
Il tempo scorre con ritmi alterni, eppure la storia trattiene con forza quelle figure che hanno saputo lasciare un segno indelebile. Che sia per il mecenatismo, per la visione estetica o per un impegno civile, esistono donne che hanno scritto – e talvolta sovvertito – la storia dell’arte.
Oggi, un immaginario filo rosso unisce Roma, Venezia e Londra: Palazzo Venezia, Peggy Guggenheim Collection e Buckingham Palace. Tre percorsi espositivi che riportano al centro il potere di figure femminili capaci, ieri come oggi, di affascinare e interrogare il pubblico a partire dal 17 aprile al 19 ottobre 2026.
ROMA: Dalla Maddalena alla realtà delle donne fiorentine

Il primo percorso espositivo conduce a Roma, dove la donna rinascimentale prende forma tra ideali di bellezza, rappresentazione e costruzione del ruolo sociale.
Al VIVE – Vittoriano e Palazzo Venezia apre la mostra “La Maddalena di Piero di Cosimo: arte, storia e vite di donne nel Rinascimento fiorentino”, a cura di Edith Gabrielli, con la consulenza storica di Fernanda Alfieri, Serena Galasso e Isabella Lazzarini.
L’esposizione si tiene a Palazzo Venezia, dal 17 aprile al 5 luglio, negli ambienti delle antiche cucine recentemente restaurati e riaperti per l’occasione.
Al centro del percorso c’è la preziosa tavola di Piero di Cosimo (1462–1522), La Maddalena, conservata nelle Gallerie Nazionali d’Arte Antica di Palazzo Barberini e concessa in prestito per l’occasione. Realizzata alla fine del Quattrocento, l’opera appartiene alla fase matura dell’artista, tra i più originali della Firenze rinascimentale.
In questa tavola, la Maddalena rappresentata con i suoi attributi iconografici — come l’ampolla degli unguenti e i capelli sciolti — appare come una giovane donna fiorentina del Quattrocento, elegante e raffinata nei dettagli delle vesti e dei monili.
È proprio da questa figura reale che scaturisce l’idea della mostra. Il percorso segue tre linee interdipendenti: la lettura dell’opera sul piano stilistico, la ricostruzione delle fasi della vita femminile delle donne fiorentine (nascita, matrimonio, cura del corpo) e l’analisi delle arti decorative.
Le donne oltre il mito della bellezza

Tessuti, gioielli e ceramiche non sono semplici accessori, ma tracce concrete di un vissuto che restituisce presenza e sostanza alla storia delle donne, oltre il mito della bellezza.
ll racconto della mostra è affidato a oltre sessanta pezzi, tra documenti e oggetti, che fanno rivivere queste donne oltre il dipinto.
Tra esse spiccano sia Lucrezia Tornabuoni, madre di Lorenzo il Magnifico sia suor Paraclita con le loro lettere, poesie, e libri in dialogo con preziosi manoscritti dell’epoca.
A completare la narrazione, ventidue video-installazioni e una sala immersiva illustrano le tecniche e il sapere artigianale – dai vetri alle tavole dipinte – che attraversa l’intero percorso.
Info: https://vive.cultura.gov.it/it/palazzo-venezia
VENEZIA: Peggy Guggenheim, mecenate delle avanguardie

Se a Roma la donna è osservata attraverso lo sguardo dell’arte rinascimentale, a Venezia il punto di vista cambia radicalmente: Peggy Guggenheim diventa protagonista attiva del sistema culturale moderno, capace di orientare gusti e visioni attraverso la sua passione per la bellezza.
Dal 25 aprile al 19 ottobre 2026, la Peggy Guggenheim Collection dedica un notevole tributo a un momento chiave nella formazione dell’ereditiera americana con la mostra “Peggy Guggenheim a Londra. Nascita di una collezionista”, curata da Gražina Subelytė e Simon Grant.
Un museo dedicato all’Arte Moderna a Venezia

Il percorso espositivo ricostruisce l’esperienza della galleria Guggenheim Jeune, attiva a Londra tra il 1938 e il 1939. In soli diciotto mesi, la galleria divenne un punto di riferimento per le avanguardie del tempo, distinguendosi per la capacità di promuovere artisti locali e internazionali legati all’astrazione e al Surrealismo.
Proprio in quegli anni Peggy Guggenheim definì la propria identità di collezionista e mecenate, maturando l’idea di un museo dedicato all’arte moderna da realizzare a Venezia.
In poco più di un anno e mezzo, la galleria Guggenheim Jeune organizzò oltre venti mostre d’arte, distinguendosi per una programmazione audace e sperimentale. In questo contesto si susseguirono la prima personale nel Regno Unito di Vasily Kandinsky, una mostra dedicata a Jean Cocteau, una rassegna sul collage e una controversa esposizione di scultura contemporanea.
Oltre cento opere in mostra

La mostra veneziana riunisce circa cento opere provenienti da musei e collezioni private internazionali, offrendo una ricostruzione ampia e articolata di quella stagione.
Accanto ai lavori presentati all’epoca nella galleria londinese, trovano spazio opere coeve e lavori di artisti che entreranno successivamente nella collezione Guggenheim, tra cui Eileen Agar, Barbara Hepworth, Henry Moore, Piet Mondrian, Sophie Taeuber-Arp e Yves Tanguy.
Accompagnata da un catalogo riccamente illustrato e da nuovi contributi critici, l’esposizione rappresenta un’occasione preziosa per riscoprire le origini di una delle più importanti collezioniste del XX secolo e per riflettere sul ruolo delle gallerie come luoghi di sperimentazione e dialogo culturale.
A Venezia la mostra è resa possibile grazie al generoso sostegno di The KHR McNeely Family Foundation, Kevin, Rosemary e Hannah Rose McNeely.

Dopo la tappa nella città lagunare, la mostra proseguirà verso la Royal Academy of Arts a Londra e il Guggenheim Museum a New York.
Sedi:
- Collezione Peggy Guggenheim, 25 aprile – 19 ottobre 2026
- Royal Academy of Arts, 21 novembre 2026 – 14 marzo 2027
- Guggenheim New York, 16 aprile 2027 – 12 settembre 2027
Info: guggenheim-venice.it
LONDRA: Elisabetta II, l’icona oltre il tempo

Il viaggio si conclude a Londra, dove la riflessione si sposta su una figura che ha saputo trasformare il proprio ruolo istituzionale in un’icona globale.
Se a Roma e Venezia abbiamo incontrato l’arte nelle sue forme classiche e d’avanguardia, a Buckingham Palace è il linguaggio visivo del potere a farsi protagonista.

La mostra “Queen Elizabeth II: Her Life in Style”, visitabile dal 10 aprile al 18 ottobre 2026, racconta la sovrana attraverso il guardaroba e gli accessori che ne hanno definito l’immagine pubblica.
L’esposizione celebra il centenario della sua nascita (21 aprile 1926) e riunisce circa 300 pezzi -tra abiti, cappellini, borsette e gioielli- indossati in occasioni ufficiali e private.
Elisabetta II e la sua capacità di influenzare il costume

Nel corso del suo lungo regno, Elisabetta II ha utilizzato abiti e accessori per comunicare continuità e identità monarchica. Il percorso attraversa l’intera vita della sovrana come ad esempio l’abito da sposa del 1947 e quello dell’incoronazione del 1953, fino alla definizione di quello stile inconfondibile fatto di colori pastello e tagli rigorosi.
Elisabetta II ha dimostrato una straordinaria capacità di influenzare il costume, rendendo oggetti quotidiani -come le sue iconiche borsette rettangolari- veri e propri simboli di tendenza ripresi dalla moda contemporanea.
Le celebrazioni per il centenario, che prevedono anche la realizzazione di un ponte, una statua e nuovi giardini a lei dedicati, confermano quanto la sua figura resti un punto di riferimento nella storia contemporanea.
Info: rct.uk/visit/buckingham-palace
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