Giovedì 20 Giugno 2024 - Anno XXII

Valle Aurina: a un passo dal cielo

Valle Aurina (ph p.ricciardi ©mondointasca.it)

Il piccolo paradiso verde dell’Alto Adige sorprende e affascina. Le 80 vette dolomitiche che superano i tremila metri come una corona sembrano abbracciare la valle. Tutto per le attività all’aria aperta: 850 km di sentieri per le escursioni. Il centro climatico di Predoi. Il bagno nel bosco. Il castello di Tures.

Valle Aurina acqua elemento di vita (ph p.ricciardi ©mondointasca.it)
Valle Aurina l’acqua elemento di vita (ph p.ricciardi ©mondointasca.it)

Montagne maestose, prati verdi fioriti, boschi di conifere e tanta acqua a cui si aggiunge la singolare operosità dei valligiani. Questi sono alcuni degli elementi che caratterizzano la Valle Aurina. Piccolo paradiso verde dell’Alto Adige e punto più a nord d’Italia al confine con l’Austria, conosciuto come la Vetta d’Italia. Questa lunga valle laterale dell’Alto Adige di 542 km quadrati ci ha davvero sorpresi e affascinati. Il primo colpo d’occhio che incanta e meraviglia il visitatore sono le 80 vette di oltre 3000 metri che sembrano proteggerla come in un abbraccio. Poi la luce, i colori, i profumi e l’aria pura trasmettono subito sensazioni uniche. Chi ama la natura qui trova il suo paradiso.

Attività all’aria aperta
Percorso escursioni (ph p.ricciardi ©mondointasca.it)
Percorso escursioni (ph p.ricciardi ©mondointasca.it)

Qualche dato sulla valle e sulle attività all’aria aperta in estate. Sono 850 i km di sentieri per le escursioni con diverse difficoltà che conducono alla scoperta del territorio e dei 4 comuni che la compongono: Valle Aurina, Campo Tures, Predoi, Selva dei Molini che raggruppano 15 frazioni. I percorsi si snodano attraverso boschi incantevoli e conducono anche alla scoperta di una parte delle 164 malghe immerse in suggestivi paesaggi alpini. Molte di queste località, come Campo Tures, Lutago e San Giovanni, offrono agli ospiti l’opportunità di immergersi nella cultura locale e scoprire le tradizioni dell’Alto Adige. Tradizioni come quella culinaria che si caratterizza per l’influenza austriaca e italiana. Piatti e prodotti rinomati sono lo speck, i canederli, i formaggi di malga e i dolci come lo strudel. I visitatori possono gustare queste prelibatezze nei ristoranti locali e nelle malghe tradizionali sparse per la valle.

Valle Aurina: acqua e aria sorgenti di vita
Boschi di conifere fitti e corsi acqua (ph p.ricciardi ©mondointasca.it)
Boschi di conifere fitti e corsi acqua (ph p.ricciardi ©mondointasca.it)

L’acqua è uno degli elementi che caratterizza la Valle Aurina. Vi sono 10 cascate, 35 laghi di montagna e 120 sorgenti di acqua potabile. A Lappago, infatti, all’acqua è stato dedicato un museo dove poter degustare la pura acqua cristallina della Valle Aurina e scoprire le sue origini. Il nome della Valle deriva dal fiume Aurino che in preromano (“Awerina”) significa “acqua corrente”.

Oltre all’acqua, un altro primato della valle è l’aria. La Valle Aurina è un’area di Aria pura certificata. Questo lo si deve all’altitudine, ai fitti boschi e alla ridotta concentrazione di pollini. Grazie all’ambiente naturale incontaminato, è una meta dedicata al benessere di corpo e mente.

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Cascate e sentieri
Cascata Riva (ph. © v. giannella)
Cascata Riva (ph. © v. giannella)

Apprezzate dai turisti sono le pittoresche cascate di Riva di Tures e i Sentieri del Sole. Le tre Cascate di Riva si trovano all’ingresso del Parco Naturale Vedrette di Ries-Aurina. Si tratta di uno spettacolo naturale impressionante. I sentieri delle cascate sono caratterizzati da un aerosol naturale. L’idroterapia infatti contribuisce allo scioglimento di sostanze tossiche e dannose nel sangue, purificandolo.

La fitta rete di percorsi dei Sentieri del Sole, invece, si estendono nella soleggiata valle delle Alpi dello Zillertal e suggeriscono escursioni che attraversano foreste, cascate, chiesette ma anche masi contadini e malghe di montagna che diventano punti di ristoro per una pausa a base di prodotti locali.
Il percorso Sunnsat, ad esempio, collega i paesi di Lutago e San Pietro, passando per le località San Giovanni, Cadipietra e San Giacomo ad un’altitudine compresa tra i 1.000 e 1.450 m di quota, tracciando un percorso storico tra passato e presente.

Centro climatico di Predoi
Valle Aurina Miniera di Predoi (ph p.ricciardi ©mondointasca.it)
Centro climatico nella miniera di Predoi (ph p.ricciardi ©mondointasca.it)

Tra le proposte che valorizzano la salute, il Centro Climatico di Predoi si trova all’interno di una storica miniera in disuso dove si estraeva il rame. La miniera risale al Medioevo, le gallerie sono state scavate a mano nella roccia. Oggi, per raggiungere il centro climatico, i visitatori vengono portati con un trenino minerario in una stretta galleria per oltre 1.100 metri. Poi si prosegue a piedi per altri 200 e si raggiunge la galleria didattica. Una enorme spazio nel cuore della montagna dove la temperatura è di circa 8-9 gradi centigradi e un’umidità relativa del 96%. Il particolare microclima della galleria può procurare sollievo a diverse patologie delle alte vie respiratorie, liberando il respiro.

Vincenzo Di Spazio all'ingresso della galleria (ph p.ricciardi ©mondointasca.it)
Vincenzo Di Spazio all’ingresso della galleria (ph p.ricciardi ©mondointasca.it)

Prima di entrare in galleria gli ospiti devono avere un abbigliamento caldo. A ognuno viene fornito elmetto e mantellina impermeabile. Nella galleria didattica gli ospiti vengono dotati di un materassino da stendere sulle poltroncine, coperta, pantofole e per chi lo desidera anche una borsa di acqua calda. L’esperienza di Speleoteapia, “terapia in caverna”, ha la durata di due ore. L’Associazione Respiration offre consulenza telefonica gratuita con il dott. Vincenzo Di Spazio, medico di medicina generale, per la speleoterapia. Una esperienza che noi abbiamo fatto anche con la musico terapia.

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Bagno nel bosco per ritrovare sé stessi
Valle Aurina bagno nel bosco un diamante d'acqua (ph p.ricciardi ©mondointasca.it)
Valle Aurina bagno nel bosco un diamante d’acqua (ph p.ricciardi ©mondointasca.it)

Una esperienza da vivere e godere pienamente, che noi di Mondointasca abbiamo sperimentato, è il “Bagno nel bosco” a Casere. Un modo per ricaricarsi ascoltando e prendendo l’energia che l’ambiente boschivo: larici, castagni, foreste di conifere, fiori, ruscelli e cascate, trasformano in serenità. Usare la natura come inesauribile fonte di energia. Non è un percorso programmato. Non c’è un punto d’arrivo. Il requisito primario è la lentezza.

La nostra guida Stefan Fauster ci suggerisce di aprire i sensi: vedere, ascoltare, annusare, sentire. È un modo per trarre energia con ogni sguardo, ogni respiro. Rallentare, ritrovare la gioia di vivere, e rifornire le riserve di energia nel contatto con la natura.

Chiesetta di Santo Spirito (ph p.ricciardi ©mondointasca.it)
Chiesetta di Santo Spirito (ph p.ricciardi ©mondointasca.it)

Intensa forte e piacevole al tempo stesso lo stare a piedi nudi nell’acqua gelida di un ruscello e poi camminare sull’erba. Si scaricano le tensioni e la nostra mente vive e si concentra sul presente scollegandosi da pensieri sul passato o sul futuro. Il Bagno nel bosco, “Shinrin Yoku”, come prevenzione della salute, nasce in Giappone nei primi anni ’80 per stimolare la popolazione a ritrovare un legame con la natura. Fuori dal bosco, in un’ampia vallata i campanacci delle mucche ci vengono incontro e davanti ai nostri occhi lo spettacolo della chiesa di Santo Spirito. Una costruzione che ha 500 anni. Una leggenda narra che qui si possono espiare e lavare i propri peccati. 

Il Castello di Tures
Castello di Tures (ph p.ricciardi ©mondointasca.it)
Castello di Tures (ph p.ricciardi ©mondointasca.it)

Nel corso del nostro viaggio in Valle Aurina abbiamo visitato anche il Castello di Tures o Taufers. Un maestoso edificio posto su una collina panoramica a protezione di Campo Tures. Il castello è uno dei più belli e più grandi di tutta l’area tirolese. Ai visitatori è offerta la possibilità di esplorare le sue sale affrescate, ammirare gli arredi originali e godere di spettacolari viste panoramiche dalla torre di avvistamento. Sempre dalla torre, appena arrivati abbiamo visto dei giovani che facevano alpinismo al contrario, invece di salire, imbragati e con delle funi, scendevano lungo la parete.

Castello di Taufers (ph p.ricciardi ©mondointasca.it)
Castello di Taufers (ph p.ricciardi ©mondointasca.it)

La storia del castello è legata ai Signori di Tures fino al 1340 quando la famiglia si estinse. All’inizio del XX secolo Ludwig Lobmayr restaurò il castello. Nel 1945 invece Hieronymus Gassner, procuratore generale dell’ordine dei benedettini austriaci a Roma, lo restaurò nuovamente. Il castello si compone di diversi stili architettonici: una parte romanica, originaria del periodo dei Signori di Taufers ed una sezione gotica risalente al tempo dei Vescovi di Bressanone. La torre abitabile con le doppie finestre ad arco e la cappella del castello in stile romanico risalgono al primo periodo di costruzione nel XIII secolo. Spesso è diventato il set di diversi film per il cinema e per delle serie televisive. Uno per tutti “La più bella serata della mia vita”, con Alberto Sordi, girato nel 1972 da Ettore Scola.

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La cucina e i prodotti della Valle Aurina
Risotto alle erbe (ph p.ricciardi ©mondointasca.it)
Risotto alle erbe del ristorante Arcana (ph p.ricciardi ©mondointasca.it)

In questa valle i prodotti della cucina locale sono tutti a portata di mano. Il progetto Taufrisch: “Chilometro zero, freschezza & genuinità” si potrebbe riassumere nella frase “La natura nell’orto e nel piatto”. Una dozzina di locandieri di Campo Tures coltivano oltre trecento varietà di prodotti della terra. Si va dalle verdure classiche a quelle antiche, locali e assai rare, per raccoglierle e trasformarle in squisite pietanze, minestre, contorni e dessert. Accanto agli ortaggi c’è spazio anche per i fiori: a beneficio di varietà vegetale, come decorazione dei piatti. 
Al ristorante delle erbe di Arcana nell’Hotel Moosmair ad Acereto, la titolare signora Anneres Ebenkofler, che abbiamo chiamato signora delle erbe, ha organizzato una straordinaria cena con piatti accompagnati da erbe spontanee dell’orto o selvatiche.  

Altra unicità sono i formaggi prodotti col latte di mucca e di capra nei numerosi caseifici. Noi abbiamo visitato il caseificio del giovane Gunther Volgger che ha una stalla di 40 capre.
Un formaggio diventato presidio Slow Food è il famoso “Graukäse della Valle Aurina”. Formaggio senza crosta, magro, di latte vaccino senza grassi (utilizzati invece per il burro). In passato pietanza povera, oggi è molto apprezzato e utilizzato anche nell’alta cucina per il suo gusto e il basso contenuto di grassi, lattosio e colesterolo. Al Graukäse viene dedicata una settimana di eventi culinari a settembre.

Info: www.ahrntal.com

Photo Gallery Valle Aurina

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