Mercoledì 17 Aprile 2024 - Anno XXII

Viaggio lungo la via Francigena dal Sud Milano

Via Francigena Milano sud San Colombano Orio Litta Villa Litta Carini

Alla scoperta del territorio percorrendo un tratto della Via Francigena. Il breve “pellegrinaggio” inizia dalle porte di Milano, attraversa San Colombano al Lambro per giungere a Corte S. Andrea nel comune di Senna Lodigiana.

San Colombano Via Francigena Pietra miliare romana
Pietra miliare romana

Lungo la Via Francigena da Canterbury a Roma e poi da qui a Gerusalemme, imbarcandosi da Brindisi e allungando il percorso fino a S. Maria di Leuca de finibus terrae nel Salento. Di questa Via Francigena in una tarda mattinata di gennaio di quest’anno ci siamo avviati, occupando tutta la giornata per percorrere un piccolo tratto.

La partenza è da San Giuliano Milanese, periferia sud est di Milano. La prima tappa la facciamo a San Colombano al Lambro, unica enclave milanese in territorio lodigiano. San Colombano, va ricordato è stato un monaco missionario ed evangelizzatore irlandese, ed è considerato il pellegrino per eccellenza.

San Colombano Castello di Belgioioso
Castello di Belgioioso costruita da Federico Barbarossa

Nel paese che ha assunto il suo nome restano le vestigia della storia nel possente Castello del Barbarossa, centro sociale e culturale della vita del borgo nell’impianto viario e nella organizzazione urbanistica.

Le case a San Colombano sono di struttura semplice, tipiche della cultura contadina: la sala pranzo a piano terra riscaldata dalla stufa a legna, che funge anche da cucina, e la camera al piano primo riscaldata dal basso.
Le colline attorno a San Colombano producono pregiati vitigni, fra cui la croatina, la malvasia, la verdea, la barbera, ma anche eccellenti varietà di ciliegie.

Da San Colombano a Orio Litta
Orio Litta Villa Litta Carini
Villa Litta Carini

Il nostro viaggio di percorrenza del piccolo tratto della Via Francigena, da San Colombano prosegue verso Orio Litta. Il piccolo borgo è di origine romana sorse su un territorio paludoso bonificato grazie ai Benedettini di San Pietro in Lodi Vecchio a partire dall’885. Era un piccolo borgo di contadini e una volta di pescatori/traghettatori.

Qui sorge l’imponente villa Litta Carini del XVII secolo, quasi una reggia maestosa utilizzata per la villeggiatura e l’ospitalità di personaggi di primo piano della cultura e della letteratura italiana. È privata ma visitabile dal pubblico il primo lunedì di ogni mese dalle 10 alle 13 e negli altri giorni della settimana su appuntamento.

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Bellissima la facciata su tre piani, compreso il piano terra, con un corpo centrale alleggerito da una serie di archi (5) sostenuti da esili colonne, che costituiscono l’atrio da cui si accede all’ampio salone e ad una monumentale scala che conduce ai piani superiori.
Sul retro un notevole giardino induce la vista verso il fiume Po con un terrazzamento che rafforza la sua struttura poderosa.

Sosta a Corte S. Andrea
Via Francigena Corte S. Andrea
Corte S. Andrea

La strada che costeggia Villa Litta Carini conduce alla Corte S. Andrea, nel comune di Senna Lodigiana, luogo deputato all’attraversamento del fiume, ovvero al Transitum Padi. Un transito già utilizzato nel 990 dal Vescovo Sigerico per tornare da Roma a Canterbury.
Una porta monumentale accoglie il visitatore che si predispone dopo essersi rifocillato alla taverna accanto, oltrepassata la porta, oggi Osteria della Corona, a trasferirsi sull’altra sponda traghettando anima e corpo.

Corte S. Andrea traghetto sul Po
Barca per traghettare il fiume

Il borgo dispone anche di un ostello riservato esclusivamente ai pellegrini e di un servizio di bike sharing, ovvero affitto di biciclette, per scorrazzare lungo gli argini del fiume. Una volta doveva pullulare di varie attività, pescatori, trasportatori, contadini, e altri ancora. Oggi le strutture murarie degli edifici sono cadenti e si vede ovunque una certa sonnolenza forse in attesa della bella stagione.

Intanto il fiume scorre maestoso e placido. Fa un certo effetto essere catapultati qui dalla città o dal suo hinterland. È come se fossimo in una situazione irreale, fuori dal tempo. Ci riportano alla realtà i pochi abitanti che lavorano per recuperare il loro patrimonio in attesa che la Corte rifulga di attività e il lento incedere di un ciclista di età avanzata, Mario, che giunge da San Colombano come volesse ripercorrere i fasti antichi.

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