Lunedì 22 Aprile 2024 - Anno XXII

Una persona alla volta, riflessioni e azioni di Gino Strada

Emergency Gino Strada Una persona alla volta

Il libro postumo del chirurgo di tutti i diseredati, a cura di Simonetta Gola, è il racconto dell’impegno e delle esperienze che hanno portato il giovane chirurgo di Sesto San Giovanni fino ai Paesi più lontani. Ma anche una riflessione radicale sull’abolizione della guerra e sul diritto universale alla cura.

Gino Strada, Una persona alla voltaUn romanzo, la vita di Gino Strada, scritta da sé medesimo. Veritiero, realistico, visionario, utopistico. Termini che non si attribuirebbero ad un chirurgo che ha pre/sentito l’odore del sangue e lo ha visto sgorgare dalle ferite inflitte per lo più ai civili e ai bambini, dagli arti menomati per le orrende e ingannevoli mine antiuomo/antidonna/antibambino, anti animali randagi e domestici.
Gino Strada era restio a scrivere di sé e, nonostante gli incoraggiamenti e le periodiche visite degli amici e di Carlo Feltrinelli che lo pressavano: “E allora il libro?”, glissava, trovava sempre una scusa e accampava un impegno. Ne aveva assunti molti di impegni fin da quando ragazzo volendo fare il medico. La madre che ne intuiva la generosità lo ammoniva che fare il medico chirurgo non è un mestiere qualsiasi ma una missione: salvare vite. Intervenire immediatamente, senza perdere tempo, per recidere e riportare “in vita” l’altro/l’altra. Non importava chi fosse, se guardia o ladro, soldato o civile, mujaheddin, talebano o soldato regolare inquadrato nell’esercito o nelle squadre della morte che scorrazzano in ogni landa nel mondo.

Gino Strada una vita a fianco degli oppressi

Non che Gino Strada non avesse le sue predilezioni ideologiche e i valori. Era decisamente a fianco degli oppressi di tutto il mondo, dei ceti popolari, degli ultimi che non possiedono nulla, neppure la libertà e la propria vita. Ah, se non ci fosse stata l’amorevole cura di Simonetta Gola, che ha raccolto gli appunti e i pensieri di Gino Strada che correvano liberi per ogni dove e le preoccupazioni, le contumelie contro la guerra, qualsiasi guerra, come strumento distruttivo, che aggrava sino ad annientare soprattutto i civili e i bambini ignari, che giocano con le mine e restano folgorati. Queste le due categorie che hanno intessuto come fili di un ordito la vita di Gino Strada: l’amore per l’umanità derelitta e l’esecrazione contro la guerra.

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Portare soccorso in ogni paese

Ecco allora l’intuizione di portare soccorso in ogni paese, specie quelli dove la sanità pubblica non esiste o è del tutto sottodimensionata rispetto ai bisogni. Nei paesi dove la guerra ha reso l’umanità ancora più emarginata: Afghanistan, Siria, Iraq, Africa e persino in Italia, nel Sud martoriato dalla illegalità diffusa e dal sottosviluppo.
Il medico è ambasciatore di pace e di vita: questo il suo credo senza classificare sulla base di pregiudizi. Emergency è stato questo tentativo, questo grande successo, di mettere insieme professionisti della medicina dotati di una grande amore per gli altri.

Gino Strada analizza tutti gli investimenti in armi, persino durante il covid, denaro che provoca morte e distruzione invece di essere investito nella sanità come diritto umano, senza distinzioni, senza discriminazioni. Gino Strada è perentorio, non accetta scusanti e non giustifica, non si dichiara pacifista ma è contro la guerra, pura e semplice. Lo ricorda, nominandolo, un altro grande operatore che si è battuto per la pace e contro la guerra, parlo di Terzani che con “Lettere contro la guerra” si è schierato apertamente per il dialogo e per il confronto fra le culture e le civiltà senza il predominio dell’una sull’altra, per riportare la pace sulla terra, cristianamente e gandhianamente.

Una persona alla volta di Gino Strada, Giangiacomo Feltrinelli Editore Milano 2022, pagine 167, € 16,00 a sostegno di Emergency.

Autore

Gino Strada nasce a Sesto San Giovanni (MI) nel 1948 e termina la sua vita a Honfleur in Normandia il 13 agosto 2021. È stato un grande chirurgo di guerra e uno dei fondatori di Emergency, l’associazione umanitaria italiana per la cura e la riabilitazione delle vittime di guerra e delle mine antiuomo. La sua vita lo ha visto impegnato su tutti i fronti di guerra, dall’Afghanistan alla Somalia, dall’Iraq alla Cambogia e al Sudan.
Con Feltrinelli ha pubblicato “Pappagalli verdi” (1999), che ha vinto il premio internazionale “Viareggio Versilia 1999” e continua a riscuotere un grande successo, così come “Buskashì. Viaggio dentro la guerra” (2002). Nel 2015 ha pubblicato con Roberto Satolli “Zona rossa sull’epidemia di Ebola” del 2014.

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