra, sono stati fortemente influenzati dagli avvenimenti storici che l’artista ha vissuto personalmente.

Sophie Taeuber-Arp e gli anni della Prima Guerra Mondiale

Sophie Taeuber-Arp embroidery-circa-1920

Sophie Taeuber-Arp, “Embroidery” – circa 1920. Lana su tela. Collezione privata, in prestito alla Fondation Arp, Clamart, France

La carriera di Sophie Taeuber-Arp iniziò durante gli anni della Prima Guerra Mondiale nell’ambito dell’artigianato artistico, e in particolare del design di tessuti. Sviluppò un linguaggio molto personale, non figurativo, basato sulle linee orizzontali e verticali tipiche dei lavori al telaio. Da qui, il passaggio all’arte astratta fu molto naturale. Le linee rappresentano la scomposizione estrema delle forme e sono le protagoniste di numerosi disegni e composizioni in tessuto.

Durante la Prima Guerra Mondiale, la Svizzera fu un Paese neutrale. Per questo motivo divenne un fulcro di attrazione per artisti in fuga dalle ostilità. Zurigo diventò la culla di vari movimenti d’avanguardia, fra cui spiccò il dadaismo. Gli artisti dada, di cui anche la Taeuber-Arp fece parte, sfidavano con la loro ironia il razionalismo e le convenzioni sociali che, secondo loro, avevano portato al conflitto.

Sophie Taeuber-Arp danzatrice al Cabaret Voltaire

Ph-Nic-Aluf,-Sophie-Taeuber-con-la-sua-testa-Dada

Sophie Taeuber con la sua testa Dada 1920 Stiftung Arp eV, Berlino (ph Nic Aluf)

Nell’ambito del dada ci fu un’integrazione fra le arti figurative e quelle performative. La stessa Sophie Taeuber-Arp si esibì come danzatrice al leggendario Cabaret Voltaire, indossando costumi da lei stessa disegnati.

Le sue opere più importanti di questo periodo, entrambe presenti alla mostra, sono le deliziose marionette. Tutte realizzate per la rappresentazione di King Stag di Carlo Gozzi e le Dada Heads, ritratti astratti su teste di legno stilizzate. In questi lavori emerge la fantasia dell’artista, ma anche la sua grande padronanza del disegno e delle tecniche di lavorazione dei tessuti e del legno. E in più, nelle marionette, la conoscenza del movimento del corpo, maturata con l’esperienza come danzatrice.

L’architettura e il design

Sophie Taeuber-Arp, “Marionette per King Stag” – 1918. (ph Seraphina Neville © Tate)

Sophie Taeuber-Arp, “Marionette per King Stag” – 1918. (ph Seraphina Neville © Tate)

Dopo la guerra, l’interesse della Taeuber-Arp si spostò sugli oggetti di arredamento. Non solo mobili, ma anche tappeti, tappezzerie, lampade e carte da parati divennero il punto focale della sua ricerca stilistica in questo periodo. Nacque il concetto di arte applicata che è tuttora ben noto: l’uso di principi artistici per progettare oggetti di uso quotidiano. Sophie Taeuber-Arp è stata una pioniera del design, una delle prime artiste a unire estetica e funzionalità. I suoi manufatti sono “living things”, cioè oggetti belli e veri, che creano uno stile adatto alla nostra vita quotidiana.

La ricerca sull’interior design si spinse presto ad abbracciare anche l’architettura. Assieme al marito Hans Arp e a Theo van Doesburg, la Taeuber-Arp riprogettò un’ala dell’Aubette, un centro di intrattenimento modernista a Strasburgo. Il passo successivo fu il progetto della propria studio-house a Clamart, vicino a Parigi. Clamart divenne un centro di attrazione per intellettuali e artisti, come Max Ernst, James Joyce, Le Cobusier e Piet Mondrian.

L’astrattismo dell’ultimo periodo

Sophie Taeuber-Arp six-spaces-with-four-small-crosses-1932

Sophie Taeuber-Arp, “Six Spaces with Four Small Crosses” – 1932. Pittura a olio e grafite su tela – Kunstmuseum Bern, regalo di Marguerite Arp-Hagenbach

Con il trasferimento a Clamart, Sophie Taeuber-Arp, forse influenzata anche dall’ambiente artistico parigino, si focalizzò nuovamente sull’astrattismo. Le forme adesso esplorano l’interazione fra angoli e forme circolari. Le pitture presentano talora degli inserti materici che aggiungono un senso di tridimensionalità. L’interesse per le forme organiche, unito alla perizia nella lavorazione del legno, dà vita a una serie di oggetti a metà fra l’arte applicata e la scultura. Le sue opere degli anni Trenta trovarono spazio nelle mostre internazionali più importanti. Tra queste quella di Parigi nel 1931 con il collettivo Abstraction-Création e quella dei Costruttivisti a Basilea nel 1937.

Le radici concettuali della ricerca sull’astrattismo hanno un’origine simile a quella che portò la Taeuber-Arp ad esplorare il dada negli anni di Zurigo. L’artista fu infatti testimone dell’ascesa del nazismo e del suo inevitabile orientamento verso il conflitto. Perciò la sua fu una risposta creativa e ironica all’atmosfera cupa che si stava vivendo in quegli anni. Con l’invasione di Parigi da parte delle truppe tedesche nel 1940, Sophie Taeuber-Arp e il marito furono costretti a lasciare Clamart. Iniziarono un periodo di esilio con vari spostamenti fino a che fu garantito loro il visto dal Paese d’origine di Sophie, la Svizzera. Qui l’artista continuò a lavorare nell’ambito della grafica e dell’editoria. Una notte del 1943 morì nel sonno, a soli cinquantatre anni, a causa di inalazioni di monossido di carbonio provenienti da una stufa difettosa.

Info: www.tate.org.uk/

Leggi anche:

“Palcoscenici Archeologici” in mostra a Brescia

“Palladio, Bassano e il Ponte. Invenzione, storia, mito” e simbolo della città

“Mario De Biasi. Fotografie 1947-2003”

© RIPRODUZIONE RISERVATA